stranger91
stranger91 - Sapiens Sapiens - 1183 Punti
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salve raga siccome domani devo essere per forza interrogato d'italiano mi servirebbe un aiuto su manzoni per quanto riguarda le tragedie ad esempio xke rifiuta l'unita aristotelica, cos'era l'unità aristotelica e gli adelchi tema e xke carlo magno ripudia la moglie mentre x quanto riguarda leopardi mi servirebbe una buona spiegazione sulla ginestra

grazie a ttt in anticipo so che è tnt da kiedere!!! ma sn disperatoo
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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UNITA' ARISTOTELICA
Nel teatro Manzoni propone di abolire le unità aristoteliche, ovvero l'unità di tempo e luogo, salvando solo quella di azione. Le due unità sempre rispettate nel teatro italiano per rendere le azioni il più verosimili possibile. Si pensava infatti che non rispettando l'unità e quindi trasportando da un luogo all'altro gli avvenimenti p èrolugando l'azione oltre una giornata, rendesse lo spettatore meno partecipe all'azione degli attori. Ma Manzoni da per sottinteso che lo spettatore è cosciente di assistere ad una "finzione" ad una messa in scena,e per questo lo spettatore per Manzoni è disposto anche ad accettare forzature temporali. Compito del drammaturgo a questo punto è quello di scegliere argomenti più significativi che permettano allo spettatore di rimaenre sempre coinvolto emotivamente nell'azione. Manzoni parla di questa sua riforma drammatica nella Lettera allo Chauvet.

ADELCHI
Ermengarda, figlia di Desiderio (re dei Longobardi) per ragioni di Stato, viene rifiutata come sposa da Carlo Magno. Desiderio per vendicarsi vuole fare incoronare i figli di Carlomanno, fratello di Carlo Magno, rifugiatisi presso di lui. Carlo Magno manda un ultimatum a Desiderio, il quale rifiuta e dichiara guerra. Grazie al tradimento di duchi longobardi l'esercito di Carlo Magno avanza verso Verona. Ermengarda, che si era rifugiata presso la sorella Ansberga (Anselperga) nel monastero di San Salvatore a Brescia, scopre delle nuove nozze di Carlo Magno e delirando muore. Sempre grazie all'aiuto di traditori, Carlo Magno riesce a conquistare Verona e fa prigioniero Desiderio. Adelchi prima aveva cercato inutilmente di opporsi alla guerra contro i Franchi, poi combatte fino alla morte. Condotto in fin di vita alla presenza di Carlo e del padre prigioniero, invoca, prima di morire, clemenza per il padre e lo consola per aver perduto il trono: non aver più alcun potere infatti non lo obbligherà più "a far torto o subirlo". Adelchi è una fantastica tragedia manzoniana che mette in scena la caduta del regno longobardo in Italia da parte dei franchi nell'VIII secolo. Il significato profondo della figura di Adelchi e del suo dialogo con il padre è importante e allo stesso tempo innovativo: infatti riflette sul fatto che anche loro, prima di essere stati sconfitti da Carlo e dai Franchi, si erano dovuti imporre su altre popolazioni: in parole povere riflette sulla ciclicità della storia, e si ha così un miglioramento sul piano morale del personaggio. In quest'opera Manzoni inizia a sviluppare il tema della Divina Provvidenza che sarà poi fulcro tematico dei Promessi Sposi.(wikipedia)

LA GINESTRA - LEOPARDI
La Ginestra o fiore del del deserto è praticamente il testamento spirituale di Leopardi. Nella canzone si parla della coraggiosa e allo stesso tempo fragile resistenza, che la ginestra oppone alla lava del Vesuvio, il monte sterminatore, simbolo della natura crudele e distruttiva. Il delicato fiore coraggiosamente risorge sulla lava impietrata, e con la fragranza dei suoi arbusti sembra rallegrare queste lande desolate. Ma il suo destino è tragicamente segnato da una nuova eruzione, capace di annullare non solo la sua consolante presenza ma - ben più drammaticamente - la presenza dell'uomo in questi luoghi. La ginestra diviene simbolo della condizione umana.

Dunque la vera rivolta, la vera lotta che l'uomo deve ingaggiare è contro la natura crudele che non esita a devastare ogni opera umana con la sua inarrestabile forza. Nell' eterno impari confronto con la natura l'uomo deve avere ben presente la sua debolezza, ma anche la sua dignità. Non deve essere né arrogante né supplice, ma dignitosamente pronto a farsi da parte quando lo strapotere delle forze di natura lo opprima. Prima di quel momento deve consorziarsi con i suoi simili per affrontare i dolori della sua condizione, sostenuto dalla solidarietà dei suoi simili. Il concetto di ribellione, di rivolta e di lotta contro gli elementi che necessariamente condizionano il destino umano ( contrassegnato dal dolore ) è da Leopardi ricondotto ad una meditazione filosofica - di carattere pessimistico - sulla pochezza del sapere ottocentesco. E' inutile pensare di imbrigliare la natura e di sconfiggerla con le armi del progresso e della tecnica. Essa sarà sempre più forte dell'uomo. Anche la religione dà scarse vie d'uscita alla disperante insignificanza della natura umana e la speranza nell'aldilà provvidenziale cristiano è solo una sciocca e vile illusione per Leopardi. Non certo una certezza consolante come per Manzoni. ([url=http://209.85.129.132/search?q=cache:sXgwcn0ZoKgJ:www.valsesiascuole.it/crosior/1_intertestualita/leopardi_rivolta.htm+Leopardi+ginestra&cd=6&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-a]tratto da qui[/url])
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