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  • aiutooo... "il barone rampante"

Carooo
Carooo - Habilis - 260 Punti
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mi servirebbe una relazione del libro "il barone rampante" di Italo Calvino!! :D
grazie in anticipo!! :)
sweetangelz
sweetangelz - Genius - 3313 Punti
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Titolo:
Il Barone rampante

Genere:
Romanzo

Anno di pubblicazione:
1^ edizione: 1957, edizione letta: 1993 (10^ edizione)

Casa editrice:
Arnoldo Mondadori Editore

Luogo e tempo della narrazione:
Il romanzo è ambientato nella tenuta di Ombrosa, paesino immaginario della riviera Ligure nei pressi di Genova, ma per la precisione, sulle piante del territorio. Il barone si sposta però anche in Spagna (Olivabassa, luogo immaginario) e in Francia. Cosimo inizia a vivere sugli alberi all’età di 12 anni, il 15 giugno del 1767 e vi resta fino a 65 anni; dopo il passaggio della mongolfiera non abbiamo più sue notizie e termina il romanzo.

Ordine cronologico e punto di vista del narratore:
Nel romanzo il rapporto fabula-intreccio coincide, per quanto riguarda il ritmo narrativo, possiamo fare una distinzione del racconto in tre parti: all'inizio il ritmo è molto lento per via delle numerose digressioni; nella seconda parte si velocizza leggermente per via delle scene espresse nei dialoghi, ma non mancano le digressioni; infine i sommari riassumono i vari eventi e velocizzano la vicenda.
L’autore è esterno al racconto; il narratore è onnisciente; fin dall’inizio sappiamo che è il fratello di Cosimo, Biagio. Narra in terza persona e occasionalmente esprime le proprie opinioni sotto il punto di vista di un bambino.

Analisi dei personaggi:
Cosimo Piovasco di Rondò: il protagonista della storia, è una ragazzino di dodici anni figlio di una famiglia nobile; nel corso del racconto diventerà Barone in seguito alla morte del padre. E’ forte e rapido nello spostarsi da un albero all’altro, veste indumenti fatti da lui a seconda della necessità e la sua casa è una capanna (ovviamente su di un albero) che perfeziona giorno dopo giorno per renderla più confortevole. E’ testardo e irremovibile nelle sue decisioni e ha il coraggio di ribellarsi inizialmente ai suoi genitori e in seguito al mondo intero. Le sue virtù più forti sono la costanza, che ha sin da bambino, e l’orgoglio, tanto che non vuole farsi vedere da nessuno toccare terra neanche da morto, per essere sepolto.
Viola: la figlia dei Marchesi d’Ondariva, vicini della famiglia di Cosimo. Ha un carattere variabile: si comporta come una bambina in certe occasioni, ha invece comportamenti adulti in altre. E’ falsa e opportunista in quanto Cosimo, come pure gli altri suoi amici non sanno mai da che parte stia. Si fa desiderare, si mette in mostra ed è molto viziata. Sarà però l’unico vero amore di Cosimo, fin dal primo giorno che la vedrà. Tornata dal collegio sembra cambiata in quanto è fedele al Barone, fino a quando lo abbandona per paura della rivoluzione.
Biagio: il fratello minore di Cosimo, ha quattro anni in meno di lui. E’ l’unico compagno di giochi di Cosimo: si arrampica sugli alberi e si fa trascinare facilmente dal fratello in azioni non consentite come quella di liberare le lumache, per il fatto di avere un carattere debole, tranquillo e sottomesso. Non ha un’indole ribelle e sta sotto gli ordini senza lamentarsi; è inoltre altruista e molto attaccato al fratello.
Barone Arminio Piovasco di Rondò: il padre di Cosimo, Barone d’Ombrosa. E’ un uomo distinto, ma anche schizzinoso. E’ preoccupato della successione del suo titolo e tiene molto alla sua immagine. Aspira alla carica di Duca d’Ombrosa, solo che non riuscirà ad ottenerla. Dopo che il suo primogenito si arrampica sugli alberi è restio a farsi vedere per la vergogna e teme per le conseguenze dinastiche che il fatto avrebbe provocato. Passa l’ultima parte della sua vita, perdendo ogni attaccamento ad essa, chiuso in casa fino a trovare pace nella morte.
Generalessa Corradina: la madre di Cosimo, ha vissuto l’infanzia al seguito del padre che se la portava dietro quando andava in battaglia. E’ autoritaria e usa modi a volte bruschi, ma è premurosa e si prende cura, a distanza, del figlio, con amore materno.
Battista: la sorella di Cosimo, è stata costretta a vivere da monaca, da suo padre, dopo il fallimento del suo fidanzamento col “Marchesino”. E’ anch’ella ribelle e esprime la tristezza, per il suo stato, in cucina, dove prepara minuziosamente pietanze, la maggior parte delle volte, disgustose con ingredienti insoliti. Si sposerà poi col Contino d’Estomac.
Abate Fauchelafleur: vecchietto sciupato e raggrinzito che viveva con la famiglia degli Ondariva. Si prendeva cura dei due fratelli, che riuscivano, con lui, sempre a farla franca. Finisce la sua vita fra carcere e convento, in quanto fu scoperto che leggeva e possedeva pubblicazioni rivoluzionarie sempre aggiornate.
Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega: amministratore dei poderi degli Ondariva. Sta sempre sulle sue, non si conosce molto del suo passato ed è coinvolto in diverse vicende. Sembra che non abbia la parola perché parla raramente ed è distaccato da tutti i discorsi. Muore decapitato mentre cerca di salire sulla barca dei pirati.

