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adox
adox - Ominide - 41 Punti
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commento 3 media dei "i pastori"
Roxyna
Roxyna - Habilis - 171 Punti
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Il primo verso è tra quelli immortali della nostra poesia. Settembre, tra fine estate ed inizio autunno, tempo di cambiamento, tempo di nostalgia. I pastori del titolo rimangono come sospesi tra terra e mare: due realtà lontane ma vicine nello stesso momento, con quell'Adriatico che è verde come i pascoli dei monti. E con loro rimane in sospensione anche il poeta, coinvolto appieno nel passaggio, nella transumanza delle greggi sin dalla prima parola Andiamo.

Nella seconda strofa troviamo ancora quel miscuglio, quella continuità tra acqua e terra, che avevamo nella prima parte. Questa volta si tratta di acqua che sgorga direttamente dalla roccia, dai fonti alpestri, acqua che diventa sangue, scende nei cuori e fa fiorire il coraggio di guidare le pecore verso nuove primavere.

La commistione tra terra e acqua culmina nel verso centrale della poesia: i pastori si muovono attraverso un erbal fiume silente, secondo una tradizione che si ripete da secoli e ancora, tra il liquido e il solido: isciacquìo e calpestio.

La maggior parte dei critici sottolinea come in questo componimento sia presente il recupero di una primigenia comunione con la natura (Pazzaglia). Altri mettono l'accento sull'importanza del paesaggio. Tutte cose vere, ne abbiamo appena parlato. Ma mi piace pensare che il vero tema sia un altro: il divenire, il passaggio. Argomento eracliteo del tutto scorre, uomini che da secoli ripetono gli stessi gesti, come le pecore di cui sono la guida, eppure ancora vanno. C'è tutta la potenza del divenire, in questi versi che migrano continuamente dal tono aulico ai termini contadini, e c'è un lato meno conosciuto, forse offuscato dal superomismo, che spesso stereotipa la figura di D'annunzio: l'impossibilità della completa partecipazione al tutto della natura. Non ci si bagna due volte nello stesso fiume: dall'acqua di fonte, alla terra, per tornare all'acqua, in una deriva che non si ferma, che confonde con la natura, ma non porta mai alla completa fusione. E' la meraviglia del divenire rispetto all'essere. Ancora fortunati i pastori, che col loro gesto grezzo si avvicinano al senso del perenne migrare, pur senza coglierlo, pur confondendosi con la natura quasi come le pecore il cui vello si mischia alla sabbia. Intellettuale, invece, il poeta che dalla sua distanza si domanda Ah perché non son io cò miei pastori? E l'Andiamo partecipato del primo verso scorre via, verso un Adriatico selvaggio, nostalgia di tutto quello che non è stato mai.

Aggiunto 1 minuti più tardi:

forse è un pò trp complicato xò io l'ho fatto l'anno scorso!xò sei stata fortunata ce l'avevo salvato nei documenti:-)

Aggiunto 2 ore più tardi:

infatti avevo scritto di averlo fatto un pò d tempo fa e l'avevo salvato n ricordavo d averlo preso da internet..!!kmq xkè è vietato?

Aggiunto 2 giorni più tardi:

ascolta nn ho spacciato x mio nnt ho semplicemente dimenticato da dv l'avevo preso dato ke l'ho preso tempo addietro...in ogni caso nn sn fatti tuoi se dimentico da dv prendo una cosa e poi la do a qualk1 altro x dare un aiuto!!
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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http://commenti-amo.blogspot.com/2006_12_01_archive.html
complimenti al tuo commento! va alla grande su internet già dal 2006!!!

spacciare per tuo qualcosa che non lo è sì, è vietato.
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