cool98
cool98 - Sapiens - 433 Punti
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Ciao a tutti! :) ho da fare questo compito sul testo poetico. Ho provato a fare queste domande ma molte non sono riuscite a farle. Vi allego il file con la poesia e qui sotto vi scrivo le domande che ho provato a fare e che alcune non sono riuscito a fare. Grazie! :) :)


1. Dell’estate, protagonista unica e assoluta della lirica, Cardarelli coglie elementi paesaggistici concreti e reali, ma anche impressioni e fascino del tutto soggettivi. Individua e distingui i primi dai secondi, elencandoli.
ELEMENTI PAESAGGISTICI: “distesa estate”, “stagione che porti la luce”
IMPRESSIONI: “albe senza rumore”, “giorni identici, astrali”

2. La forte soggettività che caratterizza il componimento si rivela anche in modo esplicito, quando il poeta parla di sé. Sottolinea questi passi nel testo e indica come Cardarelli metta in relazione la stagione estiva con la propria esistenza.
Io ho sottolineato “nessuna promessa terrena può dare pace al mio cuore” (non riesco a rispondere alla seconda domanda dove devo mettere in relazione la stagione estiva con la propria esistenza).

3. I giorni estivi sono definiti “astrali”. Con quale delle due possibili interpretazioni presentate nella nota esplicativa concordi? Perché? Te ne viene in mente una terza?
(non riesco a rispondere)

4. L’immagine dell’estate è simbolica. Che cosa rappresenta per il poeta?
Per il poeta l’immagine dell’estate è serenità e pace che suggerisce un presentimento di eternità.


5. Nella parte centrale della poesia sono presenti i sostantivi “promessa” e “certezza”: in quale contesto li utilizza il poeta? Quale antitesi esprimono?
(non so rispondere)

6. L’estate è rappresentata come una creatura indolente e pigra. Riconosci e sottolinea questa immagine, esprimendo inoltre l’impressione che ne ricavi.
Ho sottolineato: “che cadi prostrata in riposi enormi”

7. Con un sapiente gioco poetico di opposti, senza che la punteggiatura contribuisca a segnare uno stacco visibile, la medesima stagione è presentata poi come dispensiera di “luce / a distendere il tempo / di là dai confini del giorno”. Che cosa significano questi versi?

8. Cardarelli ha cercato di sottolineare i caratteri di vitalità e di pace della stagione estiva. È riuscito, secondo te? Motiva la tua risposta anche con precisi riferimenti al testo.
A mio parere Cardarelli è riuscito a sottolineare i caratteri di vitalità e pace dell’estate perché nella poesia dice “stagione dell’albe senza rumore”, “stagione la meno dolente”, “nessuna promessa può dare pace al mio cuore”.

9. La lettura di questa lirica ti ha suggerito un’impressione di fretta, di vivacità, di frenesia oppure il contrario? In quale modo il poeta è riuscito a comunicare al lettore tale impressione?
La lettura di questa lirica mi ha dato un’impressione di tranquillità e di calma, perché il poeta parla di giorni avvolti nel silenzio che attutisce i rumori e le voci della quotidianità.

10. Il verbo “distendere” nel verso 18 richiama l’aggettivo “Distesa” nel verso 1. Si tratta, secondo te, di sinonimi totali, che comunicano cioè un significato tutto identico? Motiva la tua risposta anche con riferimenti ad altre parti del testo.
I due termini, secondo me, hanno un significato diverso. “Distesa” nel verso 1 comunica un’impressione di spazi illimitati e di riposata quiete mentre il verbo “distendere” al verso 18 sembra quasi avere il significato di “allungare”, “prolungare” il tempo.

11. Riconosci ed evidenzia i due endecasillabi presenti nel testo. In entrambi è presente una figura metrica. Quale?
I due endecasillabi sono “ci si risveglia come in un acquario” e “qualche cadenza dell’indugio eterno”. In “ci si risveglia come in un acquario” è presente una similitudine mentre in “qualche cadenza dell’indugio eterno”,

12. Segna nel testo tutti gli enjambement che sei in grado di riconoscere. Quale effetto fonico e ritmico essi producono?
Gli enjambement sono: “dolente - d’oscuramenti”, “che cadi – prostrata”, “che porti la luce – a distendere”. L’effetto fonico e ritmico che essi producono è un ritmo non uniforme.

13. Nel testo sono presenti alcuni evidenti casi di assonanza. Individuali ed evidenziali.“climi – mattini”, “cuore – sole”, “giorno – eterno”

14. Osserva l’ultimo verso della lirica. Perché, secondo te, è più lungo degli altri? Prima di rispondere, considera anche il contenuto del verso stesso.
Secondo me l’ultimo verso è più lungo degli altri perché si percepisce il tempo dell’eternità.

15. “Ci si risveglia come in un acquario”: di quale figura retorica si tratta? Spiegane il significato e commenta questo passo del testo, esprimendo le tue considerazioni.
Si tratta di una similitudine. A mio parere questo passo del testo significa che la stagione estiva è vista come un periodo straniero.

16. Ti proponiamo il confronto fra tre differenti passi poetici, uno tratto da questa poesia di Cardarelli e gli altri due dalle liriche di altri notissimi poeti. I tre passi trattano tutti dell’estate. Mettine a confronti i versi, valutando in particolare le scelte lessicali, il ritmo e l’atmosfera che essi ricreano.

ESTIVA
Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore
ci si risveglia come in un acquario
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi […]
(V. Cardarelli, Poesie)

O GRANDE ESTATE
O grande Estate, delizia grande tra l'alpe e il mare,
tra così candidi marmi ed acque così soavi
nuda le aeree membra che riga il tuo sangue d'oro
odorate di aliga di rèsina e di alloro,
laudata sii,
o voluttà grande nel cielo nella terra e nel mare
e nei fianchi del fauno, o Estate, e nel mio cantare,
laudata sii
tu che colmasti dè tuoi più ricchi doni il nostro giorno
e prolunghi su gli oleandri la luce del tramonto
a miracol mostrare! […]
(G. d’Annunzio, Alcyone, Ditirambo III)

GLORIA DEL DISTESO MEZZOGIORNO
Gloria del disteso mezzogiorno
quand'ombra non rendono gli alberi,
e piú e piú si mostrano d'attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.
Il sole, in alto, - e un secco greto.
Il mio giorno non è dunque passato:
l'ora piú bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.
L'arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s'una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia piú compita.
(E. Montale, Ossi di seppia)


17. Confronta ora la lirica di Cardarelli con questi versi, tratti da una canzone di Francesco Guccini: quali affinità di contenuto riesci a individuare? Come definiresti l’atmosfera tratteggiata da Guccini? Ti sembra che richiami, in qualche modo, quella “disegnata” da Cardarelli?

CANZONE DELLA BAMBINA PORTOGHESE
Al caldo del sole al mare scendeva la bambina portoghese.
Non c'eran parole rumori soltanto come voci sorprese.
Il mare soltanto e il suo primo bikini amaranto
le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle…

Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare…
o sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare,
sentì che era un punto al limite di un continente,
sentì che era un niente l'Atlantico immenso di fronte...

E in questo sentiva qualcosa di grande
che non riusciva a capire che non poteva intuire,

che avrebbe spiegato se avesse capito lei e l'oceano infinito…
ma il caldo l'avvolse si sentì svanire e si mise a dormire
e fu solo del sole, come di mani future;
restaron soltanto il mare e un bikini amaranto…
(F. Guccini, Canzone della bambina portoghese)

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