spumina89
spumina89 - Sapiens - 630 Punti
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Ciao!!
Mi potreste rispondere a queste domande?
Decadentismo:
- quali atteggiamenti della borghesia vengono criticati da artisti e intellettuali degli ultimi deceni dell'Ottocento?
- da dove deriva il termine Decadentismo?
- cosa pensano della realtà i decandeti? Qual'è secondo loro l'unica forma di conoscenza?

Pascoli:
- chi è, per Pascoli, il poeta?

D'Annunzio:
- quali atteggiamenti lo fanno definire eroe decadente?

Grazie mille!!!
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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DECADENTISMO:
- Il termine che designa il periodo della storia e della cultura francese che va dal 1890 al 1945 è Decadentismo, dal nome di un giornale francese Le Decadent, pubblicato intorno al 1880.Successivamente, nel 1886, appare un'altra rivista dello stesso nome, quella dei simbolisti, un'elaborazione poetica all'interno del gruppo dei decadenti. Inizialmente la definizione di Decadentismo viene data da coloro che si oppongono al clima "decadente" della Francia di questi anni, solcata dalla cosiddetta crisi del secondo Impero, e che ha il suo culmine con la sconfitta di Sedan da parte dell'esercito prussiano e nella breve esperienza della comune parigina. E' una crisi politica e una crisi di valori e gli intellettuali erano accusati di essere troppo raffinati, di essere chiusi nella bellezza dell'arte e di coltivare un gusto letterario definito decadente. In seguito essi stessi si appropriarono del termine e lo considerarono come la migliore definizione della loro situazione di disadattamento nella società borghese, di cui non condividono più i valori. Questa caratteristica avvicina il Decadentismo al movimento letterario della Scapigliatura, che però si afferma in un clima più arretrato ed è ancora profondamente legato al clima ottocentesco. Il clima decadente si estende dalla Francia alle principali nazioni europee, segnando il passaggio dal Naturalismo alla cultura novecentesca. Nell'arco di tempo molto lungo individuato con il termine Decadentismo, l'esperienza delle due guerre mondiali e dei governi autoritari determinano orientamenti diversi all'interno di questo clima culturale. ([url=http://209.85.135.104/search?q=cache:SmbIxo5RJR4J:www.storiadilioni.it/angolo%2520dello%2520studente/TEMI%2520SVOLTI/IL%2520DECADENTISMO.doc+decadentismo+critica+borghesia&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]tratto da qui[/url])

- Dal Francese décadent, ovvero decadente, per indicare il tema della "decandenza sociale"

- Il Decadentismo esprime una visione problematica del destino dell'uomo tanto da essere definito da alcuni autori come "'l'età dell'ansia'". In questo periodo è recuperato l'interesse per l'inconscio = nasce la psicoanalisi di Freud. L'uomo decadente si sente dissociato, non ha fiducia nelle sue possibilità, non combatte e non muore per un ideale, ma si chiude in se stesso, è una vittima di se stesso, che cerca i valori nel passato e nn si batte per essi. Per i decadenti la ragione e la scienza non possono dare la conoscenza del reale poiché il reale è al di la delle cose è un mistero. Se la realtà non è colta dai sensi e anche dalla ragione per i decadenti la conoscenza è favorita dagli stati irrazionali ovvero dalla follia, malattia, nevrosi, delirio, visione onirica. Tali stati sono provocati in loro i modo nn naturale, ma dall'uso alcool e droga. L'estasi nn èprovocata solo da droghe o alcool ma anche dall'annullamento dell'Io = Panismo. Per i decadenti il momento privilegiato della conoscenza è l'arte, gli artisti = veggenti che vedono ciò che l'uomo comune non può vedere

