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  • Commento Poesia Noia Ungaretti

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AnnaBell92
AnnaBell92 - Ominide - 24 Punti
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Ragazzi aiuto aiuto vi prego!! Sto impazzendo -.- Sapete mica dirmi un sito o scrivermi un commento sulla poesia noia di Ungaretti?
Su internet non ho trovato nulla =(
Grazie mille e in bocca al lupo ai maturandi!!!
kiss :zomp

Aggiunto 1 ore 23 minuti più tardi:

grazie mille!! =D
ale92t
ale92t - Genius - 4788 Punti
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Ciao e benvenuta!

Anche questa notte passerà
Questa solitudine in giro
titubante ombra dei fili tranviari
sull'umido asfalto.
Guardo le teste dei brumisti
nel mezzo del sonno
tentennare.

La lirica vive di tre momenti staccati tra di loro e divisi dalla spaziatura, come altrettanti frammenti di una impalpabile condizione esistenziale: quella della <noia>, appunto, indicata dal titolo (che diventa spesso, in Ungaretti, un elemento strettamente collegato alk significato dei versi, necessario per una loro corretta comprensione).
Il legame tra il verso iniziale e la prima terzian è assicurato dall'aggettivo dimostrativo "questa", non di rado usato da Ungaretti per circoscrivere e rendere con immediata evidenza delle realtà indeterminate(qui riferito a notte e solitudine). I versi 2 e 3 sono caratterizzati dall'analogia: l'idea della solitudine è suggerita dall'<ombra dei fili tranviari>, in cui si raccoglie un'immagine di realtà inconsistente e incorporea. I <fili> stessi segnano appena un'esile quanto inafferrabile direzione spaziale, che attraversa l'astratta e vuota(in senso metafisico) profondità dell'ambiente circostante (<in giro> ) , raccogliendosi da ultimo nell'immmagine sensoriale e visiva dell'<umido asfalto>. )
Il punto di vista è ricondotto , in apertura dell'ultima terzina, alla persona del soggetto <guardo>, che scorge solo qualche figura oscillante: l'infinito tentennare(che occupa per intero il verso conclusivo) riprende il <titubante> del verso 3, anche sul piano delle componenti foniche ( t e n, associate tra di loro o con le vocali a ed e). A sua volta è giustificato dal torpore sonnolento(nel mezzo sonno)che, richiamandosi alle immagini della <notte> e dell'<ombra>, si materializza anche nelle <teste di brumisti>(al di là del suo significato , questo termine rinvia , per associazione verbale, alla "bruma", ossia alla nebbia, alla foschia).

E' evidente la distanza rispetto alla prima stesura del testo, apparsa nel 1915 su "lacerba" con il titolo Sbadiglio: <Com'è immobile l'aria/anche questa notte passerà/passerà/questa vita in giro/titubante ombra di fili tranviari/sulla siccità del nebuloso asfalto//luna gioviale/perchè s'è scomodata//guiardo i faccioni dei brumisti tentennare>. Ungaretti ha operato, per giungere alla redazione definitiva, un processo di riduzione e semplificazione, eliminando ogni cadenza di tipo crepuscolare e ognio eccessiva determinazione di tipo cronachistico( in particolare il verso <sulla siccità del nebuloso asfalto> ) . Cade anche il verso iniziale e scompare un termine piuttosto cvolgare come l'accrescitivo <faccioni>, che appariva del tutto stonato nel testo poetico; al suo posto Ungaretti utilizzarà il più neutro <teste>, che rientra perfettamente nell'atmosfera di oscillante indeterminezza rievocata dalla poesia.

... e ti risponde uno dei maturandi :satisfied
in bocca al lupo anche a te!

:hi

Aggiunto 1 ore 13 minuti più tardi:

Di niente, e grazie per aver scelto skuola.net! :love ;)
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