ladystar93
ladystar93 - Sapiens - 717 Punti
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ciao..k figure retoriche ci sono nella poesia NON CHIEDERCI LA PAROLA di Montale??

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti:
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

[da Ossi di seppia, 1925]
issima90
issima90 - Genius - 18666 Punti
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versi 1-2;3-4;7-8 enjambement
verso 3-4 similitudine
verso 11 anastrofe
verso 10 metafora
verso 12 anafora
verso 4 allitterazione r
verso 9 allitterazione s..
queste mi sembrano le più importanti!!!!
*kate*
*kate* - Habilis - 230 Punti
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La parafrasi è:

Non chiederci la parola,che definisca con precisione sotto tutti gli aspetti, il nostro animo privo di certezze, e a lettere che lo chiariscano rendendolo luminoso come il fiore dello zafferano: perduto in mezzo ad un prato polveroso.
Ah l'uomo che sene và sicuro, daccordo con se stesso e con gli altri.
E la sua ombra non viene toccata che dal sole nel periodo più caldo dell'estate; proiettata su un muro privo di intonaco.
Non domandarci la formula che possa rivelarti nuove prospettive di conoscenza del mondo,bensì una distorta sillaba secca come un ramo.
Solo questo possiamo dirti oggi, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Commento
Con parole essenziali, Montale, parla del suo modo di fare e concepire la poesia.Al poeta,che ha perduto ogni certezza,il lettore non può chiedere una guida,la rivelazione di verità assolute.La sicurezza dell`uomo che avanza nella vita senza curarsi dell`ombra che lo segue,e` estranea al poeta. Egli non ha parole che illuminano l`esistenza,che svelino nuovi mondi;l`unica certezza che può trasmettere e` tutta negativa: ciò che non e`,ciò che non vuole.I versi di questa poesia sono aridi e levigati come gli ossi di seppia,titolo della raccolta cui appartengono,la prima del poeta.Le poesia di Ossi di seppia, opera pubblicata per la prima volta nel 1925,nascono dalla profonda ricerca interiore del poeta che approda a un radicale pessimismo. Il paesaggio arido e aspro della sua Liguria,presente in molti dei suoi versi,diviene il simbolo di una condizione umana tragica, che vede l`uomo in balia di una reltà incomprensibile e dominata dal caso.

Le figure retoriche:
allora intanto rima interna nell'ultimo verso vogliamo siamo...
poi c'è la ripetizione continua (a volte sotto forma di alliterazione vera e propria, ma più spesso consonanza) della consonante "r" accompagnata anche da c( chiederci domandarci croco); (nostro...) in generale la usa molto spesso r e s e nota il verso "Stampa Sopra uno Scalcinato muro" e "Si qualche Storta Sillaba come un ramo"....
poi cm un croco è una similitudine...
spero ti possa essere di aiuto...
:hi ciao
ladystar93
ladystar93 - Sapiens - 717 Punti
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grazie mille ad entrambe..:hi:hi
issima90
issima90 - Genius - 18666 Punti
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