merendina
merendina - Sapiens Sapiens - 1490 Punti
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sapete indicarmi tutte le figure retoriche del 16 canto del purgatorio?grazie
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
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l'occhio; omero;duca;angel di dio;spiriti;maestro (nn sò se si riferisce a omero o ad un altro); dio; lombardo; marco; mondo; frate; fanciulla; soleva roma (nn sò se va bene cm figura retorica ;) ); federigo; currado; gherardo; guido; figli di levi e per ultima gaia. son tanti :!!! spero di esser stato d'aiuto
paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74898 Punti
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non vorrei dire pazzie, ma le figure retoriche non sono le perifrasi, le similitudini gli allegorismi, le anafore, le metafore etc..? perche se è cosi marco s che sono quei termini che hai elencato?
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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si ma è il canto di cacciaguida, se non mi sbaglio?
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
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boh basta che scrivi su google il canto 16 del purgatorio e ti viene un sito dove è scritto tutto il canto.
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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ma sul sito non c e nulla? vedi un po qua

http://www.skuola.net/page.php?al=purgatorio-16&pg=2
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
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le figure retoriche le ho scritte io cioè quelle che ho trovato. volevo aiutare in qualche modo così le ho fatte io da solo. alcune nn sò neanche se sono giuste stè figure retoriche

p.s. ma io ho cercato su google
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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marco s secondo me so giuste perchè prima lo stavo a vede pure io
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
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grazie!!! :)

ma le figure retoriche nn sono le figure oltre a se stesso che elenca dante come omero ecc?
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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che cosa?
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
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se guardi su google c'è un sito con il canto intero non sintetizzato. li vedrai delle persone che cita dante e io ho scritto quelle come figure retoriche. infatti nn sò se è giusto.
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Buio d'inferno e di notte privata
d'ogne pianeto, sotto pover cielo,
quant' esser può di nuvol tenebrata,
non fece al viso mio sì grosso velo
come quel fummo ch'ivi ci coperse,
né a sentir di così aspro pelo,
che l'occhio stare aperto non sofferse;
onde la scorta mia saputa e fida queste sono due similutidini
mi s'accostò e l'omero m'offerse.
Sì come cieco va dietro a sua guida
per non smarrirsi e per non dar di cozzo
in cosa che 'l molesti, o forse ancida,
m'andava io per l'aere amaro e sozzo,

