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  • chichibio e la gru.........aiuttmi

kiki94200
kiki94200 - Habilis - 250 Punti
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k cosa ci vuole dimostrare la novella?????????????????
rapper
rapper - Genius - 19267 Punti
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Ecco a te:

analisi della novella



Riassunto della novella
1-6: introduzione in cui Neifile afferma che la fortuna, che talvolta aiuta i timorosi, gli fa dire frasi che in normali condizioni non avrebbero saputo formulare.

7-15: un giorno il signor Currado Gianfigliazzi, noto in tutta Firenze per la sua nobiltà, va a caccia presso un fiume e riesce a catturare una gru "cicciotta" e tenera; allora, appena ritornato nella sua dimora, la manda immediatamente al suo cuoco di fiducia, Chichibio, veneziano malvisto a Firenze, che la cucina.

16-24: appena il cuoco tira fuori del forno la gru, il profumo di questa è così gradevole che richiama Brunetta, donna amata da Chichibio, che gli chiede una coscia del magnifico animale. Dopo una lunga discussione, il cuoco cede e gliela dona.

25-37: quando viene servita la gru a tavola, il padrone, vedendo solo una cosca e poiché ci sono alcuni invitati, fa chiamare il cuoco e lo accusa di aver preso l'altra cosca. Il cuoco si difende affermando che le gru ne hanno una sola e, poiché Ginfigliazzi non lo vuole rimproverare duramente davanti ai suoi commensali, gli ordina di farsi trovare pronto la mattina per andare al fiume a controllare che le gru hanno una sola zampa.

38-63: la mattina il cuoco e il suo padrone ancora molto adirato, vanno al fiume a controllare. Una volta arrivati il cuoco vede alcune gru su una zampa sola e lo fa subito notare al padrone che, provocando un forte rumore, le fa poggiare l'altra zampa e le fa alzare in volo. Allora il cuoco gli risponde che le gru hanno sì due zampe me che egli non ha gridato e fatto rumore a quella della sera prima; questa risposta suscita una risata in Gianfigliazzi che non lo castiga.

Tempo
metà del trecento quando in Firenze c'era un clima antiveneziano.

Spazio
Firenze, la cucina del padrone, il fiume.

Personaggi
Chichibio: è il servo che dopo aver per amore donato una coscia della gru, cacciandosi nei guai, si riappacifica con il proprio padrone grazie ad una frase astuta e nello stesso tempo arguta.
Gianfigliazzi: è il padrone di Chichibio. Dopo che si era molto adirato per il misfatto compiuto del servo, lo perdona dopo essersi divertito ascoltando la frase che il servo stesso aveva pronunciato per discolparsi.

Struttura
la novella può essere divisa in tre macro sequenze a seconda dei tre differenti luoghi in cui si svolgono le azioni: la prima si sviluppa in cucina e i personaggi sono Brunetta e Chichibio; il linguaggio è popolaresco con alcune battute in cui si può notare l'accento veneziano e l'ambientazione è realistica. Nella seconda il luogo è la sala da pranzo in cui i commensali e il padrone consumano la gru; quest'ultimo si presenta essere superiore al cuoco e padrone della casa. L'ultima, infine, ha come personaggi il cuoco e il padrone che si sfidano per vedere chi è in errore e chi ha ragione; sono, quindi, due figure di diversa classe sociale in cui il caso e la paura di un'evitabile punizione aiutano il rappresentante dello stato più umile da rendere possibile, nel finale, un'eguaglianza dei valori dello spirito. Infatti, il cuoco riesce a "restituire" la coscia con una battuta di spirito e a riappacificarsi con il suo padrone.

Temi
I temi principali sono: la fortuna o la sorte, le debolezze che provoca l'amore (es. Chichibio-Brunetta), i motti di spirito e le argute risposte che insieme alla sorte tirano fuori dei guai anche i più umili, la caccia e l'orgoglio delle prede prese (es. Gianfigliazzi invita a cena i commensali per mostrare e mangiare con loro la sua meravigliosa gru). La fortuna condiziona lo svolgersi di questa novella: questa infatti mette in bocca a Chichibio frasi che non avrebbe mai detto se non in quella situazione, le stesse frasi argute che gli permettono di riappacificarsi con il proprio padrone e di non subire la sua collera. Un altro tema può essere quello della debolezza che l’amore per brunetta provoca nel protagonista; egli, infatti, nonostante sappia che il dono non sia giusto né lecito cede alla richiesta della ragazza e le dona una coscia della gru. Infine troviamo tra le caratteristiche di Gianfigliazzi anche un antico orgoglio medievale: egli infatti invita i commensali a cena poiché vuole gustare e soprattutto mostrare loro il grande “frutto” della sua caccia.

Spero di esserti stato d'aiuto...Ciao :hi
fede1992
fede1992 - Sapiens - 687 Punti
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ke bell'analisi! in qst racconto si delineano 2 classi sociali. ke caratteristike hanno?si può ricavare l'atteggiamneto di boccaccio nei confronti di qst classi?ke rapporti intercorrono tra di essi??
aiutatemi. grazie
pep1t0x
pep1t0x - Ominide - 7 Punti
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Boccaccio scrive questa novella (una delle più famose del Decamerone) per rappresentare l’esaltazione della furbizia e dell’astuzia, qualità “pratiche” a cui lo scrittore guarda con sorridente simpatia.
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