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nonnagaia
nonnagaia - Ominide - 6 Punti
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ciao a tutti... Io dovrei fare una ricerca gastronomica, storico geografica con clima e tutto insomma una ricerca abbastanza completa su due province brescia e mantova qualcuno potrebbe darmi una mano grazie mille molto gentili mi servirebbe per il 12 di novembre 2012 chi mi potrebbe dare una mano ?? :)
marty1998ciao
marty1998ciao - Genius - 4765 Punti
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Ti consiglio di andare su wikipedia:
credo che trovi tutto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Brescia
http://it.wikipedia.org/wiki/Mantova
nonnagaia
nonnagaia - Ominide - 6 Punti
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grazie ma ho provato e non ho trovato molto di quello che cercavo...
marty1998ciao
marty1998ciao - Genius - 4765 Punti
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Eh mi dispiace ma non ho trovato niente!!!!!
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Cucina mantovana
Con l'espressione cucina mantovana s'intende l'insieme dei piatti della tradizione culinaria della provincia italiana di Mantova, alcuni dei quali risalenti ai tempi dei Gonzaga.
È una gastronomia forte di piatti noti e apprezzati fuori dal territorio, non solo al giorno d’oggi, ma anche nei secoli scorsi. Pur essendo una cucina fortemente vincolata alla terra dalle antiche tradizioni contadine, risulta però molto ricca e variegata. Inoltre, diverse possono essere le varianti locali di uno stesso piatto.
Vista la posizione geografica occupata dalla provincia di Mantova, la tradizione culinaria mantovana risente molto della cucina emiliana del salume e della pasta e della cucina lombarda del riso.

Antipasti



Coppa
Il tradizionale antipasto mantovano è composto da salumi.
salame mantovano, con o senza aggiunta di aglio fresco
coppa
pancetta
Sono molto diffusi:
gras pìstà, lardo di maiale tritato al coltello e aglio
ciccioli o gréppole, pezzi di carne e grasso di maiale cotti ed essiccati
culatello, salume più tipicamente parmense (viene, tuttavia, prodotto anche in alcuni comuni mantovani).
Accompagnano spesso i salumi:
Gnocco fritto, quadrati o rombi di pasta di pane fritti nello strutto bollente. È tipico della Bassa Piacentina e solo in tempi piuttosto recenti si è diffuso nel mantovano ed è più noto col nome di "torta fritta" con cui viene chiamato in altre zone dell'Emilia
chisœla, focaccia tipica salata.
Primi piatti


Agnoli in brodo
Sono la colonna portante della cucina mantovana.
Minestre in brodo:
agnolini, pasta all'uovo con ripieno di carne di manzo, salamella, pollo, pane grattugiato, Grana Padano, noce moscata. Esiste una variante con ripieno di stracotto di manzo.
tagliatelline, quadretti e maltagliati, pasta all'uovo tagliata a strisce sottili
pasta trita, pasta all'uovo essiccata e tagliata in pezzi molto piccoli
panàda, composta da pane raffermo, olio e formaggio grana
bevr'in vin
Primi asciutti:


Tortelli di zucca
tortelli di zucca
tagliatelle
bigoli con sardelle, simili agli spaghetti, conditi con sardine sotto sale e olio
gnocchi di zucca
capunsei, tipici dell'alto mantovano
risotto alla pilota, condito con salamella di maiale
risotto con le rane, condito con le rane pulite, olio e cipolla
risotto con i saltaréi, condito con gamberetti di fiume fritti

Secondi piatti



Cotechino con polenta
stracotto o brasato, ricetta a base di carne di manzo o di. Può essere accompagnato alla polenta
stracotto d'asino, accompagnato da polenta
bollito misto a base di carne di manzo, pollo e maiale lessati in acqua bollente accompagnato dalla mostarda
cotechino, accompagnato da polenta e lenticchie
luccio in salsa, pesce do acqua dolce lessato accompagnato da una salsa a base di capperi, prezzemolo, acciughe sotto sale, aglio e cipolla
pesce gatto, tipico delle località più prossime al Po, si può preparare fritto o in umido
faraona arrosto
contorni:
peperonata
polenta

Dolci



Torta di tagliatelle
torta sbrisolona, torta friabile a base di mandorle
torta Elvezia
torta di tagliatelle
torta margherita
anello di Monaco
bussolano o bussolà
chisöl, focaccia dolce
zabaione
sugolo

Vini

Colli Morenici Mantovani del Garda bianco
Garda Colli Mantovani Cabernet
Garda Colli Mantovani Merlot
Garda Colli Mantovani Pinot Grigio
Garda Colli Mantovani Tocai Italico
Garda Colli Mantovani bianco
Lambrusco Mantovano

Liquori


nocino, liquore diffuso in Emilia e fatto con le noci verdi . Deve riposare alcuni anni prima della consumazione per poterlo apprezzare.

