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sarnek04
sarnek04 - Habilis - 240 Punti
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Salve a tutti :hi
Chiedo cortesemente se è possibile trovare i testi originali delle seguenti versioni:

[Latino] "Gli Svevi", da Cesare (dal libro "Laboratorio I", di Tantucci, Roncoroni, Cappelletto, Galeotto, Sada), che inizia con - Sueborum gens est longe... - e termina con - lavarentur in fluminibus.


[Greco] "La maga", Esopo (dal libro "Greco, Nuova Edizione, Esercizi I, di Scaglietti e Campanini), che inizia con - Гυνή μάγος επωδάς (...) - e termina con - αδύνατος ελέγχεται.

Grazie :dozingoff
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Gli Svevi - Cesare

Sueborum gens est longe maxima et bellicosissima Germanorum omnium. Hi centum pagos habere dicuntur, ex quibus quotannis singula milia armatorum bellandi causa ex finibus educunt. Reliqui, qui domi manserunt, se atque illos alunt; hi rursus in vicem anno post in armis sunt, illi domi remanent. Sic neque agri cultura nec ratio atque usus belli intermittitur. Sed privati ac separati agri apud eos nihil est, neque longius anno remanere uno in loco colendi causa licet. Neque multum frumento, sed maximam partem lacte atque pecore vivunt multum sunt in venationibus; quae res et cibi genere et cotidiana exercitatione et libertate vitae, quod a pueris nullo officio aut disciplina adsuefacti nihil omnino contra voluntatem faciunt, et vires alit et immani corporum magnitudine homines efficit. Atque in eam se consuetudinem adduxerunt ut locis frigidissimis neque vestitus praeter pelles habeant quicquam, quarum propter exiguitatem magna est corporis pars aperta, et laventur in fluminibus.

Gli Svevi, tra tutti i Germani, sono il popolo più numeroso ed agguerrito in assoluto. Si dice che siano formati da cento tribù: ognuna fornisce annualmente mille soldati, che vengono portati a combattere fuori dai loro territori contro i popoli vicini. Chi è rimasto a casa, provvede a mantenere sé e gli altri; l'anno seguente si avvicendano: quest'ultimi vanno a combattere, i primi rimangono in patria. Così non tralasciano né l'agricoltura, né la teoria e la pratica delle armi. E non hanno terreni privati o divisi, nessuno può rimanere più di un anno nello stesso luogo per praticare l'agricoltura. Si nutrono poco di frumento, vivono soprattutto di latte e carne ovina, praticano molto la caccia. Il tipo di alimentazione, l'esercizio quotidiano e la vita libera che conducono (fin da piccoli, infatti, non sono sottoposti ad alcun dovere o disciplina e non fanno assolutamente. nulla contro la propria volontà) accrescono le loro forze e li rendono uomini dal fisico imponente. Sono abituati a lavarsi nei fiumi e a portare come vestito, in quelle regioni freddissime, solo delle pelli che, piccole come sono, lasciano scoperta gran parte del corpo.
La maga - Esopo