PASCOLI E DECADENTISMO
Pascoli fu completamente nuovo, soprattutto per la letteratura italiana, in cui persiste ancora la tradizione classica. Qui la frase si spezza; il soggetto è spesso da solo, senza bisogno di un verbo che lo specifichi. Il tutto è affidato a parole che riproducono suoni (frequentissime sono le onomatopee) oppure a immagini che evocano sentimenti. Possiamo quindi definirlo un linguaggio completamente innovativo nella letteratura italiana, che nel Pascoli forse è più intuitivo che non una semplice imitazione del Decadentismo; è qualcosa di istintivo, che risponde perfettamente al suo modo di esprimersi e alla sua visione della vita. Possiamo definirlo inoltre un linguaggio pittorico: si affida molto al colore, come anche alla musicalità e unendo queste due componenti realizza spesso delle sinestesie (mescolando sensazioni che provengono da sensi diversi).
Il Pascoli influisce fortemente sulla letteratura italiana proprio per la particolare innovazione del linguaggio. Mentre D’Annunzio influisce molto con la sua esperienza personale, quindi sul costume italiano, il Pascoli è un importante innovatore del linguaggio poetico ([url=http://209.85.135.104/search?q=cache:cPBtXn2Ch7sJ:www.itcbz.it/didattica/archivio/decadentismo/pascoli.htm+decadentismo+pascoli&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]tratto da qui[/url]).

D'ANNUNZIO E DECADENTISMO:
La poetica e la poesia del D’Annunzio sono l’espressione più appariscente del Decadentismo italiano. Dei poeti decadenti europei egli accoglie modi e forme, senza però approfondirne l’intima problematica, ma usandoli come elementi decorativi della sua arte fastosa e composita. Aderisce soprattutto alla tendenza irrazionalistica e al misticismo estetico del Decadentismo, collegandoli alla propria ispirazione narrativa, naturalistica e sensuale. Egli rigetta la ragione come strumento di conoscenza per abbandonarsi alle suggestioni del senso e dell’istinto; spesso vede nell’erotismo e nella sensualità il mezzo per attingere la vita profonda e segreta dell’io. Egli cerca una fusione dei sensi e dell’animo con le forze della vita, accogliendo in sé e rivivendo l’esistenza molteplice della natura, con piena adesione fisica, prima ancora che spirituale. E’ questo il “panismo dannunziano”, quel sentimento di unione con il tutto, che ritroviamo in tutte le poesie più belle di D’Annunzio, in cui riesce ad aderire con tutti i sensi e con tutta la sua vitalità alla natura, s’immerge in essa e si confonde con questa stessa. La poesia diviene quindi scoperta intuitiva; la parola del poeta, modulata in un verso privo di ogni significato logico, ridotta a pura musica evocativa, coglie quest’armonia e la esprime continuando e completando l’opera della natura. La sua vocazione poetica si muta poi in esibizionismo e la poesia vuol diventare atto vitale supremo, una sorta di moralità alla rovescia, estremamente individualistica e irrazionale. Abbiamo allora l’esaltazione del falso primitivo, dell’erotismo o quella sfrenata del proprio io, indicata nei due aspetti dell’estetismo e del superomismo. L’estetismo è in definitiva il culto del bello, in pratica vivere la propria vita come se fosse un’opera d’arte, o al contrario vivere l’arte come fosse vita. Quest’atteggiamento, preso dal Decadentismo francese, è molto consono, corrispondente cioè alla personalità del poeta. Quindi l’esteta si limita a realizzare l’arte, ricercando sempre la bellezza; ogni suo gesto deve distinguersi dalla normalità, dalle masse. Di conseguenza vengono meno i principi sociali e morali che legano al contrario gli altri uomini. A differenza di questo il superuomo assomiglia all’esteta, ma si distingue per il suo desiderio di agire. Il superuomo considera che la civiltà è un dono dei pochi ai tanti e per questo motivo si vuole elevare al di sopra della massa; è l’esteta attivo, che cerca di realizzare la sua superiorità a danno delle persone comuni ([url=http://209.85.135.104/search?q=cache:nnrWoNmHsuQJ:www.itcbz.it/didattica/archivio/decadentismo/dannunzio.htm+decadentismo+d%27annunzio&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]tratto da qui[/url]).
spumina89
spumina89 - Sapiens - 630 Punti
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Ok, grazie!
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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prego..chiudo!
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