Aggiunto 18 secondi più tardi:

Gastronomia bresciana
Nel territorio della Bassa Bresciana sono prodotti alcuni piatti tipici:
- i più noti sono i casoncelli, fagottini ripieni con carne o verdure, che si producono specialmente a Longhena e Barbariga;
- anche la polenta fa la sua parte insieme allo spiedo (detto anche polenta e osei perché appunto sono gli uccellini, insieme a altre parti a essere cucinate allo spiedo);
- la folta presenza di allevamenti suinicoli favorisce la cultura degli insaccati, in particolare il salame crudo, ma anche bollito in pentola (si veda il "salame cotto di Quinzano d'Oglio";);
- nella Bassa vengono anche prodotti alcuni vini come il Capriano del Colle, prodotto appunto nella zone limitrofe a Capriano del Colle;
- degno di nota è anche il "Chiodello" di Dello. Il tipico fungo che viene celebrato ogni anno alla omonima "Sagrà dèl Ciodèl'".

Aggiunto 2 minuti più tardi:

Brescia

Geografia

La Bassa Bresciana è grossomodo limitata a est e a ovest dai fiumi Chiese e Oglio, a nord dalle colline moreniche prealpine (Ronchi, Franciacorta e del Benaco), i suoi confini meridionali sono segnati dall'inizio della provincia di Cremona e di quella di Mantova.[2] Il territorio è costituito dall'area rientrante nella provincia di Brescia della Val Padana; la Bassa è perciò interamente pianeggiante. Il suo territorio è solcato da innumerevoli fiumi minori e vasi artificiali per l'irrigazione agricola, i principali corsi d'acqua sono il costituiti dall'Oglio, dal Mella e dal Chiese. Nella zona orientale sono presenti in alcune zone le cosiddette risorgive.[3]
Data la sua vastità la zona è suddivisa in Bassa Bresciana occidentale, centrale e orientale.
[4] Il rischio sismico del territorio è praticamente nullo o basso, malgrado altri territori della provincia, come i comuni nelle vicinanza del lago di Garda sono classificati a medio rischio sismico.

Clima

Il clima della Bassa Bresciana è quello tipico della pianura Padana: le estati sono lunghe e umide ciò aumenta ancor più la sensazione di calore venendosi a creare l'afa, mentre l'inverno è freddo, con frequenti nebbie. Le precipitazioni si concentrano nei mesi dell'autunno-inverno, periodo nel quale possono essere anche a carattere nevoso. Le mezze stagioni sono quasi del tutto inesistenti.