Trama:
Il protagonista del libro, Cosimo, è il figlio primogenito di dodici anni di una nobile famiglia “decaduta” e suo padre è il Barone di Ombrosa, paese immaginario della costa Ligure. Il ragazzo è di indole molto ribelle e non accetta di subire passivamente le regole dell’etichetta alle quali dovrebbe attenersi; un giorno libera insieme a suo fratello Biagio delle lumache che sua sorella Battista avrebbe dovuto cucinare, e viene messo in punizione per tre giorni; per dispetto la sorella cucina proprio le stesse lumache, che Cosimo rifiuta di mangiare, mentre il fratello più piccolo è sottomesso alla volontà dei genitori. Al richiamo degli stessi il ragazzo decide di scappare sull’elce del suo giardino e promette che non scenderà più. All’inizio tutti credono che il ragazzo stia scherzando, ma in realtà Cosimo ha veramente intenzione di restare lassù per sempre. Tutti cercano di convincerlo a scendere, ma il ragazzo si attiene alla promessa fatta; uno dei primi luoghi che visita è il giardino degli Ondariva, suoi vicini di casa, caratterizzato da una folta e insolita vegetazione, dove conosce subito Violante (Viola), bambina di dieci anni della quale si innamora anche se non riconosce subito il sentimento provato. Dovendo passare la vita sugli alberi, Cosimo decide di esplorare il territorio al di fuori della sua città e si inoltra nella foresta dove conosce alcuni ragazzi ladri di frutta amici di Viola. Questa però viene mandata in collegio dai genitori dopo poco, quando scopriranno che aveva avuto contatti con Cosimo. Nel suo mondo Cosimo soddisfa i suoi bisogni primari come dormire e mangiare: costruisce una capanna e una grondaia per la raccolta dell’acqua, per coprirsi dal freddo usa coperte che gli manda sua madre tramite il fratello, l’abate gli tiene le lezioni sugli alberi, per mangiare impara a cacciare e una delle sue prime esperienze è con un gatto selvatico che lo aggredisce, ma che lui abilmente uccide ricavandone un cappello; adotta poi un cane, Ottimo Massimo, che poi scoprirà essere appartenuto a Viola. Non tralascia però i contatti col mondo sottostante e non rinuncia ad essere un uomo della società: conosce gli abitanti della foresta e rimane in buoni rapporti con la famiglia. Vista la sua particolare situazione, Cosimo diventa popolare nella sua città e pian piano un po’ in tutta Europa. Oltre a conoscere i contadini e la gente normale il Barone incontra anche diversi malviventi che girano per il bosco, come Gian dei Brughi, bandito ricercato, con cui fa amicizia e al quale presta i suoi libri che gli porta il fratello. Il bandito si rivela subito amante della lettura, ma successivamente viene arrestato, in quanto sorpreso durante un furto, e condannato a morte. Cosimo continua comunque a rifornirlo di libri fino alla sua morte, prima della sentenza gli racconta la fine del libro che non è riuscito a finire e ha cura del suo corpo, per giorni, anche dopo l’esecuzione. Nel bosco diventano pericolosi gli incendi; Cosimo aiuta a spegnerne uno e si preoccupa che questo non accada più: fonda perciò una associazione che ha questo fine. Cosimo ha voglia di esplorare e prosegue il suo viaggio all’estero; gli manca però l’amore; capiva che non era cosa facile trovare una ragazza disposta a vivere con lui sugli alberi, ma nonostante le poche probabilità scopre che un gruppo di nobili è costretto in seguito a esilio a vivere come lui; in mezzo a questi vi è una donna, Ursula, con la quale passa momenti molto belli solo che la storia durerà poco in quanto lei dovrà tornare in Spagna con la sua famiglia, cosa non consentita dall’onore di Cosimo. Dopo questa vicenda, il ragazzo ormai ventenne, ha altri rapporti con diverse donne che corrispondono il suo amore. Cosimo intanto era diventato Barone in seguito alla morte del padre e aveva preso il controllo dei beni della famiglia; arrivò poi la triste morte della madre alla quale starà vicino fino alla fine. Un giorno Ottimo Massimo scappa, ma torna seguito da un’amazzone a cavallo che Cosimo scopre essere Viola con la quale passerà giorni felici caratterizzati da un amore reciproco. Finiranno poi per lasciarsi e non si vedranno mai più. Da quel giorno Cosimo non è più considerato lo stesso, è visto come un “pazzo” non essendo più giovane e in salute. La sua vita però continua: aiuta a vendemmiare, vede i soldati in alcune azioni di guerra e incontra persino Napoleone che era stato incuriosito da quest’uomo che da bambino aveva promesso di non scendere più dagli alberi e di non toccare mai terra. Trascorse così i suoi ultimi giorni sugli alberi e nessuno lo vide morire: un giorno si aggrappò all’ancora di una mongolfiera dell’aeronautica che passava sopra il suo albero e si dirigeva verso il mare e non diede a nessuno la soddisfazione di vederlo mai toccare terra.


