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  • i doveri del buon governatore

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saretta
saretta - Sapiens - 519 Punti
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ciao.
mi servirebbe un aiuto per questo tema a cui sono allegati dei documenti per la sua realizzazione.
classe 4 liceo scientifico, scuola di suore.
Ho paura a farlo io perchè non riesco ad essere neutrale su questo argomento.
Grazie in anticipo per l'aiuto
ciao




ALLEGATI

Documento 1

Dunque, uccisi i re, giacevano abbattuti l'antica maestà dei troni e gli scettri superbi; e lo splendido ornamento della
testa regale, insanguinato, sotto i piedi del volgo piangeva il grande onore; con ardore infatti si calpesta ciò che troppo
fu prima temuto. Così le cose eran ridotte a estrema confusione e turbamento, mentre ognuno cercava per sé il potere e
la sovranità. Poi una parte di essi insegnò a creare magistrati e fondò il diritto, perché volessero osservare le leggi.
Infatti il genere umano, spossato dal vivere una vita di violenza, languiva a causa delle inimicizie; tanto più si
assoggettò alle leggie a norme giuridiche rigorose.

(Lucrezio, De rerum natura, V, 1136-1160)


documento 2

In generale quelli che si dispongono a governare lo Stato tengano ben presenti questi due precetti di Platone: primo
curare l'utile dei cittadini in modo da adeguare ad esso ogni loro azione dimentichi e incuranti dei propri interessi;
secondo provvedere a tutto l'organismo dello Stato affinché mentre ne curano una parte non abbiano a trascurare le
altre. Come la tutela di un pupillo così il governo dello Stato deve esercitarsi a vantaggio non dei Governanti ma dei
governati. D'altra parte quelli che provvedono a una parte dei cittadini e ne trascurano un'altra introducono nello Stato il
più funesto dei malanni: la discordia e la sedizione; onde avvviene che alcuni appaiono amici del popolo altri fautori
degli ottimati; ben pochi sono devoti al bene di tutti. Di qui nacquero in Atene grandi discordie; di qui scoppiarono
nella nostra repubblica non solo sedizioni ma anche rovinose guerre civili; mali questi che un cittadino austero e forte
degno di primeggiar nello Stato fuggirà con orrore: consacrandosi interamente allo Stato senza cercar per sé né
ricchezze né potenza egli lo custodirà e lo proteggerà tutto quanto in modo da provvedere al bene di tutti i cittadini. Né
con false accuse attirerà odio o disprezzo su qualcuno; anzi, si atterrà così scrupolosamente alla giustizia e all’onestà
che, pur di conservarle, incontri danni di qualsivoglia gravità e affronti la morte piuttosto che abbandonare quelle
norme, che ho detto.

(Cicerone, De officiis, 1, 85-86)


documento 3

De crudelitate et pietate et an sit melius amari quam timeri vel e contra

1 - Passando ora a trattare le altre qualità elencate prima, dico che ciascun Principe deve desiderare di essere ritenuto
clemente, e non crudele: tuttavia deve stare attento a non usare male la clemenza. Cesare Borgia era ritenuto crudele;
ciononostante con quella sua crudeltà aveva riordinato la Romagna, l’aveva unificata, pacificata e resa fedele. E se si
considererà bene questo, si vedrà come il Valentino sia stato molto più clemente dei Fiorentini, che, per sfuggire alla
fama di crudeltà, lasciarono che le fazioni provocassero la rovina di Pistoia. Pertanto, un Principe non deve
preoccuparsi di essere considerato crudele, se questo può mantenere i suoi sudditi uniti e fedeli; perché con pochissime
condanne esemplari, sarà più clemente di coloro che, per troppa pietà, lasciano che i disordini si aggravino fino a far
nascere uccisioni e rapine, e queste solitamente recano danno all’intera collettività, mentre le condanne del Principe
colpiscono il singolo individuo. Fra tutti i Principi, è impossibile che il Principe nuovo possa evitare di essere
considerato crudele, perché gli Stati nuovi sono pieni di pericoli. E Virgilio stesso, per bocca di Didone, dice:
Res dura, et regni novitas me talia cogunt
Moliri, et late fines custode tueri.
Cionondimeno deve essere cauto prima di credere e di agire e non deve fare paura a se stesso, ma comportarsi in un
modo che sia improntato a prudenza e umanità, che l’eccessiva fiducia non lo renda imprudente e l’eccessiva diffidenza
non lo renda crudele.

