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  • aiuto è urgentissimo....... please

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ciao mi serve un confronto fra l'epidemia del colera nei Malavoglia, l'epidemia della peste nei Promessi Sposi e la città preda dell'epidemia nel romanzo LA PESTE di Albert Camus
x favore AIUTATEMI....
:hi
mrc89
mrc89 - Genius - 11028 Punti
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1)allora adeso ti dico la storia dei malavoglia

Il romanzo racconta la storia di una famiglia siciliana di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, un piccolo paese vicino a Catania. La famiglia Toscano, detta dei “Malavoglia” è nota e rispettata da tutti in paese e può considerarsi economicamente agiata grazie soprattutto ai proventi ricavati dalla pesca con la barca di famiglia chiamata affettuosamente la “Provvidenza”, oltre ai piccoli lavori svolti dalle donne, come la tessitura e la raccolta di olive, fichi e arance. La catena delle disgrazie inizia con l’acquisto a credito di un carico di lupini (pesci di mare) dallo zio Crocifisso, uno degli uomini più ricchi del piccolo paese, da trasportare sulla barca che, purtroppo, una tempesta fa affondare una notte, mentre si trova in mare con gli uomini della famiglia a bordo. Muore così Bastiano, soprannominato Bastianazzo, figlio del capo famiglia Padron ‘Ntoni, marito di Maruzza e padre di cinque figli: ’Ntoni, Mena, Lia, Luca e Alessi.
Tutti cominciano così ad arrabattarsi per saldare il debito dei lupini affondati con la barca, sotto la pressione insistente dello zio Crocifisso, tutt’altro che comprensivo. Nel frattempo ‘Ntoni viene chiamato a prestare il servizio militare di leva, causando la sofferenza di sua madre per la lontananza del figlio e non pochi problemi ai pescatori che ora devono contare su un giovane forte in meno. Le cose sembrano sistemarsi quando ‘Ntoni torna da militari e torna a contribuire al sostentamento della famiglia, ma presto anche a Luca è richiesto di prestare il servizio militare e durante la battaglia di Lissa, a cui prende parte, muore.
Distrutti dai dispiaceri, i Malavoglia non riescono a saldare il debito e così viene tolta loro la casa di famiglia, detta la “Casa del Nespolo”. Ormai tutto il paese sparla e vede di malocchio i Malavoglia che cercano in tutti i modi di lavorare per ottenere quei pochi denari che serviranno per maritare le figlie (nonostanze molti sforzi di Padron ‘Ntoni il matrimonio di Mena con un buon partito viene annullato) e per riacquistare la Casa del Nespolo. A moltiplicare le fatiche arriva il colera che colpisce la Longa, vedova di Bastiano, e la indebolisce fino ad ucciderla.
Padron ‘Ntoni resta così solo con Alessi e ‘Ntoni, gli uomini di casa, a sostenere i nipoti orfani del padre e della madre. ‘Ntoni, ribellandosi all’umile condizione dei vinti, prende la cattiva strada dell’ubriachezza, passando tutte le sere all’osteria, e del contrabbando che lo porta a cinque anni di prigione, anche per aver ferito con una coltellata il brigadiere Don Michele. Tutto ciò causa prima la pazzia, poi la morte del nonno, che, dopo aver speso i risparmi accumulati con tanta fatica per pagare la parcella dell’avvocato, deve essere ricoverato in ospedale e la fuga della sorellina Lia, che non può più sostenere le voci pubbliche sulla sua presunta relazione con Don Michele. Resta così solo Alessi che, dopo essersi sposato, ricompra la Casa del Nespolo con l’aiuto della sorella Mena e tenta di ricostruire l’onore distrutto dei Malavoglia. Il romanzo si chiude con il ritorno di ‘Ntoni dal carcere, che vuole vedere per l’ultima volta la casa della sua infanzia e dei suoi affetti, prima di allontanarsi definitivamente, nonostanze l’insistenza della sorella perché resti.

2) adesso invece quella dei promessi sposi

La peste scoppiata nel 1629 fu il culmine di una serie incredibile di avvenimenti assai poco piacevoli accaduti in quegli anni nel Ducato di Milano. Infatti precedentemente c'erano stati la carestia prima, la guerra di successione al trono del ducato di Mantova poi. E proprio la guerra è stata la causa di questa epidemia. Infatti il ducato di Venezia aveva assoldato per vincere la guerra, e quindi allargare il dominio al regno di Mantova, un famoso esercito di mercenari, i Lanzichenecchi, soldati che godevano di una pessima fama, visto che dove passavano portavano distruzione, e, spesso e volentieri, gravi malattie. Bene, visto che i Lanzichenecchi provenivano dall' Austria, per arrivare a Mantova doverono passare da Milano, e ne approfittarono per depredarla; purtroppo vi lasciarono anche la peste. Questa tremenda malattia all' inizio non venne considerata da nessuno, ma quando cominciò a fare dei morti i cittadini cominciarono a chiedersi che cosa fosse. Alcuni già gridavano alla peste; il governatore, però, la classificò come una normale "febbre pestilenziale", quasi una cosa da niente. Ma ormai la peste aveva attecchito tra i milanesi, aiutata dalle scarse condizioni igieniche e dalla carestia. Morivano così moltissime persone, e finalmente ci si decise a prendere delle precauzioni. Le città ancora non infettate venivano isolate e nessuno veniva fatto entrare, ma nella ormai contagiata Milano la situazione era drastica. Infatti non c'è era medicina per la peste: se ci si incappava in mezzo, o si guariva o si moriva. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, ci si rimaneva secchi. La peste, poi è assai contagiosa, e la si può prendere anche solo toccando i vestiti di un malato, quindi dilaga esattamente come un incendio nel sottobosco. E così fu per Milano. La Chiesa, per attenuarla, fece delle lunghe processioni e riti, che però ebbero effetto contrario a quello previsto: infatti, radunando tutta quella gente, contagiata e non, si allargò l'epidemia, e Milano fu in preda alla peste. Vennero così istituiti degli ospedali, i lazzaretti, dove si tentava di curare i malati terminali, un corpo speciale di immuni alla peste detti "monatti", che venivano pagati per portar via i corpi dalle case e seppellirli in fosse comuni. Costoro, però, spesso si approfittavano della loro autorità, e derubavano le case dei morti. Per questo motivo erano visti male dai cittadini. Poi c'era in giro la diceria degli untori, persone che ungevano con olio infetto i portoni delle case dei cittadini, contagiandoli. Per questo motivo vennero uccisi molti innocenti, che, comportandosi in modo strano o chiedendo cose particolari venivano presi come untori e uccisi. La popolazione di Milano mentre era in preda a questa confusione, venne decimata. Per fortuna, dopo qualche mese, la peste se ne andò così come era venuta.


ADESSO PUOI TROVARE MOLTO FACILMENTE IL CONFRONTO TRA I DUE.....CIAOOOOO
girl
girl - Habilis - 243 Punti
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grazie mille.... :satisfied
mrc89
mrc89 - Genius - 11028 Punti
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PREGO..CIAO
Cronih
Cronih - Genius - 23969 Punti
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ho letto il post di mrc89 e diko che va benissimo...le ho trovate molto facilmente le differenze...ciao!!
mrc89
mrc89 - Genius - 11028 Punti
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ciao compare
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