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  • domande sui Promessi Sposi !!

miticoranda
miticoranda - Sapiens - 346 Punti
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ciao a tutti...devo rispondere a queste due domande sui promessi sposi.. mi potete dare una mano??
1-Perchè Don Rodrigo viene descritto da Manzoni come un malvagio decapitato senza volto??
2-Che funzione ha il palazzotto??

siamo al quinto capitolo...GRAZIE IN ANTICIPO!!
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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qui torvi un ottima anlisi di tutto il cpaitollo cinque:
[url=http://209.85.129.104/search?q=cache:OGcDuUH38vcJ:www.liceoberchet.it/matdidattici/manzoni/capquinto.htm+don+rodrigo+quinto+capitolo&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]clicca[/url]

1- Per la prima leggiti questo appuno ocol profilo di DR ci dovrebbe esser ela risposta: http://www.skuola.net/manzoni/approfondimenti/rodrigo-malvagio.html

2- Don Rodrigo è un personaggio letterario de I promessi sposi di Alessandro Manzoni.
Don Rodrigo appare nell'opera ottocentesca di Manzoni come un personaggio "negativo", in quanto si oppone al matrimonio di due umili personaggi quali Renzo e Lucia.
Incarna lo specchio del suo tempo, di quel Seicento di cui il Manzoni ci ha lasciato il quadro più vasto, multiforme e completo che mai sia stato fatto.
Egli viene descritto indirettamente nel V capitolo dell'opera in cui Padre Cristoforo giunge al suo "palazzotto".
Collabora a Wikiquote « Il palazzotto di don Rodrigo sorgeva isolato, a somiglianza d'una bicocca, sulla cima d'uno dei poggi ond'è sparsa e rilevata quella costiera [...]. Appiè del poggio, dalla parte che guarda a mezzogiorno, e verso il lago, giaceva un mucchietto di casupole, abitate da contadini di don Rodrigo; ed era come la capitale del suo piccolo regno. Bastava passarvi, per esser chiarito della condizione e de' costumi del paese. Dando un'occhiata nelle stanze terrene, dove qualche uscio fosse aperto, si vedevano attaccati al muro schioppi, tromboni, zappe, rastrelli, cappelli di paglia, reticelle e fiaschette da polvere, alla rinfusa. la gente che vi s'incontrava erano omacci tarchiati e arcigni...; vecchi che perdute le zanne, parevan sempre pronti, chi nulla nulla gli aizzasse, a digrignar le gengive; donne con certe facce maschie, e con certe braccia buone nerborute, buone da venire in aiuto della lingua, quando questa non bastasse: ne' sembianti e nelle mosse dei fanciulli stessi, che giocavan per la strada, si vedeva un non so che di petulante e provocativo »
Come si può leggere dalla descrizione data dal Manzoni al suo villaggio, costui era un personaggio che viveva nel crimine e la sua malvagità non conosceva limiti. La descrizione del luogo può infatti essere attribuita allo stesso don Rodrigo, che non si faceva scrupoli di commettere ingiustizie.
Anche gli abitanti sono di pessimo carattere e tutti sono malfattori, cosa che sta a sottolineare la condizione di vita di don Rodrigo, capo di questa organizzazione.Signorotto locale,potente e meschino mosso dall orgoglio di casta e dal terrore della superstizione si trova al centro della macchina narrativa per una scommessa e un capriccio,la sua forza non è reale ma è costituita dai Bravi che nascondono la sua debolezza.(tratto da Wikipedia)
Il palazzotto per la posizione in cui sorge, per la presenza di molti bravacci e di altre persone — uomini e donne — dall’aspetto sinistro, per l’ammasso di armi e munizioni, sembra una vera e propria fortezza.
Nel palazzotto il signorotto è circondato da amici che non cessano di riverirlo servilmente, a segno della sua smisurata potenza. E’ una corte, quella che appare al frate, formata col compiacimento e col concorso di sudditi vili. Vi si trova infatti, cosa scandalosa, il Podestà di Lecco, per proprio interesse al servizio di don Rodrigo e non del popolo; il dottor Azzeccagarbugli, il famoso av­vocato che rifiutò di difendere Renzo, ed altre due persone che non fanno « altro che mangiare, chinare il capo, sorridere e approvare ogni cosa che dicesse un commensale».
Appare evidente, come il signorotto, oppressore dei deboli e degli umili, sia circondato da persone indegne, tra cui brilla la figura del Podestà, a cui spetterebbe di far cambiare idea a don Rodrigo; invece costui, unitamente al dottor Azzeccagarbugli, altro personaggio immorale, piuttosto che manifestare disprezzo, si mostra compiacente e rispettoso verso quel prepotente.
Alla mensa di don Rodrigo, unica preoccupazione è quella di ridere, di godere, di discutere su questioni marginali, ma nessuno pensa, con tanta carestia che corre, a chi soffre, a chi ha bisogno urgente di soccorso. Tutto questo è ancora più grave, perché si svolge alla presenza paziente e silenziosa del frate, come a volerlo umiliare o schernire, mentre attende di essere ricevuto. Ma, ecco finalmente, « poiché la seccatura non si poteva scansare », noncurante della lunga attesa del suo ospite, che don Rodrigo, lo invita in un’altra stanza. (tratto da [url=http://209.85.129.104/search?q=cache:_k5xIUR_V2cJ:spazioinwind.libero.it/labandadeisei/promsposi/Cap5.htm+don+rodrigo+palazzotto&hl=it&ct=clnk&cd=28&gl=it]qui[/url])
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