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valeria-1999-valeria - Ominide - 6 Punti
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Sull’etichetta Elena aveva disegnato tre succose pesche sciroppate. Ogni pesca aveva una faccia, due occhietti furbi, un naso piccolo, un sorriso che diceva: mangiami. La mamma di Elena conservava il barattolo di vetro accanto alle marmellate che aveva fatto in campagna insieme alla nonna. Anche le pesche le avevano fatte loro: cotte, spellate, tagliate a spicchi, infilate nel barattolo di vetro e ricoperte di sciroppo. Elena sognava allo stesso tempo di mangiarsele tutte e di non finirle mai. Immaginava che il barattolo di vetro fosse magico e a ogni pesca mangiata, ne nascesse una nuova, succosa e dolce, che si scioglieva in bocca. Invece una mattina, aprendo l’armadio delle marmellate, vide che nel barattolo ne era rimasta una sola. Infilò la forchetta nella polpa morbida e scivolosa e l’ingoiò senza pensarci. Masticava e guardava il barattolo vuoto. Le tre faccine di pesche che aveva disegnato l’estate precedente sembravano dirle: “E ora come farai? Cosa ti è rimasto: solo un barattolo di vetro vuoto.” Elena si sentì provocata dalle pesche, non voleva finisse così. Chiese alla madre di regalarle il barattolo di vetro. “Voglio conservarlo in memoria delle pesche.” “Quando viene l’estate ne faremo delle altre”, la rassicurò la mamma. “Va bene, ma io voglio questo barattolo lo stesso.” La madre decise di regalarglielo perché Elena non s’impuntava facilmente. La bambina prese il barattolo, andò di corsa nel bagno e fece scorrere l’acqua bollente sull’etichetta. I visi sorridenti delle tre pesche si sciolsero, si sbrindellarono. Elena grattò via ogni pezzettino di carta: il barattolo di vetro tornò a essere trasparente e nuovo. Solo restava, se ci s’infilava il naso dentro, un odore di sciroppo che le faceva tornare in vita. Prese un’altra etichetta, disegnò un mazzo di matite colorate e decise che il barattolo delle pesche sarebbe diventato il suo portamatite. Passarono mesi, forse un anno. Matilde, la migliore amica di Elena, aveva raccolto in campagna dei mirtilli dolci e succosi. “Dove posso metterli?” chiese a Elena. “Prendi il barattolo delle pesche che è diventato quello delle matite e trasformiamolo in quello dei mirtilli.” Disegnarono una nuova etichetta. Dentro il barattolo di vetro ora c’era un odore di matite che ricordava quello delle cartolerie o forse era la loro fantasia ad associare le matite al barattolo. Lo lavarono e lo misero ad asciugare sul davanzale, il vetro brillava di nuovo alla luce del sole. Matilde si portò a casa il barattolo che era stato quello delle pesche, quello delle matite e che ora era quello dei mirtilli. Passarono mesi, forse un anno intero... ragazzi mi serve la continuazione del testo deve essere molto originale. grazie in anticipo. Se è possibile entro il lunedì 8 aprile
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