2 - Nasce da ciò la questione se è meglio essere amato che temuto o viceversa. La risposta è che si vorrebbe essere l’uno
e l’altro, ma poiché è difficile mettere insieme le due cose, risulta molto più sicuro, dovendo scegliere, esser temuti che
amati, quando viene a mancare una delle due. Perché degli uomini in generale si può dire questo: che sono ingrati,
volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitivi davanti al pericolo, avidi di guadagno; e mentre fai loro del bene sono tutti
dalla tua parte e ti offrono il sangue, i beni, la vita e i figlioli, come ho detto precedentemente, quando il bisogno è
lontano; ma quando il bisogno ti si avvicina, ti si rivoltano contro. E quel Principe che si è interamente fondato sulle
loro parole, se è privo di altre difese, va in rovina; perché le amicizie che si acquistano col denaro, e non con grandezza
e nobiltà d’animo, si comprano ma non si possiedono e, al momento del bisogno, non le puoi spendere. Gli uomini
hanno meno timore di colpire uno che si faccia amare anziché uno che si faccia temere; perché l’amore è tenuto su un
vincolo basato sul dovere che, poiché gli uomini sono malvagi, è spezzato in ogni occasione in cui è in gioco il proprio
tornaconto; ma il timore è basato sulla paura di essere punito, la quale non ti abbandona mai.

3 - Ciò nonostante il Principe deve farsi temere in modo che, pur non conquistando l’amore dei sudditi, non si faccia
comunque odiare; perché essere temuti e nello stesso tempo non odiati sono due cose che vanno bene insieme; e questo
succede sempre quando si astiene dal toccare i beni dei suoi cittadini e dei suoi sudditi e le loro donne; e se avesse la
necessità di colpire un casato, deve farlo quando vi sia una giustificazione adeguata e un motivo manifesto; ma
soprattutto deve astenersi dall’appropriarsi della roba degli altri: perché gli uomini dimenticano più in fretta la morte del
padre che la perdita del patrimonio. Inoltre, i motivi per togliere i beni a qualcuno, non mancano mai; e sempre chi
comincia a gestire il potere con rapine trova l’occasione per appropriarsi della roba altrui; al contrario le occasioni per
agire contro un casato sono più rare e vengono meno in più breve tempo.
[…]

6 - Concludo, dunque, ritornando alla questione se è meglio essere temuto che amato, che poiché gli uomini amano a
loro piacimento e temono secondo il piacimento del Principe, un Principe saggio deve fondarsi su ciò che è suo e non su
ciò che è degli altri: deve solamente, come ho già detto, fuggire l’odio.
(N. Machiavelli, Il principe, 17, 1-3 e 6)


documento 4
Berlusconi in un comizio a Napoli a sostegno del candidato del Pdl Stefano Caldoro attacca la sinistra che "ha cercato di gettare fango sulla Protezione civile, su Bertolaso, sugli eroi che hanno realizzato un miracolo".
(La repubblica, 18 marzo 2010)

Aggiunto 4 ore 25 minuti più tardi:

per favore un aiutooooo

Aggiunto 1 giorni più tardi:

bellissima notizia... questo tema non va fatto!!!!
grazie cmq a tutti
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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Il problema è risolto, non devi essere per forza neutrale!
Chi l'ha detto?! Anzi, la tipologia dell'aerticolo ti permette di essere di parte e anche il saggio breve non è affatto una forma imparziale, al massimo deve prendere in considerazione il magior numero possibile di fonti...tutto qui!
Dì pure la tua!
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