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Giogio98989
Giogio98989 - Ominide - 9 Punti
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Qualcuno mi potrebbe fare la traduzione di questi testi in inglese?


CHAUCER, BOCCACCIO AND DANTE

THE COLLECTION OF TALE’S TRADITION
The device of the collection of tales was unknown to European literature before Giovanni Boccaccio’s Decameron, in which ten speakers are gathered in a castle in the countryside near Florence, to where they have taken refuge to get away from the plague. Another Italian precedent was Ser Giovanni Sercambi’s ‘Il Novelliere’, where one narrator on a journey recounts a series of tales. The question has naturally arisen whether Chaucer knew of Boccaccio and his prose masterpiece, and how much he is indebted to the Italian writer.

BOCCACCIO’S INFLUENCE ON CHAUCER
Chaucer went on diplomatic and commercial missions to Italy on at least three occasions, during which he came to know well three powerful cities like Genoa, Milan and Florence. It seems very likely that on those occasions he also became familiar with Italian literature, then famous throughout Europe for three great writers: Dante, Petrarch and Boccaccio. Curiously though, Chaucer mentions Petrarch and Dante but never once Boccaccio, to whom he obviously seems to be indebted for the idea of the frame into which to insert his tales. Chaucer in ‘The Canterbury Tales’ imitates one of Decameron’s novellas, the story of Griselda, but he claims to have derived it from a Latin Version by Petrarch.

DANTE’S INFLUENCE ON CHAUCER
For some critics Chaucer took the device of the collection of tales from Boccaccio, but the central idea of the pilgrimage might have come from Dante’s pilgrimage through Hell, Purgatory and Paradise in the Divina Commedia. According to this interpretation, Chaucer would have turned Dante’s other-worldly pilgrimage into a realistic English pilgrimage. In the end, the importance of his ‘Italian’ experience was that it showed Chaucer that a vernacular language – in his case English – could be used to create literature of a nobility, subtlety and importance equal to that of the classical languages. Thus, he tried not so much to reproduce the great Italian authors in English as to elevate English to equal importance as a literary language.

Frenesy
Frenesy - Ominide - 6 Punti
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Chaucer, Boccaccio e Dante

La tradizione della raccolta di novelle
La raccolta di novelle era un mezzo sconosciuto alla letteratura Europea, prima del Decameron di Giovanni Boccaccio, la cui opera racconta di dieci narratori riuniti in un castello nella campagna vicino Firenze, dalla quale si sono rifugiati per scappare dalla peste. Un altro caso italiano è "Il Novelliere" di Giovanni Sercambi, dove un narratore in viaggio racconta una serie di racconti. Sorge spontaneo chiedersi se Chaucer conoscesse Boccaccio e la sua opera magna, e quanto sia in debito verso lo scrittore italiano.

L'influenza di Boccaccio su Chaucer
Chaucer andò in Italia per missioni di carattere diplomatico e commerciale in almeno tre occasioni, durante le quali conobbe tre potenti città: Genova, Milano e Firenze. Verosimilmente è durante queste occasioni che Chaucer familiarizzò con la letteratura italiana, al tempo famosa in Europa per tre grandi scrittori: Dante, Petrarca e Boccaccio. Curiosamente Chaucer menziona Petrarca e Dante, ma mai Boccaccio, al quale ovviamente sembra essersi ispirato per l'idea della "cornice" in cui inserire le sue storie. Chaucer in "The Canterbury Tales" imita una delle novelle del Decameron, la storia di Griselda, ma lui sostiene di averla tratta da una versione latina del Petrarca.

L'influenza di Dante su Chaucer
Per alcuni critici, Chaucer, prese il mezzo della collezione di novelle da Boccaccio, ma l'idea centrale del pellegrinaggio potrebbe essere arrivata dal pellegrinaggio di Dante attraverso l'inferno, il purgatorio e il paradiso della Divina Commedia. Secondo questa intepretazione, Chaucer avrebbe trasformato il viaggio spirituale di Dante in un realistico pellegrinaggio inglese. Alla fine, l'importanza della sua esperienza "italiana" fu che mostrò a Chaucer come una lingua vernacolare - in questo caso l'inglese - potesse essere usata per creare una letteratura di una nobiltà, delicatezza e importanza pari a quelle dei linguaggi classici. Infine, lui non tentò di riprodurre i grandi autori italiani in inglese, ma di rendere l'inglese importante quanto un linguaggio letterario.


Ecco la traduzione, l'ho rimaneggiata in alcuni punti per renderla meno macchinosa, però il senso non cambia.

Giogio98989
Giogio98989 - Ominide - 9 Punti
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Grazie mille!!! :)
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