Riflessione critica:
Il tema principale attorno al quale gravitano tutti gli eventi di Cosimo è quello della fuga; fuga che qui viene concretizzata come una reale sparizione dalla vita quotidiana per rifugiarsi sugli alberi, ma che allude teoricamente alla fuga o al desiderio di evasione che ciascuna persona porta nascosto nel proprio carattere. Cosimo è stanco di essere rimproverato dai genitori e di dover subire le angherie della sorella, e così fugge, promettendo di non tornare più; allo stesso modo l’uomo, pressato dalla routine quotidiana, dal lavoro o semplicemente dalla noia, spesso decide di fuggire per ritirarsi in un mondo tutto suo. Cosimo ha anche il coraggio e la perseveranza di rimanere coerente con gli impegni presi, e alla fine, quello che inizia come un semplice atteggiamento di sfida nei confronti dei genitori, diventa una vera e propria dottrina di vita, con delle scadenze che forse sono ancora più difficili da mantenere rispetto a quelle date dai genitori. Il comportamento di Cosimo, oltre che come un atto di esplicita disobbedienza, potrebbe anche essere considerato come un vero e proprio atto di pazzia, come dichiarano tutti gli stessi compaesani di Ombrosa. A mio parere, preferisco credere che l’atteggiamento di Cosimo non sia quello di un pazzo, ma semplicemente quello di una persona particolarmente furba e ponderata, che constatando che nel mondo non c’è posto per lei, decide di farsi notare in un altro modo, appunto conducendo una vita diversa e cercando di mantenere fra sé e i propri simili una minima, ma invalicabile distanza che le permetta di avere sempre il controllo della situazione.
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