Fallina
Fallina - Erectus - 55 Punti
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Heeeeelp Cantico delle creatureeee..ragaa aiutoo..cosa devo rispondere a questa domanda: Dopo aver individuato i quattro momenti della preghiera,riassumi brevemente ciascuno di essi...Pleeeeeaseeee
il primo momento è nel vv 1-4, secondo momento 5-23, terzo momento dal 23 al 31, quarto momento 32-33.
e un'altra cosa.. la critica non è concorde nel ritenere il testo unitario e vi è chi vede un'opposizione tra la prima parte ottimistica e la seconda, dedicata alla morte, pessimistica. rifletti sul problema. :thx :thx
hakunamatata
hakunamatata - Sapiens Sapiens - 1405 Punti
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Si possono distinguere quattro momenti della preghiera:
1) una parte iniziale nella quale Francesco afferma che solo Dio è degno di essere glorificato e onorato, ma anche che nessuno può pronunciare il suo nome;
2) la “lode delle creature” scaturisce da queste premesse: se Dio non può essere nominato, si può però glorificarlo in ciò che ha creato per l’uomo. Il sole, il cielo, le stagioni, l’acqua, il fuoco e la terra sono presentati come trasparenti manifestazioni della potenza e della bontà del Creatore, immediatamente accessibili a qualunque essere umano;
3) seguono alcuni versi di sapore più esplicitamente morale che riguardano direttamente la creatura uomo;
4) infine, l’invito a lodare e ringraziare Dio “cum grande humilitate”.


l pessimismo etico
L’uomo compare esplicitamente a partire da v. 23. È qui evidente lo stacco rispetto ai versi precedenti, sereni e pacati; esso si fa ancor più evidente con il richiamo all’ineluttabilità della morte di v. 27. Alcuni commentatori, rifacendosi a una antica tradizione, hanno attribuito questo stacco a ragioni biografiche, ipotizzando che il Cantico sia stato composto in due o più momenti distinti7. Il cambiamento è comunque indiscutibile: scompare la triplice articolazione della lode; quest’ultima non è più incondizionata (Dio può essere lodato attraverso l’uomo solo a condizione che questi perdoni e sostenga «infirmitate et tribulatione»); alla fonte del Salmo 148 se ne affiancano altre, tutte neotestamentarie: dal famoso Discorso della Montagna (Matteo, 5, 3-11) deriva l’espressione «beati quelli...», mentre la formula «guai a•cquelli» richiama Matteo, 23; l’espressione «morte secunda» viene dall’Apocalisse di Giovanni (21, 8).
L’uomo che perdona il prossimo e sopporta le sofferenze è, in effetti, un alter Christus, un Cristo in Terra; è chiaro dunque come, lodando lui, si lodi anche il Padre. Ma d’altra parte, sottolinea Spitzer, la precisazione «per quelli ke perdonano per lo Tuo Amore» suggerisce l’idea «che il Signore non può essere lodato per quelli che non perdonano». Alla «metafisica ottimistica» della prima parte del Cantico subentra dunque un drammatico «dualismo morale»: l’uomo, dotato di libero arbitrio, è sospeso tra la salvezza e il peccato; è l’unica creatura macchiata dal peccato originale; l’unica a rischiare, se peccatore, una «morte secunda» dopo la morte corporale. L’uomo dunque non potrà essere lodato incondizionatamente secundum se: nel suo caso la lode è problematica perché è necessario che egli si guadagni la salvezza; il Cantico di lode si trasforma in sostanza in una predica, in cui il santo minaccia pene eterne a chi morrà «ne le peccata mortali». Si tratta di una concezione fondamentale nell’ideologia francescana: l’uomo è nel cosmo creatura privilegiata, ma proprio per questo ha anche una maggiore responsabilità morale.
In realtà non ci sembra che la differenza tra la prima e la seconda parte del Cantico abbia bisogno di essere spiegata con fattori estrinseci; è anche possibile che il Cantico sia stato rielaborato una o più volte, ma ciò non comporta affatto una sua incompiutezza o imperfezione. Una notazione di carattere stilistico può confermare quest’assunto8. Si può osservare che, quando il Cantico fa riferimento a Dio, al sole o al firmamento, gli aggettivi che li qualificano (vv. 1, 8, 11) o i verbi ad essi riferiti (v. 32) sono disposti in gruppi di tre (e si tratta di un numero dal trasparente simbolismo); quando si parla dei quattro elementi, sostantivi e aggettivi che ad essi si riferiscono sono disposti appunto a gruppi di quattro (v. 13, 16, 19; un ritmo quaternario è anche individuabile nel «diversi fructi con coloriti flori» di v. 22); quando, infine, si fa riferimento all’uomo, si passa a un ritmo binario («infirmitate et tribulatione» di v. 24; l’opposizione tra «beati quelli» e «guai a•cquelli» dei vv. 29-30) che coincide perfettamente, sul piano stilistico, con il «dualismo morale» che caratterizza l’antropologia francescana. In definitiva le differenze di carattere formale che si individuano all’interno del testo non fanno che rispecchiare, in forma artisticamente compiuta, la differenza ontologica tra Dio, le creature e l’uomo.
spero ke ti serva qlcs
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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