alan 12
alan 12 - Ominide - 4 Punti
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recensione comandante ad auswitz rudolf hoss
Dreke90
Dreke90 - Genius - 6795 Punti
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ECCOLA:
Il vessillo nazista fa bella mostra di sé sulla parete; al centro della scena, adagiata su un piccolo tavolo in legno, c'è una macchina da scrivere: pochi elementi descrivono una scenografia ovattata, semplice nella sua essenza spartana. Racconta di un luogo dove la solitudine dell'uomo mette in gioco gli ultimi vagiti di una vita, fatta di ferrea disciplina e cieca obbedienza all'ideale.
Rudolf Hosse, nazista, comandante ad Auschwitz. L'interprete attraverso il monologo racconta la biografia scritta dal protagonista della vicenda storica durante la prigionia in Polonia, negli ultimi giorni di vita, scegliendo un tratto introspettivo e più vicino al sentire dell'autore.
L'uomo e il criminale: due facce della stessa medaglia, raccontano quanta umanità nei gesti, nelle parole e nei ricordi possa scaturire da un essere umano.
La messinscena vuole delineare questa netta frattura tra il racconto storico, visto con gli occhi di uno dei protagonisti, a suo discapito ma ben consapevole, del più grande genocidio della storia moderna, e la borghese normalità di un figlio che diviene soldato, eroe, comandante, marito e padre, criminale.
La solitudine è l'essenza della narrazione: l'uomo, il nazista della prima ora, ferreo sostenitore della razza pura si trova con estrema lucidità e franchezza ad ammettere non la sconfitta di un ideale, professato e sostenuto per venticinque anni, ma di quegli uomini che decisero la "soluzione finale", che furono artefici e burattinai del più grande eccidio della storia contemporanea, colpevoli di aver attratto sulla Germania l'ira e lo sgomento del mondo intero.
Non di facile compito il proporre il pensiero e i sentimenti di un personaggio bollato come mostro dalla storia, ma che, lucidamente e consapevolmente, sostiene di aver solo "eseguito gli ordini". Lo spettatore viene ulteriormente catapultato nell'atmosfera dell'epoca grazie alla performance canora dell'interprete femminile, che dipinge attraverso canti e melodie una tela chiaroscura.
Un racconto difficile portato in scena con estrema tenacia, nel tentativo di voler mettere in luce l'umana debolezza di ognuno di noi di fronte alle scelte che la vita impone. Nel bene o nel male l'uomo è sempre sé stesso, giudicato e ricordato per le sue azioni e non per l'essere una testa pensante con un cuore pulsante.
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