Una maga faceva incantesimi e pratiche magiche contro l'ira degli Dèi, sfornandone molte e procurandosi con questa attività non piccoli guadagni. Per tale motivo alcuni, avendola querelata di introdurre innovazioni religiose, la trassero in tribunale e con le loro accuse la fecero condannare a morte. E un tizio, vedendola portare via dal tribunale, le disse: "Come mai tu, che facevi professione di stornare lo sdegno dei Numi, non sei riuscita a convincere neppure degli uomini?" Questa favola si potrebbe utilizzare per qualche zingara che, promettendo fortune straordinarie, viene riscontrata incapace di sbrigarsela nelle cose ordinarie.
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Ea quae secuta est hieme, qui fuit annus Cn. Pompeio M. Crasso consulibus, Usipetes Germani, item Tenctheri magna cum multitudine hominum flumen Rhenum transierunt non longe a mari quo Rhenus influit. Causa transeundi fuit, quod ab Suebis complures annos exagitati bello premebantur et agri cultura prohibebantur. Sueborum gens est longe maxima et bellicosissima Germanorum omnium. Hi centum pagos habere dicuntur, ex quibus quotannis singula milia armatorum bellandi causa suis ex finibus educunt. Reliqui, qui domi manserunt, se atque illos alunt. hi rursus invicem anno post in armis sunt, illi domi remanent. Sic neque agri cultura nec Ratio atque usus belli intermittitur. Sed privati ac separati agri apud eos nihil est, neque longius anno remanere uno in loco colendi causa licet. Neque multum frumento, sed maximam partem lacte atque pecore vivunt multumque sunt in venationibus. Quae res et cibi genere et cotidiana exercitatione et libertate vitae, quod a pueris nullo officio aut disciplina adsuefacti nihil omnino contra voluntatem faciunt, et vires alit et immani corporum magnitudine homines efficit. Atque in eam se consuetudinem adduxerunt, ut locis frigidissimis neque vestitus praeter pelles habeant quicquam, quarum propter exiguitatem magna est corporis pars aperta, et laventur in fluminibus.

In quell'inverno che seguì, e quello fu l'anno del consolato di Gn. Pompeo e M. Crasso, i Germani Usipeti, similmente i Tenteri con una grande massa di uomini passarono il fiume Reno non lontano dal mare, dove sfocia il Reno.La causa del transitare fu che tormentati per parecchi anni dai Suebi erano incalzati dalla guerra ed erano impediti nell'agricoltura.Il popolo dei Suebi è di gran lunga il più numeroso e più bellicoso di tutti i Germani.Si dice che questi hanno cento cantoni, da cui ogni anno dai loro territori traggono mille armati per ciascuno con lo scopo di combattere.Gli altri che son rimasti a casa, mantengono se stessi e gli altri. Questi a loro volta dopo un anno sono sotto le armi, quelli rimangono a casa. Così non viene in terrotta né il sistema dell'agricoltura né la pratica della guerra.Ma di terreno privato e separato presso di loro non c'è nulla, e non è permesso rimanere più a lungo di un anno nello stesso luogo a coltivare. Ma non vivono di frumento, ma per la massima parte di latte e bestiame e stanno molto a caccia.Questa abitudine per il genere di cibo e per l'esercitazione quotidiana e la libertà di vita, perché non assuefatti da bambini a nessun dovere o disciplina non fanno nulla contro la volontà, alimenta le forze e provoca uomini di enorme statura del corpo. E si sono abituati in questa consuetudine che in località freddissime non hanno nulla di vestiario eccetto pelli, ma a causa della scarsità di esse gran parte del corpo è scoperta, e si lavano nei fiumi.
Una maga faceva incantesimi e pratiche magiche contro l'ira degli Dèi, sfornandone molte e procurandosi con questa attività non piccoli guadagni. Per tale motivo alcuni, avendola querelata di introdurre innovazioni religiose, la trassero in tribunale e con le loro accuse la fecero condannare a morte. E un tizio, vedendola portare via dal tribunale, le disse: "Come mai tu, che facevi professione di stornare lo sdegno dei Numi, non sei riuscita a convincere neppure degli uomini?" Questa favola si potrebbe utilizzare per qualche zingara che, promettendo fortune straordinarie, viene riscontrata incapace di sbrigarsela nelle cose ordinarie.
sarnek04
sarnek04 - Habilis - 240 Punti
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Grazie mille per l'aiuto :hi
Solo una cosa... Potreste postare il link della pagina in cui avete trovato il testo in greco de "La Maga" e la rispettiva traduzione? In modo che possa verificare e confrontare, poiché spesso gli autori dei libri di testo modificano le versioni adattandole ad un determinato livello di studio.
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Prego!

Alla prossima
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