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  • Aiuto parafrasi: Alessandro Manzoni - Adelchi Atto V Scena VIII

sumie
sumie - Erectus - 50 Punti
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qualcuno mi può aiutare con la parafrasi? vi incollo il testo

Carlo, Desiderio, Adelchi, ferito e portato

Desiderio
Ahi, figlio!
Adelchi
O padre, io ti rivedo! Appressa;
Tocca la mano del tuo figlio.

Desiderio
Orrendo
M'è il vederti così.

Adelchi
Molti sul campo
Cadder così per la mia mano.

Desiderio
Ahi, dunque
Insanabile, o caro, è questa piaga?

Adelchi
Insanabile.

Desiderio
Ahi lasso! ahi guerra atroce!
Io crudel che la volli; io che t'uccido!

Adelchi
Non tu, né questi, ma il Signor d'entrambi.

Desiderio
Oh desiato da quest'occhi, oh quanto
Lunge da te soffersi! Ed un pensiero
Fra tante ambasce mi reggea, la speme
Di narrartele un giorno, in una fida
Ora di pace.

Adelchi
Ora per me di pace,
Credilo, o padre, è giunta; ah! pur che vinto
Te dal dolor quaggiù non lasci.

Desiderio
Oh fronte
Balda e serena! oh man gagliarda! oh ciglio
Che spiravi il terror!

Adelchi
Cessa i lamenti,
Cessa o padre, per Dio! Non era questo
Il tempo di morir? Ma tu, che preso
Vivrai, vissuto nella reggia, ascolta.
Gran segreto è la vita, e nol comprende
Che l'ora estrema. Ti fu tolto un regno:
Deh! nol pianger; mel credi. Allor che a questa
Ora tu stesso appresserai, giocondi
Si schiereranno al tuo pensier dinanzi
Gli anni in cui re non sarai stato, in cui
Né una lagrima pur notata in cielo
Fia contro te, né il nome tuo saravvi
Con l'imprecar de' tribolati asceso.
Godi che re non sei; godi che chiusa
All'oprar t'è ogni via: loco a gentile,
Ad innocente opra non v'è: non resta
Che far torto, o patirlo. Una feroce
Forza il mondo possiede, e fa nomarsi
Dritto: la man degli avi insanguinata
Seminò l'ingiustizia; i padri l'hanno
Coltivata col sangue; e omai la terra
Altra messe non dà. Reggere iniqui
Dolce non è; tu l'hai provato: e fosse;
Non dee finir così? Questo felice,
Cui la mia morte fa più fermo il soglio,
Cui tutto arride, tutto plaude e serve,
Questo è un uom che morrà.

Desiderio
Ma ch'io ti perdo,
Figlio, di ciò chi mi consola?

Adelchi
Il Dio
Che di tutto consola.

(si volge a Carlo)
E tu superbo
Nemico mio...

Carlo
Con questo nome, Adelchi,
Più non chiamarmi; il fui: ma con le tombe
Empia e villana è nimistà; né tale,
Credilo, in cor cape di Carlo.

Adelchi
E amico
Il mio parlar sarà, supplice, e schivo
D'ogni ricordo ad ambo amaro, e a questo
Per cui ti prego, e la morente mano
Ripongo nella tua. Che tanta preda
Tu lasci in libertà... questo io non chiedo...
Ché vano, il veggo, il mio pregar saria,
Vano il pregar d'ogni mortale. Immoto
È il senno tuo; né a questo segno arriva
Il tuo perdon. Quel che negar non puoi
Senza esser crudo, io ti domando. Mite,
Quant'esser può, scevra d'insulto sia
La prigionia di questo antico, e quale
La imploreresti al padre tuo, se il cielo
Al dolor di lasciarlo in forza altrui
Ti destinava. Il venerabil capo
D'ogni oltraggio difendi: i forti contro
I caduti, son molti; e la crudele
Vista ei non deve sopportar d'alcuno
Che vassallo il tradì.

Carlo
Porta all'avello
Questa lieta certezza: Adelchi, il cielo
Testimonio mi sia; la tua preghiera
È parola di Carlo.

Adelchi
Il tuo nemico
Prega per te, morendo.


vi prego aiutatemi :thx, vi ringrazio in anticipo
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Il testo mi sembra molto semplice. qual è la difficoltà?
sumie
sumie - Erectus - 50 Punti
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alcune parole non mi sono proprio chiare, se vuoi te le elenco così mi dai una mano
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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sì perchè veramente fare tutta la parafrasi è impegnativo.
dimmi le parole che ti servono e io te le spiego :)
sumie
sumie - Erectus - 50 Punti
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queste sono le parti che mi riescono più difficili

-Oh desiato da quest'occhi, oh quanto
Lunge da te soffersi! Ed un pensiero
Fra tante ambasce mi reggea, la speme
Di narrartele un giorno, in una fida
Ora di pace.

-Né una lagrima pur notata in cielo
Fia contro te, né il nome tuo saravvi
Con l'imprecar de' tribolati asceso.

-Godi che re non sei; godi che chiusa
All'oprar t'è ogni via: loco a gentile,
Ad innocente opra non v'è: non resta
Che far torto, o patirlo.

-Reggere iniqui
Dolce non è; tu l'hai provato: e fosse;
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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1) oh desiderato da questi occhi, oh quanto soffersi lontano da te! e un pensiero mi reggeva tra tante armi la speranza di narrarle un giorno, in una fida (?*) ora di pace

2) nè una lacrima pur notata in cielo contro di te, nè il tuo nome sarà asceso con l'imprecare dei tribolati

3) godi, che re non sei; godi che all'operare ogni via è chiusa: luogo più gentile ad opera innocente non vi è; non resta che far del torto (cioè offendere con le armi) o patirlo.

4) non è dolce reggere (la guerra) ingiustamente, tu l'hai fatto e lo fu. (non sono molto sicura di questo )
sumie
sumie - Erectus - 50 Punti
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grazie mille, sei stata gentilissima :blush:thx
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