ascoltando il mio duca che diceva
pur: «Guarda che da me tu non sia mozzo».
Io sentia voci, e ciascuna pareva
pregar per pace e per misericordia
l'Agnel di Dio che le peccata leva.
Pur 'Agnus Dei' eran le loro essordia;
una parola in tutte era e un modo,
sì che parea tra esse ogne concordia.
«Quei sono spirti, maestro, ch'i' odo?»,
diss' io. Ed elli a me: «Tu vero apprendi,
e d'iracundia van solvendo il nodo».
«Or tu chi se' che 'l nostro fummo fendi,
e di noi parli pur come se tue
partissi ancor lo tempo per calendi?».
Così per una voce detto fue;
onde 'l maestro mio disse: «Rispondi,
e domanda se quinci si va sùe».
E io: «O creatura che ti mondi
per tornar bella a colui che ti fece,
maraviglia udirai, se mi secondi».
«Io ti seguiterò quanto mi lece»,
rispuose; «e se veder fummo non lascia,
l'udir ci terrà giunti in quella vece».
Allora incominciai: «Con quella fascia
che la morte dissolve men vo suso,
e venni qui per l'infernale ambascia.
E se Dio m'ha in sua grazia rinchiuso,
tanto che vuol ch'i' veggia la sua corte
per modo tutto fuor del moderno uso,
non mi celar chi fosti anzi la morte,
ma dilmi, e dimmi s'i' vo bene al varco;
e tue parole fier le nostre scorte».
«Lombardo fui, e fu' chiamato Marco;
del mondo seppi, e quel valore amai
al quale ha or ciascun disteso l'arco.
Per montar sù dirittamente vai».
Così rispuose, e soggiunse: «I' ti prego
che per me prieghi quando sù sarai».
E io a lui: «Per fede mi ti lego
di far ciò che mi chiedi; ma io scoppio
dentro ad un dubbio, s'io non me ne spiego.
Prima era scempio, e ora è fatto doppio
ne la sentenza tua, che mi fa certo
qui, e altrove, quello ov' io l'accoppio.
Lo mondo è ben così tutto diserto
d'ogne virtute, come tu mi sone,
e di malizia gravido e coverto;
ma priego che m'addite la cagione,
sì ch'i' la veggia e ch'i' la mostri altrui;
ché nel cielo uno, e un qua giù la pone».
Alto sospir, che duolo strinse in «uhi!»,
mise fuor prima; e poi cominciò: «Frate,
lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui.
Voi che vivete ogne cagion recate
pur suso al cielo, pur come se tutto
movesse seco di necessitate.
Se così fosse, in voi fora distrutto
libero arbitrio, e non fora giustizia
per ben letizia, e per male aver lutto.
Lo cielo i vostri movimenti inizia;
non dico tutti, ma, posto ch'i' 'l dica,
lume v'è dato a bene e a malizia,
e libero voler; che, se fatica
ne le prime battaglie col ciel dura,
poi vince tutto, se ben si notrica.
A maggior forza e a miglior natura
liberi soggiacete; e quella cria
la mente in voi, che 'l ciel non ha in sua cura.
Però, se 'l mondo presente disvia,
in voi è la cagione, in voi si cheggia;
e io te ne sarò or vera spia.
Esce di mano a lui che la vagheggia
prima che sia, a guisa di fanciulla
che piangendo e ridendo pargoleggia,
l'anima semplicetta che sa nulla,
salvo che, mossa da lieto fattore,
volontier torna a ciò che la trastulla.
Di picciol bene in pria sente sapore;
quivi s'inganna, e dietro ad esso corre,
se guida o fren non torce suo amore.
Onde convenne legge per fren porre;
convenne rege aver, che discernesse
de la vera cittade almen la torre.
Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
Nullo, però che 'l pastor che procede,
rugumar può, ma non ha l'unghie fesse;
per che la gente, che sua guida vede
pur a quel ben fedire ond' ella è ghiotta,
di quel si pasce, e più oltre non chiede.
Ben puoi veder che la mala condotta
è la cagion che 'l mondo ha fatto reo,
e non natura che 'n voi sia corrotta.
Soleva Roma, che 'l buon mondo feo,
due soli aver, che l'una e l'altra strada
facean vedere, e del mondo e di Deo.
L'un l'altro ha spento; ed è giunta la spada
col pasturale, e l'un con l'altro insieme
per viva forza mal convien che vada;
però che, giunti, l'un l'altro non teme:
se non mi credi, pon mente a la spiga,
ch'ogn' erba si conosce per lo seme.
In sul paese ch'Adice e Po riga,
solea valore e cortesia trovarsi,
prima che Federigo avesse briga;
or può sicuramente indi passarsi
per qualunque lasciasse, per vergogna,
di ragionar coi buoni o d'appressarsi.
Ben v'èn tre vecchi ancora in cui rampogna
l'antica età la nova, e par lor tardo
che Dio a miglior vita li ripogna:
Currado da Palazzo e 'l buon Gherardo
e Guido da Castel, che mei si noma,
francescamente, il semplice Lombardo.
Dì oggimai che la Chiesa di Roma,
per confondere in sé due reggimenti,
cade nel fango, e sé brutta e la soma».
«O Marco mio», diss' io, «bene argomenti;
e or discerno perché dal retaggio
li figli di Levì furono essenti.
Ma qual Gherardo è quel che tu per saggio
di' ch'è rimaso de la gente spenta,
in rimprovèro del secol selvaggio?».
«O tuo parlar m'inganna, o el mi tenta»,
rispuose a me; «ché, parlandomi tosco,
par che del buon Gherardo nulla senta.
Per altro sopranome io nol conosco,
s'io nol togliessi da sua figlia Gaia.
Dio sia con voi, ché più non vegno vosco.
Vedi l'albor che per lo fummo raia
già biancheggiare, e me convien partirmi
(l'angelo è ivi) prima ch'io li paia».
Così tornò, e più non volle udirmi.

