alexandre92
alexandre92 - Ominide - 17 Punti
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Salve!!!Volevo chiedere se per caso sapete aiutarmi nel collegare il concetto della libertà con un autore italiano.Grazie
ale92t
ale92t - Genius - 4788 Punti
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Ciao!

Io ti consiglierei Ugo Foscolo, soprannominato "soldato della libertà"

Ugo Foscolo politicamente era entusiasta dei principi della Rivoluzione francese ed assunse posizioni fortemente libertarie ed egualitarie, pieno di quel sentimento d'amore, di gloria e di libertà che lo portò ad arruolarsi nelle truppe della Repubblica Cispadana e a pubblicare un’ode A Buonaparte liberatore, in cui esaltava il generale francese come portatore di libertà.
Il Foscolo è il primo carattere romantico che appare nella storia della letteratura italiana, appassionato, impetuoso, “ricco di vizi e di virtù”, come egli stesso si definisce.
Due sono gli elementi che spiccano nella sua personalità: il primo è un immediato abbandono agli impulsi del sentimento e delle passioni, che agitarono ininterrottamente la sua vita; il secondo, in contrasto col primo, è l’esigenza di un ordine, di una disciplina, di un’armonia interiore. Nell’abbandono agli impulsi del sentimento e delle passioni si avverte il segno della nuova sensibilità del romanticismo; nell’esigenza dell’equilibrio e dell’armonia interiore si avverte l’influenza del classicismo.
Tuttavia soltanto nella poesia egli riuscì a rappresentare l’armonia interiore, alla quale aspirava; nella vita pratica, da autentico romantico, si lasciò sempre trasportare dalle passioni. Per questo è ravvisabile in lui un motivo di pessimismo e di disperazione.
Il pessimismo del Foscolo deriva dal fatto che egli vede nella vita annullati gli ideali di libertà e di giustizia, e secondo la visione materialistica e meccanicistica della realtà considera l’uomo come prigioniero della materia, il quale, dopo aver compiuto il suo ciclo vitale, piomba con la morte nel nulla eterno, come un qualsiasi animale, dopo una lunga catena di sofferenze senza senso.
La ragione quindi, esaltata dagli illuministi come fumatrice di tenebre e indagatrice di verità, per il Foscolo non è affatto uno strumento di liberazione e di felicità ma un dono malefico della natura.
È questo il momento più acuto del pessimismo foscoliano, rappresentato idealmente dal suicidio di Jacopo Ortis, un suicidio che è insieme una liberazione e una protesta: una liberazione dal dolore e una protesta contro la natura, che ha destinato l’uomo all’infelicità.
Il romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis costituisce la prima importante opera di Foscolo, nel quale affronta la questione della difficile condizione di un giovane intellettuale in conflitto con un contesto sociale in cui non può inserirsi. Jacopo è un giovane patriota che, dopo la cessione di Venezia all’Austria col trattato di Campoformio, cade in preda alla disperazione, che lo spinge ad un pellegrinaggio per l’Italia e poi al suicidio.
La disperazione nasce dalla delusione rivoluzionaria, dal vedere tradite tutte le speranze patriottiche e democratiche, dal vedere la libertà finire in tirannide, dal rendersi conto che lo strumento rivoluzionario è ormai impraticabile. Non essendovi alternative possibili sul piano della storia, l’unica via che si offre ad Ortis per uscire da una situazione negativa, al tempo stesso insostenibile e immodificabile, è la morte, intesa in termini materialistici e nichilistici, come distruzione totale e “nulla eterno”.
Foscolo stesso dirà “È meglio dunque non nascere, e, una volta nati, è meglio troncare la vita col suicidio”.
L’opera ha infine per sottotitolo i versi danteschi: Libertà va cercando, ch’è sì cara,/ come sa chi per lei vita rifiuta (Purg., vv. 71-72)
Questi versi ci rivelano la natura vera del suicidio di Jacopo Ortis. Esso non è negazione della vita, ma è affermazione e bisogno di libertà, denuncia di oppressione e protesta contro la società e i destino.
Foscolo dunque non soccombe al pessimismo e alla disperazione, ma reagisce vigorosamente, creandosi una nuova fede in valori universali, che danno un fine e un significato alla vita dell’uomo. Questi valori sono la libertà, la patria, la virtù, l’eroismo, la poesia, l’arte, la gloria, tutti sentimenti che i filosofi materialisti e scettici chiamano illusioni ma che sono verità validissime per il poeta, che le considera necessarie a sé e agli altri, perché hanno l’ufficio di legare l’uomo alla vita e di dare uno scopo all’esistenza.
Tenendo presente la sua fede nelle “illusioni” ci spieghiamo molte delle vicende biografiche del Foscolo, come il suo attivismo politico, militare, giornalistico, l’impegno di poeta civile, la scelta coraggiosa dell’esilio, per fierezza e coerenza di carattere.
In questo senso, Foscolo può esser a buon diritto definito “poeta-soldato” della libertà.
tratto dalla tesina: http://www.skuola.net/tesine/tesina-liberta.html

:hi
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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caspita! a me vengono in mente questa di Trilussa, autore che io adoro:
Trilussa: Er grillo zoppo

Ormai me reggo su 'na cianca sola
diceva un Grillo. - Quella che me manca
m'arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m'accorsi d'esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c'ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne...: ma la stilla
de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch'è servita
pe' scrive la parola Libbertà!

ma guarda anche qui, non sono autori famosi, ma alcuni testi sono belli http://forum.alfemminile.com/forum/poesie/__f1046_poesie-Poesie-sulla-liberta.html

Aggiunto 57 secondi più tardi:

per un autore straniero mi viene in mente eluard, ma magari lo sapevi già. Ciao!
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Tony83

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