Storia



La Bassa Bresciana nella provincia di Brescia
La presenza dell'uomo nel territorio della Bassa Bresciana risale al tempo della glaciazione di Riss, come testimoniato da numerosi reperti disseppelliti nell'area di Montichiari, fra i quali i più antichi risalgono al Paleolitico medio.[6] Questi uomini vivevano in semplici capanne costruite con i materiali che la natura offriva, successivamente (età del bronzo) vennero edificate le palafitte e si sviluppò la civiltà delle terramare come nel caso di Remedello e del Castellaro nel comune di Gottolengo. Nel corso dei secoli l'agricoltura si sviluppò, e iniziarono quindi le prime opere di bonifica, così come l'allevamento e le attività domestiche come la filatura e la tessitura si affinarono. Nella Bassa Bresciana sono stati rinvenuti oggetti di matrice etrusca testimoniando così la presenza della loro egemonia sul territorio. Agli Etruschi subentrarono i Galli Cenomani, che introdussero nella zona l'uso della moneta (tesoretto di Manerbio.[7]) e s'insediarono stabilmente nella zona come testimoniato dalla nascita della cultura di Remedello. Il popolo gallico fu nel 196 a.C. conquistato da quello romano, con la venuta dei Romani sorsero molti degli attuali centri abitati della Bassa, la romanizzazione del territorio è tuttora visibile nella zona, infatti i campi ricalcano ancora molti dei canoni dell'agrimensura e della centuriazione.[6]
Ai Romani subentrarono poi durante il periodo una numerose serie di popoli barbarici, gli ultimi fra questi, i Longobardi, si stanziarono stabilmente nell'area. Queste genti sottoposero la Bassa Bresciana così come avevano già in precedenza fatto i Romani alla città di Brescia istituendo un ducato. Il re longobardo Desiderio istituì a Leno un potente monastero di Benedettini: la Badia Leonense che per qualche secolo avrebbe esercitato su molti paesi della Bassa un ruolo di giurisdizione sia politica che religiosa. Ai Longobardi subentrarono i Franchi, che suddivisero il territorio in feudi. la frammentazione politica diede il via all'età dei liberi comuni (Brescia, così come Chiari e altri importanti paesi della Bassa lo divenne) e successivamente alle signorie.
La Bassa Bresciana era a quel tempo in mano a diverse famiglie nobili come i Gambara (Bassa orientale e centrale) e i Martinengo (Bassa occidentale e centrale) che spesso erano in lotta fra loro e che costruirono nella zona numerose fortificazioni.[6]
Dopo un primo periodo di dominazione viscontea nel territorio si impose la Repubblica di Venezia.
La Bassa Bresciana entrò a far parte del Regno d'Italia solo dopo le vittorie piemontesi di Solferino-San Martino.
Agli inizi del Novecento iniziò il processo d'industrializzazione della Bassa, che si sarebbe concluso durante il secondo dopoguerra. Le due guerre portarono miseria nell'area, che fu più volte bombardata sia dai tedeschi che dagli statunitensi. Attualmente la Bassa Bresciana è ancora molto attaccata all'agricoltura, anche se in molti comuni ormai le industrie e i servizi hanno preso il sopravvento.[6]

Aggiunto 6 minuti più tardi:

Geografia fisica

Mantova si trova nella regione Lombardia nel Nord Italia, non lontano dal confine con le regioni Veneto ed Emilia-Romagna.

Idrografia
« Non molto ha corso, ch'el trova una lama,
ne la qual si distende e la 'mpaluda »
(Dante Alighieri, Inferno, canto XX, vv. 79-80)

Nel XII secolo l'architetto ed ingegnere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, organizzò un sistema di difesa della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; Mantova, di fatto, era un'isola.
Alla campagna si accedeva attraverso due ponti - il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio - ancora esistenti.
In età comunale venne tracciato il Rio, un canale che taglia in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore. Altre dighe e chiuse consentirono un'adeguata difesa dalle acque.


Profilo di Mantova
Nel XVII secolo una forte inondazione diede inizio ad una rapida decadenza: il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago Paiolo a sud, in modo che la città restò bagnata dall'acqua solo su tre lati - come una penisola - ed oggi ancora si presenta così.
Sono, quindi, tre gli specchi d'acqua, non d'origine naturale, ricavati nell'ansa del fiume Mincio che danno a Mantova una caratteristica del tutto particolare, che ad alcuni sembra quasi magica in quanto compare come una città nata dall'acqua. Nel 1984 è stato istituito il Parco del Mincio[6] di cui il territorio del Comune di Mantova fa parte.
Flora e Fauna [modifica]
Flora e fauna del territorio ruotano inevitabilmente attorno all'imponente presenza a Mantova dei laghi e delle acque che la cingono. Sorprendentemente nei laghi mantovani sono presenti i fiori di loto (Nelumbo nucifera), originari del Sud Est asiatico. Dalle sponde del parco pubblico di Belfiore, sul lago Superiore, è ben visibile l'isola galleggiante dei fiori di loto con la spettacolare fioritura in luglio-agosto-settembre. La loro bellezza è indubbia ma dal punto di vista ambientale l'introduzione del fior di loto è stata un'operazione discutibile dato che si tratta di una specie aliena dotata di forte capacità infestante che fa sì che siano oggetto di massicci interventi periodici di sfalcio per preservare l'integrità dei laghi. La loro introduzione in Italia è opera nel 1914 dei padri Saveriani di Parma che decisero di utilizzare la fecola ottenuta dai rizomi a scopo alimentare, come da secoli facevano i cinesi. Anna Maria Pellegreffi, giovane laureata in Scienze Naturali si occupò del trapianto dei rizomi nel Lago Superiore di Mantova nel 1921. La farina non ebbe successo nella cucina mantovana ma il fiore colonizzò i laghi. Il paesaggio emozionante e surreale che la distesa di fiori di loto concorre a creare ha dato vita anche a una leggenda sulla loro nascita in territorio. Si racconta che un giovane viaggiando per l'oriente conobbe una ragazza dagli occhi a mandorla e con la pelle profumata come i petali del fior di loto. Venuta a Mantova, la povera ragazza, nello specchiarsi nel lago, vi cadde, perdendo la vita. Il ragazzo allora gettò dei semi del fiore nel lago in modo che, fiorendo ogni estate, potessero ricordare con il loro profumo e la loro delicata bellezza la sua sposa e sconfitto dal dolore si tolse la vita sparendo anch'egli nelle acque del lago.


