mariapaola
mariapaola - Ominide - 12 Punti
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leggete la poesia donne ch'avete inteletto d'amore di dante e date un titolo a ogni strofa e mettete in evidenzia come ciascuna di esse contribuisca al tema della lode.
aiutatemi e davvero importante
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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metti la poesia e insieme vediamo i titoli...
valenihal
valenihal - Erectus - 98 Punti
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La canzone Donne ch'avete intelletto d'amore è contenuta nella Vita Nova di Dante Alighieri.
E’ il primo testo poetico che compare nell’opera e si inserisce subito dopo la conversione del poeta e la sua decisione di donare tutto sè stesso e il suo amore alla donna amata, senza pretendere mai nulla in cambio.
La prima strofa è una sorta di proemio infatti il poeta si rivolge direttamente "alle donne che hanno intelletto d'amore", i destinatari della canzone della lode, che vengono richiamate anche al verso tredici sempre in posizione anaforica, quindi specifica l’oggetto del suo canto, Beatrice, e in ultimo la sua intenzione di dare libero sfogo ai suoi pensieri.

Il poeta però non è sicuro, e come spesso accade, ha subito un ripensamento che lo porta a scrivere il testo con uno stile aulico ma a trattare un argomento complesso come Beatrice, in maniera più semplice.

Quindi con la seconda strofa si passa da un piano concreto a un piano divino, ed è prorio Dio a giustificare la presenza di Beatrice sulla terra.
Beatrice infatti costituisce il solo mezzo grazie a cui Dante potrà raggiungere la salvezza, ed è per questo che non si trova già nel sommo Empireo.

Con la terza strofa si apre quindi la parte centrale del testo, in cui vengono descritti gli effetti benefici della donna sull’umanità.
Il primo verso riepiloga la stanza precedente, nel secondo Dante annuncia invece il contenuto della nuova:
Vuol far conoscere la virtù di Beatrice.
In piena concezione stilnovistica la funzione purificatrice di Beatrice è immediata, al solo suo passaggio, amore lancia nei cuori dei villani come un oggetto di morte, a causa del quale, i loro pensieri cattivi ghiacciano e muoiono.
Gli effetti quindi possono essere diversi, alla vista di Beatrice l’uomo villano può diventare nobile oppure dannarsi, ma è certo che chiunque parla con lei non potrà mai dannarsi.
La penultima stanza si apre invece con una nuova personificazione di amore, che si chiede come possa una cosa mortale essere così bella e pura.
Dante passa quindi alla descrizione fisica di Beatrice, che però, seguendo i canoni stilnovistici, si riduce solo alla sua carnagione chiare, elemento che la lega sempre più al mondo divino.
E’ importante però sottolineare come Dante identifichi Beatrice con la bellezza assoluta, modello con cui si devono confrontare tutte le cose terrene.
Al verso 51 si ha quindi un inconfondibile richiamo a Cavalcanti, Dante infatti, facendo riferimento alle teorie del suo maestro, afferma che dagli occhi di Beatrice escono spiriti d’amore infiammati che colpiscono chiunque la guardi.
Nell’ultima strofa, quella del congedo, il poeta si rivolge alla sua canzone, che caratterizza con l’endiade giovane e piana, e le raccomanda di andare solo da persone gentili che la potranno condurre da Beatrice e da Amore per una via rapida.
Questo è il primo testo poetico che Dante scrive con lo stile della lode e proprio perchè è dedicato a Beatrice, è composto interamente in decasillabi, i versi più vicini alla perfezione.
I suoni sono dolci, la lettura è piacevole e lenta. Il ritmo non è veloce, mancano infatti gli engiambement, e ogni verso si conclude con una pausa più o meno forte. Anche la struttura è semplice e regolare.

