richardina
richardina - Erectus - 140 Punti
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Aiuto.. la prof ci ha chiesto di fare una ricerca sul fanciullino di G. Pascoli..
Non riesco a trovare niente.. vi prego aiutatemi
Diego89
Diego89 - Sapiens Sapiens - 990 Punti
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Il fanciullino è un'opera di Giovanni Pascoli divisa in 20 capitoletti.

Il testo de Il Fanciullino più noto è quello contenuto nel libro "Giovanni Pascoli: Pensieri e discorsi", Bologna, 1907 (l'ultimo pubblicato dal poeta). Una nota dell'autore a fine libro riporta che "i primi capitoli di questo dialogo furono pubblicati dieci anni fa, nel Marzocco del 17 gennaio, 7 marzo, 11 aprile, del 1897". "Il Marzocco" era una rivista culturale d'inizio Novecento.

Pascoli ha esposto la sua poetica in un discorso famoso, che è anche un brano delle prose: Il Fanciullino. In esso, riprendendo un mito platonico, asserisce che in noi vi è un fanciullino che non solo ha brividi, ma lagrime e tripudi suoi, che ci insegna a guardare le cose dentro e fuori di noi e a nominarle con occhi e parole di poeta. Poesia è irrazionale facoltà lirica, immediatezza e genuinità di sensazioni, sincerità e vivacità di immaginazione e fantasia. La poetica della visione si sposa alla poetica dl particolare perché richiede precisione, fedeltà ed esattezza lessicale nei confronti delle cose: se la poesia è nelle cose, ad esempio nel canto degli uccelli, il poeta non potrà parlare genericamente di uccelli, ma singolarmente di pettirossi, di capinere ecc. individuando il verso particolare e riproducendolo fedelmente con voci onomatopeiche. E proprio perché il fanciullino coglie d'istinto la poesia che è nelle cose illuminandole con la parola che a tutti le rivela.

Nell'opera "Il Fanciullino", Pascoli illustrò la sua poetica in un discorso che procede senza un rigoroso ordine logico di argomentazioni, in una forma lirica e intimistica, racchiude motivi tendenzialmente politici. Il suo decadentismo e la sua modernità consistono nel principio centrale della sua poetica, che è irrigidimento schematico della sua sensibilità: ingrandire il piccolo, rimpicciolire il grande. Il discorso è però tutto tramato su una polemica insistente contro il socialismo e la poesia socialista. La poesia per Pascoli è utile, civile, giova alla moralità, alla civiltà, alla patria. La poesia è la voce del fanciullino che è in noi e che sa vedere nelle cose il nuovo, non inventandolo ma scoprendolo. Tutto ciò è "decadente" manifestazione di una semplicità esasperata e morbosa, tutta alimentata e contesta di cultura.
sedia90
sedia90 - Genius - 9848 Punti
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Da Il fanciullino
di Giovanni Pascoli

In ognuno di noi, come credeva Celes Telano avendolo scoperto in sé, c’è un bimbo, con le sue paure, i suoi dolori le sue manifestazioni esuberanti. Egli non cresce come noi, quando siamo piccoli si confonde in noi, così i due fanciullini si scontrano, fra di loro ogni tanto c’è rivalità, ma sempre insieme condividono le speranze, le paure, le gioie, si sentono tutt’uno, si sente un solo battito, un solo pianto. Non cresce con noi, ma resta piccolo; noi continuiamo a desiderare cose nuove lui invece continua a provare stupore per tutto, mentre noi invecchiamo e la nostra voce si arrugginisce, sentiamo la sua squillante. Egli vive in noi con semplicità e umiltà, ha paura del buio perchè vede o crede di vedere cose brutte, sogna ad occhi aperti ricordando cose mai viste. Ama la natura, gli animali è colui che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei, piange e ride di cose che noi non abbiamo più la capacità di percepire e non riusciamo a comprendere. Quando muore un nostro caro, egli si manifesta in noi ricordando qualcosa di puerile che ci permette di piangere e di sfogarci. E’ quello che, quando presi dalla gioia sfrenata ci fa dire cose gravi e ci frena, ci rende l’infelicità e la felicità sopportabili misurando la giusta dose di amaro e di dolce. Rende umano l’amore perché lo accarezza come una sorella, allo stesso modo fa con la bimba che è in ogni donna. Nell’uomo serio ascolta le fiabe, mentre in quello pacifico fa suonare tromboni, fanfare e pive, in chi ha perso la fede, in un angolo dell’anima mette un’altarino e fumo d’incenso. Quando abbiamo fretta ci fa perdere del tempo perché vuol raccogliere un fiore, ascoltare l’uccellino che canta o toccare il selciato. Parla molto senza stancarsi mai, per noi egli è l’Adamo che da un nome a tutto ciò vede e sente, senza di lui parecchie cose, dandole per scontate, non le vedremmo. Nelle cose egli nota le somiglianze più impensabili, ad adattare le cose più grandi a quelle più piccole. Ciò che lo spinge a fare questo è che non finisce mai di stupirsi, la curiosità non ha limiti, rimpicciolisce per poter vedere meglio, ingrandisce per ammirare e provare stupor
orrfeos
orrfeos - Genius - 14616 Punti
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mi sembra che di materiale ti sia stato dato, se poi vuoi avere altro materiale chiedi
richardina
richardina - Erectus - 140 Punti
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grazie mille siete stati grandi....
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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ok chiudo allora!
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