Fauna e flora acquatica lacustre.
Oltre al re incontrastato del lago, è facile vedere le specie autoctone come la castagna d'acqua (Trapa natans), detta anche trigol, particolarmente sviluppata sul lago di Mezzo con i suoi frutti forma di piramide e commestibili, le isolette di ranuncolo d'acqua (Nuphar luteum) con i loro fiori di colore giallo dorato, che aprendosi solo in parte mantengono la particolare forma rotondeggiante e le ninfee bianche con uno splendido fiore profumato che forma raggruppamenti vegetali assieme alle altre ninfee ed erbe galleggianti (morso di rana, salvinia, Ceratophyllum demersum etc).
Sul margine, assieme alle canne palustri, salici piangenti e cariceti (la famosa carésa utilizzata per impagliare sedie e confezionare cappelli e altri prodotti artigianali), cresce l'ibisco di palude, autoctono e molto raro, che si trova oltre che nelle Valli del Mincio solo in Toscana, Friuli e Veneto.
Ormai scomparsa in questi territori, come in quasi in tutta Italia, la scargia[7] (Stratiotes aloides).
Gli uccelli trovano nei canneti e nelle acque del territorio palustre il luogo ideale per deporre le uova e trovare cibo. È la fauna aviare quindi quella più rappresentativa della zona anche più limitrofa alla città.
L'airone rosso, le gallinelle d'acqua, le folaghe con tipico piumaggio nero in contrasto con il bianco che si estende sulla regione frontale, e altri anseriformi utilizzano il lago per "fabbricare" nidi galleggianti al limitare del canneto sulla riva o su accumuli vegetali mai troppo a largo, l'airone cenerino invece, nidifica sugli alberi vicini ai numerosi corsi d'acqua per l'irrigazione che si ramificano per i campi della provincia, luoghi di nidificazione e di caccia anche delle poiane dei tarabusi e delle più "riservate" civette.
La famiglia degli aironi presenti nelle acque del Parco del Mincio, oltre al rosso e al cenerino comprende anche le garzette, svassi, sgarze ciuffetto e le nitticore. Solitamente questi uccelli si osservavano solo nei mesi tra aprile e settembre perché specie migratorie, ma negli ultimi anni hanno preferito sostare anche d'inverno.
Tra le canne si nascondono i nidi della cannaiola e del basettino. Ma le dolci acque del lago e delle paludi del Mincio e del Po sono popolate anche dal pesce gatto, tinca, carpa, persico, anguilla e luccio.
È possibile navigare i laghi di Mantova, con crociere che permettono di vedere tutta la città dall'acqua. Unendo l'aspetto storico, artistico e architettonico alla natura di un'oasi naturale più unica che rara.
Lepri, fagiani e volpi possono essere i protagonisti di qualche incontro notturno nelle campagne mantovane.
Rimpinzate dalle generose mani dei visitatori anche anatre e cigni sono da annoverare tra le specie presenti in "suolo" virgiliano, popolando, ormai senza troppi timori della presenza umana, le sponde dei laghi e regalando un forse inatteso contatto con la natura al turista della città d'arte.
Sismologia [modifica]
Classificazione sismica: zona 4.[8]
Il terremoto dell'Emilia del maggio 2012 ha provocato danni rilevanti agli edifici storici della città[9][10][11].
Clima [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Mantova.
Essendo una cittadina dell'entroterra del Nord Italia, risente del clima rigido invernale dove sono abbondanti le nevicate intorno a dicembre/gennaio. La vicinanza della città al fiume Po porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza il fenomeno della nebbia. Abitando in uno spazio chiuso, com'è la Pianura Padana, d'estate il clima è afoso e umido, con poca ventilazione. La minima storica si ebbe il 16 febbraio 1929 con 19 gradi sotto zero mentre la massima si registrò il 7 luglio 1957 con 38,2 gradi all'ombra. Negli inverni degli anni dal 1930 al 1955 era abbastanza usuale che i laghi attorno alla città gelassero, almeno in parte; l'ultima gelata completa della superficie lacustre si ebbe nel rigidissimo inverno del 1985.

