DADO1995MATTO
DADO1995MATTO - Ominide - 24 Punti
Salva
Seicento: un secolo di crisi e cambiamenti...
g1x
g1x - Ominide - 13 Punti
Salva
Te l'ho mandato per messaggio privato ;)
{Zahra}
{Zahra} - Eliminato - 11670 Punti
Salva
g1x, esiste il forum per gli aiuti, quindi qualunque aiuto tu abbia da offrire, lo fai qui e non via pm, come dice il regolamento.

Comunque, Dado, tra gli appunti sul sito dovresti trovare tutto.
DADO1995MATTO
DADO1995MATTO - Ominide - 24 Punti
Salva
Non c'è niente :(

Aggiunto 1 secondo più tardi:

Non c'è niente :(
Giuseppe^^
Giuseppe^^ - VIP - 3519 Punti
Salva
ciao dado, ecco a te :

Il Seicento si apre con una serie di calamità che sotto molti aspetti ricordano quelle del Trecento: la guerra, la carestia e le epidemie. Tuttavia questi flagelli non colpirono l'Europa con la stessa violenza di trecento anni prima e, non interessando tutto il continente ma solo una parte di esso, non ebbero gli stessi effetti disastrosi. Alla decadenza di paesi quali l'Italia e la Spagna, si contrappose lo sviluppo di nuovi stati, come l'Olanda e la Francia. Per questo motivo parlando del Seicento è meglio parlare di un secolo di cambiamenti e non di crisi. Esattamente come nel Trecento l’aumento demografico non fu accompagnato da un miglioramento dei mezzi di produzione e si venne così a creare uno squilibrio tra popolazione e risorse.

Il declino italiano e spagnolo
Proprio le carestie che si verificarono in Italia attirarono nel Mediterraneo le navi olandesi e inglesi. I prodotti locali vennero sostituiti con quelli stranieri di qualità minore ma decisamente più economici. La mancanza di profitti portò così ad una deindustrializzazione. Anche la Spagna iniziò il proprio declino, nonostante gli sforzi degli “Arbitristas”, studiosi che proponevano i propri modelli al fine di risolvere la crisi.

La nascita del Mercantilismo
Per proteggere l’economia dei propri paesi numerosi sovrani decisero di imporre dazi per impedire l’importazione dei prodotti stranieri, e allo stesso tempo intervennero nell’economia per favorire lo sviluppo di alcuni settori produttivi. Tutte quelle teorie economiche elaborate per questo scopo vanno sotto il nome di “Teorie mercantilistiche”. La regola aurea del mercantilismo era quella di immettere nei mercati esteri più prodotti di quanti ne venissero importati. Massimo esponente di questo tipo di economia fu il ministro dell’economia francese Jean-Baptiste Colbert.

L’Olanda si impone come potenza marittima
Con l’aumentare degli scambi commerciali fra i vari paesi europei, l’Olanda si impose come potenza marittima per la sua posizione strategicamente favorevole. Essa si trovava infatti al crocevia dell’asse che metteva in comunicazione l’Europa del Mediterraneo a quella atlantica, e univa l’Europa occidentale al mondo baltico e slavo. La capitale olandese, Amsterdam, divenne una delle città più floride del continente, oltre che un centro culturale con ampie libertà di espressione. Nel 1602 venne fondata la “Compagnia delle Indie orientali olandese”, un vero e proprio stato nello stato, con leggi proprie e con la possibilità di creare fortificazioni e interagire con nazioni straniere.
Ben presto la Compagnia delle Indie orientali strappò ai portoghesi alcune basi importanti come Ammoina, Timore e Ternate e fondarono nell’isola di Giava l’odierna Giacarta. I mercanti olandesi ottennero poi il monopolio dei commerci con il Giappone, dopo l’espulsione di Spagnoli e Portoghesi, accusati di diffondere la religione cristiana.

Il cristianesimo in Asia
Al contrario di ciò che avevano fatto nell’america del sud, gli europei non poterono imporre il cristianesimo nel mondo asiatico con la forza, e numerosi furono i missionari gesuiti che tentarono un dialogo e un confronto con le altre religioni. Il maggior numero di conversioni si ebbero in Giappone, soprattutto nella classe dirigente. Tuttavia ben presto il timore di una sopraffazione da parte degli stati cristiani iniziò a diffondersi all’interno del Giappone e per questo motivo si ebbero feroci repressioni. Inoltre i metodi utilizzati dai Gesuiti non trovarono l’appoggio all’interno della Chiesa e vennero accusati di snaturare e tradire il vero messaggio cristiano. Per questi motivi in Asia il cristianesimo non riuscì a diffondersi e ad essere accettato.

Le colonia americane si allontanano dalla madrepatria
Le colonie portoghesi e spagnole in america, seppur formalmente sotto il controllo delle rispettive madrepatrie, iniziarono a godere nel Seicento di una certa indipendenza, se non dal punto di vista politico almeno da quello economico. I commerci con i paesi europei come Olanda e Inghilterra divennero infatti fondamentali per le colonie, che ormai non potevano più contare sul sostentamento proveniente dalla madrepatria ormai in declino.

fonti: http://www.lyra.it/scuola/moodle/mod/resource/view.php?id=21

Aggiunto 3 minuti più tardi:

oppure c'è questo se ti può essere d'aiuto :

http://www.ninnigiuffrida.it/public/sc1_dir/docs/doc_Storia_triennale_2011-212---Appunti_lezioni/Lezione%20IX%20La%20crisi%20del%20Seicento%20%20Giovanni%20Muto.pdf

per qualsiasi cosa, dubbi perplessità chiedi pure ;)

ciao :hi
Questo topic è bloccato, non sono ammesse altre risposte.
Come guadagno Punti nel Forum? Leggi la guida completa
In evidenza
Classifica Mensile
Vincitori di novembre
Vincitori di novembre

Come partecipare? | Classifica Community

Community Live

Partecipa alla Community e scala la classifica

Vai al Forum | Invia appunti | Vai alla classifica

strategeek

strategeek Geek 72 Punti

VIP
Registrati via email