PARAFRASI
Buio d’ inferno e di notte senza alcuna stella, sotto un cielo senza luce, quanto può essere di nuvole ottenebrata, non produsse alla mia vista un così grosso offuscamento, come quel fumo che coprì, né così pungente, che impedì all’ occhio di restare aperto; per cui la mia guida attenta e scrupolosa, si accostò a me e mi offrì la sua spalla. Così come un cieco va dietro alla sua guida per non smarrirsi e per non sbattere su qualcosa che lo danneggi o forse l’ uccida, andavo io per l’ atmosfera amara e sporca, ascoltando il mio maestro che diceva ancora : “ Bada a non separarti da me”. Io sentivo voci, ognuna sembrava pregare per pace e compassione l’ Agnello di Dio che toglie i peccati. Sempre “Agnello di Dio” era il loro inizio; si esprimevano all’ unisono, così che sembrava che tra esse ci fosse concordia. “Quelle che sento, maestro, sono anime?”, dissi io. E lui mi rispose: “Hai capito correttamente, e vanno espiando la colpa dell’ ira”. “Ora chi sei tu che fendi il nostro fumo e parli di noi come se tu dividessi ancora il tempo in mesi?”. Così da una voce fu detto; per questo motivo il mio maestro disse: “ Rispondi, e chiedi se qui si sale”. E io: “O anima che ti pulisci per tornare bella a colui che ti creò, se mi assecondi udirai delle meraviglie”. “Io ti asseconderò fin dove mi è consentito”, rispose, “e se il fumo non lascia vedere , l’ udito ci terrà uniti”. Allora incominciai: “Con quel rivestimento che la morte scioglie io vado su, e venni qui dall’ angoscioso inferno. E se Dio mi ha avvolto nella sua grazia tanto che vuole che io veda la sua corte in modo del tutto eccezionale, non nascondermi chi fosti prima di morire, ma rivelamelo e dimmi se io sto andando bene verso il valico; e così le tue parole ci guideranno”. “Fui lombardo, e fui chiamato Marco; la sapevo lunga sul mondo, e amai quella virtù alla quale oggi nessuno più aspira. Per salire, vai prosegui dritto” così rispose e aggiunse: “Ti prego di pregare per me quando sarai lassù”. E io a lui: “per onore ti prometto di far ciò che mi chiedi; ma io scoppio dentro a un dubbio se non lo risolvo. Prima era semplice, e ora è raddoppiato a seguito della tua affermazione che qui e altrove mi conferma l’ opinione a cui l’ associo. Il mondo e’ proprio tutto abbandonato da ogni virtù come tu dici, e di cattiveria è appesantito e coperto;ma ti prego indicami la causa così che la veda e la mostri agli altri; perché alcuni la pongono nel cielo e altri l’ attribuiscono agli uomini”. Gli astri iniziano le vostre azioni; non dico tutte, ma , se anche lo dicessi, vi è data la ragione per scegliere tra bene e male, e libero arbitrio; il quale, se fatica nelle prime battaglie con gli influssi astrali, se si “allena” vince tutto. Voi soggiacete liberi a Dio; ed egli crea in voi l’ intelletto, sul quale gli astri non hanno potere. Perciò, se il mondo presente sbaglia, voi siete la causa, e in voi si cerchi; e io te ne sarò vera spia. Esce di mano a colui che la progetta prima che sia creata, come una fanciulla che piange e ride in modo infantile, l’ anima ingenua che non sa nulla, tranne che,mossa dall’ impulso della letizia del creatore, torna volentieri verso ciò che la diletta. Dapprima si appaga di piccoli piaceri, e qui si inganna e continua ad inseguirli, se una guida o un freno non controllano il suo amore. Per cui come freno si dovette ricorrere alle leggi; si convenne di avere un re che rendesse visibile la torre della città. Le leggi si sono, ma chi le fa applicare? Nessuno, perché il pastore che guida, può interpretare le sacre scritture, ma non può esercitare la giustizia; per cui la gente, che vede la propria guida tendere verso ciò di cui e’ ghiotta, si accontenta di quello e non chiede più altro. Puoi ben vedere che la cattiva guida e’ la causa che ha fatto il mondo colpevole, e non è la natura che in voi e’ corrotta. Roma diede al mondo la giustizia, aveva per consuetudine due soli, che facevano vedere l’una e l’ altra strada, quella del mondo e quella di Dio. L’ uno ha oscurato l’ altro e la spada si e’ congiunta al pastorale, e questa unione forzata e’ ovvio che vada male; perché, uniti nelle stesse mani, non si rispettano a vicenda: se non mi credi, pensa al frutto di questa unione, perche’ dal seme prodotto si può riconoscere la qualità di qualsiasi pianta.

tenendo conto della parafrasi anallizza il canto e trova se ci sono similitudine perifrasi digressioni ect.....alla fine dante utilizza sempre le stesse figure
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
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beh... lei voleva solo le figure retoriche ed glie l'ho date. cmq grazie per la parafrasi!

ti volevo chiedere una cosa? cm te la cavi a latino? perche se hai tempo mi puoi tradurre questa versione? grazie http://img139.imageshack.us/img139/2923/latverxu7.jpg
paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74898 Punti
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Mhm sai credo che le figure retoriche siano proprio quelle che ho scritto io, sono andato a controllare ed è proprio così. Quelle che hai scritto tu sembrano più che altro parole chiave. Non so se servono ancora, ma bisognava cercare perifrasi, chiasmi, anafore, metafore, iperboli, allegorismi e cose di questo genere. Un lavoro non indifferente:blush
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
Rispondi Cita Salva
ahh... vabbè ora nn gli serve ma cmq grazie così la prossima volta glie le scrivo meglio

Pagine: 12

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