Storia


Cronologia storica
Cronologia antica e medievale
VI secolo a.C. - Si sviluppa la città etrusca.
214 a.C. - La città è conquistata dai Romani.
70 a.C., 15 ottobre - Ad Andes nasce Virgilio.
40 a.C. circa - Il territorio dipendente da Mantua viene misurato, ripartito ed assegnato a nuovi coloni, i veterani dell'esercito di Ottaviano (centuriazione di Mantova).
37 - Longino viene martirizzato nei pressi della città.
804 - In località Gradaro, viene ritrovato il Preziosissimo Sangue di Cristo, trasportato a Mantova da San Longino.
1046 - Matilde di Canossa nasce a Mantova.
1064 - Viene convocato e tenuto a Mantova un Concilio regnante papa Alessandro II.
1115, 25 luglio - Matilde muore e la città si costituisce in Libero Comune.
1303-1313 - Vengono promulgati gli Statuti Bonacolsiani.
Cronologia dell'epoca gonzaghesca


Blasonatura araldica dei Gonzaga successiva all'anno 1530.
Per approfondire, vedi la voce Gonzaga.
1328, 16 agosto - L'ultimo dei Bonacolsi viene ucciso durante una rivolta capeggiata dai Gonzaga che conquistano il potere.
1433 - Gianfrancesco Gonzaga ottiene dall'imperatore Sigismondo il titolo di Marchese.
1459-1460 - Convocato da papa Pio II, si tiene il Concilio di Mantova.
1530 - Federico II Gonzaga, su nomina dell'imperatore Carlo V, diviene Duca di Mantova.
1612 - Francesco IV Gonzaga, rende operativo il "Ghetto di Mantova" istituito due anni prima da Vincenzo I.
1630, 19 luglio - Dopo dieci mesi d'assedio la città capitola ed ha inizio il "Sacco" dei Lanzichenecchi.
1708 - Il duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers viene dichiarato decaduto e il ducato di Mantova passò alla dipendenza diretta degli Asburgo.


I martiri di Belfiore condotti al patibolo
Cronologia dal Settecento ad oggi
1768 - Maria Teresa d'Asburgo fonda la "Reale Accademia di Scienze e Belle Arti" che successivamente acquisirà l'attuale attributo di "Virgiliana" per volontà di Napoleone Bonaparte.
1797, 2 febbraio - Gli austriaci al comando del conte Würmser si arrendono, finisce l'assedio di Mantova e inizia la dominazione francese.
1798, 21 gennaio - Durante l'occupazione napoleonica, le porte del "Ghetto" che segregavano la comunità ebraica mantovana sono abbattute.
1810, 20 febbraio - Andreas Hofer, patriota tirolese, viene fucilato dai francesi in località Cittadella.
1851-1855 - Esecuzione capitale per undici patrioti italiani, i Martiri di Belfiore.
1866 - La città di Mantova è annessa al Regno d'Italia.
1919, 3 dicembre e 4 dicembre - Durante i Fatti di Mantova esplodono scontri di piazza tra dimostranti e forze dell'ordine che causarono sette vittime.
1946, 24 novembre - Si tengono le prime elezioni amministrative democratiche dopo la fine del regime fascista con la vittoria elettorale dei partiti di sinistra.

Aggiunto 38 secondi più tardi:

Scusa per la confusione ... Ma c'è tutto lì
marty1998ciao
marty1998ciao - Genius - 4765 Punti
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Sofietta ma non faresti prima a mettere il link dove hai presto tutto ciò!!! e poi devi mettere la fonte.....
Ot-Sofietta-Ot
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Marty... L'ho preso da vari temi su skuola.net. U.u
marty1998ciao
marty1998ciao - Genius - 4765 Punti
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bene e metti il link con scritto i temi e poi la fonte metti skuola.net.
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Ho altro da fare! Scusa... :D
nonnagaia
nonnagaia - Ominide - 6 Punti
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grazie mille sofietta

Aggiunto 5 minuti più tardi:

qualcuno riesce anche a trovare percaso i vari settori sviluppati nelle due province brescia e mantova?
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Brescia
http://it.wikipedia.org/wiki/Brescia#Economia

Mantova
http://it.wikipedia.org/wiki/Mantova#Economia
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