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  • Differenze pessimismo PASCOLI-VERGA-LEOPARDI

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fdfdffsfsfss
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Mi servirebbe una differenza fra il pessimismo di Leopardi,Verga e Pascoli.
sere2293
sere2293 - Habilis - 198 Punti
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Il pessimismo leopardiano, suddivisibile nelle tre fasi storica,cosmica ed eroica, è strettamente connesso alla biografia del poeta. L'uomo costantemente mira alla felicità pur non potendola raggiungere: da ciò scaturisce il pessimismo. Leopardi, il cui pessimismo ricorda in più punti quello di Schopenhauer, parte dall'idea di una natura benigna che offre all'uomo la fantasia e le illusioni per non naufragare nel male. Come ben spiegato nell'"infinito", l'uomo essendo un essere razionale non può guardare al di là della siepe, conosce i propri limiti e è consapevole di essere finito e mortale. Tuttavia, grazie alle illusioni e alla fantasia, doni che ci vengono offerti dalla natura, l'uomo può guardare oltre e avvicinarsi all'infinito. Con il peggiorare delle sue condizioni fisiche e con la sempre più consapevole certezza dell'impossibilità e della finitezza dell'uomo, Leopardi elabora un pessimismo cosmico in cui l'uomo non ha più ancore di salvezza, dove tocca con le proprie mani la morte, vedi "A Silvia", e quasi vorrebbe appartenere al mondo degli animali, come in "Un pastore errante nell'Asia, per non possedere la ragione e non sapersi finito. Soltanto nell'ultima fase della sua vita, quando si avvicina la morte e finalmente conosce il valore dell'amicizia, si trovava a Napoli con Ranieri, Leopardi elabora il concetto della "social catena" (La Ginestra) in cui gli uomini se si uniscono tra loro nel vincolo della fratellanza possono meglio sopportare il dolore, non vincerlo ovviamente.

Il pessimismo in Verga è particolarmente evidente nel "Ciclo dei Vinti" (doveva essere composto da 5 opere) tra cui ricordiamo "I malavoglia" e "Mastro don Gesualdo". I vinti in Verga sono quegli uomini che tentano senza tregue di cambiare il loro destino e modificare la propria condizione sociale. Ovviamente pur impegnandosi al massimo, il loro obiettivo non può essere soddisfatto dato "L'ideale dell'ostrica". L'uomo deve rendersi conto che il destino che è stato scelto per lui non può essere modificato in alcun modo. Per Verga non è l'uomo a decidere il suo futuro. Il libero arbitrio esiste ma non ci permette di migliorare le nostre esistenze. Tutti, indipendentemente dalla classe sociale a cui si appartiene, siamo dei vinti per Verga. Anche il suo è quindi un pessimismo cosmico che investe chiunque e che non prevede alcuna salvezza.

Anche il pessimismo di Pascoli è strettamente legato alla sua esperienza di vita e in particolare al nido familiare. La morte del padre, "X Agosto", provoca un trauma dal quale il poeta non saprà più rialzarsi. Tutto ciò che lo circonda, dalla terra al cielo, diventa simbolo di un male. La terra è infatti "un atomo opaco del male" . Beatrice Panebianco ha scritto: "La visione pessimistica del Pascoli prende avvio dal rifiuto della scienza, che non ha saputo dare la felicità all’uomo e arriva ad indagare proprio quella realtà – negata dal Positivismo – che si trova al di là di ciò che appare. Il suo Decadentismo si esprime nella concezione della poesia come rivelazione dell’ignoto, nella tendenza a cogliere nelle cose il senso del mistero, il simbolo che si cela dietro l’apparenza".


Questa risposta è stata cambiata da gio_1984 (17-12-14 11:55, 1 anno 11 mesi 27 giorni )
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