La canzone è composta da cinque strofe secondo lo schema ABBC,ABBC,CDD,CEE e molte rime sono ricche. Compaiono molte consonanze come ragionar, isfogar, innamorar e parlar o pensando, parlando se facciamo riferimento alla prima strofa.
Come ho già accennato il ritmo della canzone è piuttosto lento e, anche se con qualche eccezione Dante sembra rispettare la scansione degli accenti dell’endecasillabo, e le ultime parole di ogni verso sono rigorosamente piane.
Lo stile di Dante è dolce e non sottile, e i termini da lui usati, se pur scelti con grande cura, non sono troppo ricercati o rari, e i latinismi sono pochissimi.
In questo è evidente come il poeta si rifaccia a uno dei suoi più grandi maestri: Guinizzelli
La canzone di quest’ultimo “Al cor gentile reimpara sempre amore”.
E’ però un testo dottrinale, di difficile comprensione, ricco di richiami filosofici e scentifici volti a giustificare le varie fasi amorose.
Anche nel testo di Guinizzelli, prevale la partassi, mancano periodi lunghi, il ritmo è lento e la struttura è per così dire ripetuta e circolare.
Il testo di Guinizzelli si articola attraverso tesi e argomentazioni, e nella strofa conclusiva il poeta si rivolge direttamente a Dio, scegliendo di chiudere la canzone con l’immagene iperbolica e stilnovistica della donna - angelo.
Dante va oltre, anch’egli inserisce Dio nella sua poesia, ma Beatrice non è solo la mediatrice fra l’uomo e Dio, non è come un angelo, è una creatura divina.
Come nel testo “Al cor gentile reimpara sempre amore” anche in “donne ch’avete” a volte compaiono due inversioni, ma la struttura della frase è prevalentamente lineare.
Non compaiono nel testo numerosissime figure retoriche, ma fino ad un primo sguardo risulta evidente la presenza di numerose personificazioni, Amore, La Pietà, e la Canzone stessa.
Nel testo di Guinizzelli sono presenti molti paragoni naturalistici, che hanno la funzione di chiarire la bellezza della donna amata, cosa che Dante non fa, perchè Beatrice possiede in sè la bellezza e non è paragonabile a nulla.
Anche nel testo di Dante la parole chiave sono Amore, Gentilezza, Donna, Dio, Salute, ma a differenza del primo stilnovista, il poeta crede che l’amore di Dio possa raggiungere tutti e che anche più villani, se parleranno con Beatrice riusciranno ad evitare la dannazione eterna.



forse questi ti aiuteranno ciao
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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Donne ch'avete consta di 70 versi endecasillabi divisi per cinque stanze col seguente schema metrico: ABBC ABBC CDDCEE

Donne ch'avete intelletto d'amore,
i' vo' con voi de la mia donna dire,
non perch'io creda sua laude finire,
ma ragionar per isfogar la mente. APOSTROFE ALLE DONNE
Io dico che pensando il suo valore,
Amor sì dolce mi si fa sentire,
che s'io allora non perdessi ardire,
farei parlando innamorar la gente. IL POTERE DEL VALORE DELLA DONNA
E io non vo' parlar sì altamente,
ch'io divenisse per temenza vile;
ma tratterò del suo stato gentile
a respetto di lei leggermente,
donne e donzelle amorose, con vui,
ché non è cosa da parlarne altrui. ARGOMENTO DELL'OPERA
Angelo clama in divino intelletto
e dice: «Sire, nel mondo si vede
maraviglia ne l'atto che procede
d'un'anima che 'nfin qua su risplende".
Lo cielo, che non have altro difetto
che d'aver lei, al suo segnor la chiede,
e ciascun santo ne grida merzede. I CIELI E GLI ANGELI LA VOGLIONO
Sola Pietà nostra parte difende,
che parla Dio, che di madonna intende:
"Diletti miei, or sofferite in pace
che vostra spene sia quanto me piace
là v'è alcun che perder lei s'attende,
e che dirà ne lo inferno: O mal nati,
io vidi la speranza de' beati". dIO SPIEGA PERCHè LEI è IN TERRA
Madonna è disiata in sommo cielo:
or voi di sua virtù farvi savere.
Dico, qual vuol gentil donna parere
vada con lei, che quando va per via,
gitta nei cor villani Amore un gelo,
per che onne lor pensero agghiaccia e pere;
e qual soffrisse di starla a vedere
diverria nobil cosa, o si morria. LE ALTRE LA DEVONO IMITARE
E quando trova alcun che degno sia
di veder lei, quei prova sua vertute,
ché li avvien, ciò che li dona, in salute,
e si l'umilia, ch'ogni offesa oblia.
Ancor l'ha Dio per maggior grazia dato
che non pò mal finir chi l'ha parlato. L'UOMO GENTILE E DEGNO è RAPITO DALLA SUA VIRTU'
Dice di lei Amor: "Cosa mortale
come esser pò sì adorna e sì pura?".
Poi la reguarda, e fra se stesso giura
che Dio ne 'ntenda di far cosa nova. AMORE NONC REDE ALLA SUA PERFEZIONE
Color di perle ha quasi, in forma quale
convene a donna aver, non for misura:
ella è quanto de ben pò far natura;
per essemplo di lei bieltà si prova.
De li occhi suoi, come ch'ella li mova,
escon spirti d'amore inflammati,
che feron li occhi a qual che allor la guati,
e passan sì che 'l cor ciascun retrova:
voi le vedete Amor pinto nel viso,
là 've non pote alcun mirarla fiso. DESCRIZIONE DELLA DONNA
Canzone, io so che tu girai parlando
a donne assai, quand'io t'avrò avanzata.
Or t'ammonisco, perch'io t'ho allevata
per figliuola d'Amor giovane e piana,
che là 've giugni tu diche pregando:
"Insegnaterni gir, ch'io son mandata
a quella di cui laude so' adornata".
E se non vuoli andar sì come vana,
non restare ove sia gente villana:
ingegnati, se puoi, d'esser palese
solo con donne o con omo cortese,
che ti merranno là per via tostana.
Tu troverai Amor con esso lei;
raccomandami a lui come tu dei.APOSTROFE ALLA CANZONE STESSA
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