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  • maturitàààààààààààààààààà x la mia mappa concettuale: la ricerca della felicità!

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dany123
dany123 - Ominide - 14 Punti
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come mappa ho scelto la ricerca della felicità...sto scrivendo come discutere all'orale x ogni materia...arrivata a wordswoth dopo aver scritto un introduzione...non so lui come manifesta la felicità o meglio cosa pensa della felicità. ????????????
Sara♥96
Sara♥96 - VIP - 5052 Punti
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Wordsworth si dimostra essere estremamente importante, in quanto con lui ci rendiamo conto di quanto fosse predominante l’idea aristotelica di felicità fino a che Bentham contribuì a modificare il modo in cui molti sentono e percepiscono la parola inglese "happiness", felicità. La forza oscurante della semplificazione operata da Bentham è risultata essere così potente che la domanda a cui Wordsworth riteneva di dover trovare risposta, e alla quale dedica ben 85 versi, ‘cosa sia effettivamente la felicità‘ appare ben presto agli occhi dei filosofi seguaci di Bentham come una domanda la cui risposta è talmente ovvia da non meritare di essere posta seriamente. Così Henry Prichard, filosofo di inizio XX secolo, sebbene acerrimo oppositore dell’utilitarismo, fu talmente influenzato dal concetto di felicità di Bentham da postulare che ogni filosofo che parli di felicità debba identificarla con il piacere o la soddisfazione. Quando Aristotele si chiede cosa sia la felicità, sostiene Prichard, in realtà non si pone la domanda che sembra porsi, perché la risposta a quella domanda è assolutamente ovvia: la felicità è appagamento o soddisfazione. Anziché chiedersi che cosa sia la felicità, avrebbe dovuto chiedersi ‘quali siano i mezzi strumentali che producono la felicità’.2 Nietzsche, in modo analogo, ritiene che la felicità sia (senza ombra di dubbio) uno stato di piacere o appagamento ed esprime il proprio sdegno verso gli inglesi che perseguono questo obiettivo, e non altri più virtuosi, come il soffrire per un più nobile motivo o il continuo lottare... Ignaro dell'assai più ricca tradizione sulla felicità ben rappresentata dalla poesia di Wordsworth, prese l’idea di Bentham come la teoria inglese della felicità. Allo stesso modo, anche se molto più tardi, si comporta il sociologo finlandese Erik Allardt, attaccando l’idea che la felicità potesse essere lo scopo della pianificazione sociale e intitolando il suo libro ”Having, Loving, Being” (“Avere, amare, essere”), cose attive che ritiene essere più importanti della soddisfazione, considerata dai finlandesi, figli del romanticismo nordico, assolutamente non importante.3 Come Nietzsche, anche lui interpreta la "felicità" degli scienziati sociali come uno stato di piacere o soddisfazione (ha ragione per quanto riguarda gli scienziati sociali, non per quanto riguarda la "felicità";).

fonti:http://www.fabbricafilosofica.it/MA/09/04.html

guarda pure qua http://www.skuola.net/forum/inglese/rapporto-wordsworth-felicita-63880.html

:hi
dany123
dany123 - Ominide - 14 Punti
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E quale poesia di wordsworth parla proprio della felicità??? graziee gentilissima =)
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