Bimbetta Fashion
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Gli ultimi due versi della seconda strofa esprimono chiaramente, con quattro espressioni contrastanti, la differente situazione del giorno e della sera.

GIORNO:
-cupo tumulto
-aspra bufera

SERA:
-dolce singulto
-umida sera

I suoni delle parole scelte dal poeta contribuiscono a rendere l'idea del tormento della giornata e della pace della sera.Spiega in che modo.

2. L'ultima strofa è stata particolarmente studiata dal poeta a livello fonico: da che cosa lo si deduce e quale effetto provoca l'insistenza di determinati suoni?
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COMMENTO
Pascoli immagina una sera di un’estate dopo un temporale e parla delle silenziose stelle e i campi, nei quali si sentono le rane, mentre arriva la pace della sera. Le stelle si fanno vedere come fiori
fra le nuvole e nel campo si sente il singhiozzo d’un fiume(è' quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro) e, dopo la pioggia, si presenta la sera piena di umidità.
La furia della tempesta é placata , i fulmini lasciano il passo alle nuvole rosse e dorate per i riflessi del sole cadente. Finalmente le rondini intrecciano voli nell’aria per soddisfare la voglia di cibo che le assale, prolunga la loro ricerca di cibo che neanche i piccoli non avranno,e neanche l’autore ha avuto la sua felicità, mentre le rondini volano nella limpida sera. Le campane si fanno sentire, è un suono che assomiglia ad una ninna-nanna, e fanno ricordare all’autore la madre, che gliela cantava prima di addormentarsi, sul finir della sera. Pascoli vuole fare un paragone tra il temporale e la pace della sera, cioè paragona il temporale alla vita travagliata (perdita dei cari genitori) e la sera ad un momento di tranquillità della sua vita. Il Poeta così raggiunge la serenità, risentendo il canto della madre mente culla i figlioletti. Incontrare la mamma, i propri fratellini, significa per il Poeta, appagare una esigenza fortemente sentita.

FIGURE RETORICHE
Nella poesia l’autore tende ad Umanizzare la natura “singhiozza monotono un rivo”, trasmettendo sensazioni al lettore. Importante è l’uso di Onomatopee (dolci) come “breve gre gre di ranelle”oppure “singhiozza monotono un rivo”o “Don...Don. E mi dicono dormi! Mi cantano Dormi! Sussurrano Dormi! Bisbigliano Dormi” e infine “voci di tenebra azzurra” ch’è un’onomatopea (voci) unita con sinestesia (l’insieme di due sensi; vista e udito) ossimoro(tenebra azzurra) e metafora(indicano le voci della morte). Altre figure retoriche presenti nella poesia sono: metafore (“... tacite stelle...”), la sineddoche (“...i nidi...”), ossimori (“..fulmini fragili...”) e la metonimia (“..stanco dolore...”).

TEMA
Scritta e composta nel 1900. In una lettera (15 ottobre 1900 - ad Alfredo Caselli) Pascoli scrisse: "Siamo pieni di tribolazioni! Ne ho guasti i sonni, caro amico! Mi sfogherò scrivendo oggi La mia sera un inetto molto melanconico." La mia sera, contenuta nella raccolta I canti di Castelvecchio, racconta di una sera dopo il temporale dal punto di vista del "fanciullino". Di fronte allo spettacolo della natura rinfrescata dal temporale e in cui pullulano mille vite canore, il Poeta si sente in armonia e si domanda che ne sono dei dolori e delle acerbità del passato. Adesso anch'essi si sono acquietati e dormono in un’atmosfera di affetti ed emozioni intime. Il tutto viene ricondotto al caldo e rassicurante legame con la madre. Si possono distinguere due parti: la prima dal verso 1 al 20 che è rivolta a rappresentare la natura rasserenata mentre la seconda è incentrata sulla corrispondenza tra la vicenda del giorno che si è serenamente concluso dopo la tempesta e la vicenda biografica, dove al passato tumultuoso è seguito la serenità della fase conclusiva della vita, che può anche suggerire l'idea della morte.

METRICA
La poesia è composta da 5 strofe di sette novenari e un senario, che termina sempre con la rima tematica “sera”, che riporta, come un'eco, al tema di fondo della lirica. Schema: ABABCDCd. Tipicamente Pascoliano vi è l’uso di onomatopee come “breve gre gre di ranelle” oppure “singhiozza monotono un rivo” o “Don...Don. E mi dicono dormi! Mi cantano Dormi! Sussurrano Dormi! Bisbigliano Dormi” e infine “voci di tenebra azzurra” ch’è un’onomatopea (voci) unita con sinestesia (l’insieme di due sensi; vista e udito) e con un ossimoro (tenebra azzurra) e una metafora (indicano le voci della morte).

Classe 2B
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