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Pocha
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Epica:parafrasi della morte di Rolando tratto da "la chanson de roland"
Dreke90
Dreke90 - Genius - 6795 Punti Segnala un abuso
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La morte di Orlando a Roncisvalle in una miniatura di Jean Fouquet (metà del XV secolo).La Chanson de Roland (o Canzone di Rolando o Orlando), scritta intorno alla seconda metà dell'XI secolo, è una chanson de geste appartenente al ciclo carolingio, considerata tra le più belle opere della letteratura medievale francese.

Essa canta la battaglia di Roncisvalle, avvenuta il 15 agosto 778, quando la retroguardia di Carlo Magno, comandata dal paladino Rolando prefetto della Marca di Gran Bretagna e dagli altri paladini, di ritorno da una spedizione in Spagna fu attaccata e distrutta dai saraceni.

Indice [nascondi]
1 Il testo
2 I temi
3 La trama
4 Le origini
5 Voci correlate
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni



Il testo [modifica]
La Chanson de Roland è un poema epico scritto in 4000 decasillabi raggruppati in lasse (strofe dalla lunghezza variabile) da un autore ignoto (forse Turoldo, che si nomina negli ultimi versi dicendo " e così si conclude il pema epico trasformato in poesia" e probabilmente ne fu solo il compilatore). Essa ci è tramandata da nove manoscritti, dei quali il più importante, conservato a Oxford, è in lingua anglo-normanna: il testo originale era invece scritto in lingua d'oïl (o antico francese), ed è probabile abbia avuto una lunga diffusione orale prima di essere trascritta. Da notare inoltre che essa narra di avvenimenti avvenuti almeno tre secoli prima, ed infatti si caratterizza per una connotazione fortemente leggendaria e per la celebrazione epica dei valori della cavalleria, dell'onore feudale e della fede.


I temi [modifica]
Questa sezione è solo un abbozzo. Se puoi, contribuisci ad ampliarla.
I valori che caratterizzano la canzone di gesta sono:

la lealtà verso il sovrano;
la fede in Cristo e nella sua Chiesa, in opposizione ai mussulmani;
il senso dell'onore;
l'eroismo in battaglia.
In quest'ottica le imprese di Carlo Magno e dei suoi paladini contro gli Arabi sono celebrate come delle vere e proprie guerre sante; i paladini sono eroi, votati all'ideale della patria, della fede e dell'onore.


La trama [modifica]
Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera.
Da sette anni Carlo Magno combatte vittoriosamente i Mori di Spagna, ma la città di Saragozza resiste. Il suo re Marsilio decide di proporre a Carlo un accordo di pace con il regno francese, dopo essersi convertito al cristianesimo. Ma il suo piano è solo un inganno. Manda dunque i suoi ambasciatori da Carlo che si trova a Cordova da poco conquistata; all'incontro sono presenti i pari tra cui Rolando, il nipote di Carlo, Oliviero, amico di Rolando, l'arcivescovo Turpino, Gano di Maganza e Namo consigliere di Carlo. Rolando consiglia di non fidarsi del consiglio di Marsiglio, ma Gano, cognato di Carlo e patrigno di Rolando, non è d'accordo come la maggior parte del Consiglio del re: viene dunque inviato, su proposta di Rolando, al campo dei Mori per trattare le dure condizioni di pace. Gano per questo nutre un profondo risentimento e minaccia vendetta nei confronti di Rolando, cosicché trama di tradire il re con Biancandrino, ambasciatore di Marsilio. Al cospetto di Marsilio Gano inasprisce le condizioni dettate da Carlo e consiglia al re di Saragozza l'accettazione del compromesso. In tal modo il re e il suo esercito abbandoneranno l'assedio della città lasciandosi alle spalle la sola retroguardia composta dai dodici Pari e capitanata da Rolando: Marsilio dovrà così attaccare proprio la retroguardia e Gano giura di aiutarlo.

Intanto Carlo si sposta a Valterne e lì viene raggiunto da Gano con i doni e gli ostaggi inviati da Marsilio. Nonostante i cattivi presagi (due sogni dal significato sinistro), Carlo muove il suo esercito da Saragozza. Rolando, eletto capo della retroguardia su proposta di Gano, rifiuta metà dell'esercito offertogli da Carlo chiedendo solo ventimila uomini più i dodici Pari.

I francesi di ritorno in patria superano il passo di Roncisvalle mentre i Saraceni si preparano a sorprendere la retroguardia. Qui, resosi conto dell'attacco imminente, Oliviero consiglia all'amico di suonare l'olifante (il corno il suono emesso dal quale richiamerebbe immediatamente le truppe del re) ma Rolando rifiuta in nome del suo onore e del suo coraggio. Ha così inizio la battaglia di Roncisvalle. In un primo momento i Franchi hanno la meglio sui Saraceni, ma la schiacciante superiorità numerica dei Mori fa sì che Rolando si trovi obbligato a suonare l'olifante, questa volta con il disappunto di Oliviero. Il suono del corno risuona tre volte sulle rocce di Roncisvalle ma Gano, animato dal risentimento per Rolando inganna re Carlo e gli impedisce di andare in soccorso del suo cavaliere.

Nel frattempo la retroguardia francese ridotta a soli tre uomini viene sopraffatta. Rolando colpito a morte tenta di spezzare la sua spada Durlindana non riuscendoci ed estenuato si accascia sul terreno con le mani conserte al petto. Giunto Carlo, sbaraglia gli avversari i quali inseguiti si danno alla fuga e annegano nel fiume Ebro.

Marsilio, rifugiato presso l'emiro Baligante, si suiciderà in seguito alla sconfitta di quest'ultimo nello scontro decisivo contro il re Carlo. Saragozza è conquistata e i Mori convertiti. Il re torna ad Aquisgrana dove ha fretta di processare Gano per tradimento. Ricusati i giudici Gano si difende con l'appoggio dei suoi nobili parenti tra cui il potente Pinabel, che sfidato dallo scudiero Teodorico verrà ucciso insieme a tutti i suoi. Gano sarà squartato.

Carlo, ormai bicentenario, in seguito all'apparizione in sogno dell'Arcangelo Gabriele parte per dare aiuto al re Viviano in Infa dove hanno posto l'assedio i Saraceni. «Qui finisce la storia che Turoldo mette in poesia».

Le origini [modifica]
Come detto, l'epopea racconta della campagna di Spagna condotta da Carlo Magno e della resistenza eroica della retroguardia, il 15 agosto 778 nella battaglia di Roncisvalle. La maggior parte degli storici concorda però nel dire che i cavalieri affrontarono, in realtà, non i saraceni ma i vasconi (baschi): il cambiamento si spiega per il clima culturale dell'epoca in cui fu scritta l'opera, nell'XI secolo, in piena epoca di reconquista dell'Europa dagli arabi e di crociate.

È stata anche formulata l'ipotesi (Joseph Bédier) che la Chanson de Roland sia stata composta sulle strade di pellegrinaggio che portano a Santiago di Compostela, passando appunto dal valico di Roncisvalle, e recitata dai giullari durante le soste. In ogni caso si possono notare parallelismi con il Poema del mio Cid, scritto ben prima della Chanson de Roland, e influenze della poesia araba di al-Andalus.

preso da yahoo anwser ! e ben fatto! secondo me!!:=)
raga99
raga99 - Sapiens - 691 Punti Segnala un abuso
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Devi scrivere il testo da parafrasari...
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