• Greco
  • versione x dmn .. AIUTOOOOOOOOOO !!

stellinahouse90
stellinahouse90 - Sapiens - 740 Punti
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Regà vi prego aiutatemiiiiiiiiiiiii .. ho 1 versione di greco x dmn .. nn so piu ke fare !!


TITOLO : Medea

INIZIO: Αφιγμενων εις την Κολχιδα των συν Ιασωνι Αργουαυτων

FINE: φασγανω δε τους εαυτης παιδας απεκτεινε

baci .. baci ..
Sasuke
Sasuke - Genius - 5778 Punti
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Volesse il cielo che la nave Argo non fosse andata volando verso la Colchide attraverso le nubi violacee dell Simplegadi, né che le mani di uomini valorosi non fossero state fornite di remi, i quali portarono insieme il vello d'oro. Infatti la mia padrona Medea non avrebbe navigato verso le torri della terra di Iolco, colpita nel cuore dall'amore per Giasone; né avendo persuaso le figlie di Pelia ad uccidere il padre, abiterebbe questa terra corinzia col marito ed i figli, cercando di rendersi gradita nell'esilio ai cittadini, la cui terra la accolse ed ella stessa essendo d'accordo in tutto con Giasone; ed è buona cosa quando una donna va d'accordo col marito.
Ora invece tutte le cose ci vanno male e tutte le cose a noi care vanno in malora. Infatti Giasone tradendo i propri figli e la mia padrona, giace in nozze regali avendo sposato la figlia di Creonte, che è il sovrano della regione; Medea l'infelice essendo stata disonorata. Grida invocando i giuramenti e chiama il giuramento più forte di tutti, quello sulla propria mano destra e chiama a testimoni gli dei, perché vedano come sia stata oltraggiata da Giasone. E giace senza mangiare sottoponendo il corpo a dolori, consumandosi con le lacrime per tutto il tempo, poiché si accorse di essere stata oltraggiata dal marito, né sollevando lo sguardo nè alzando il vlto da terra; ed ella quando viene consigliata dagli amici ascolta come fosse una pietra o un'onda marina; se non che qualche volta piegando il collo completamente bianco tra sé e sé lamenta, piange il padre caro e la terra e le case, tradendo le quali giunse insieme al marito, che ora l'ha offesa nell'onore. E infelice conobbe sotto la sventura quanto fosse importante il non essere lontano dalla terra paterna. Ed odia i figli e non si rallegra nel vederli.


Medea: Donne di Corinto, sono uscita da casa perché non mi rimproveriate di qualcosa; so infatti che molti uomini sono superbi, sia (lontani) dagli occhi sia (visibili) all'esterno; altri invece per il passo tranquillo si procurano cattiva fama e noncuranza. La giustizia infatti non è negli occhi dei mortali, se chiunque, prima di aver conosciuto chiaramente il cuore di un uomo, lo guarda con odio, senza aver avuto alcun torto. Bisogna che un ospite si adegui molto a una città: né approvo un cittadino che, essendo orgoglioso, è aspro con i concittadini per stoltezza. Essendomi accaduto questo evento inatteso mi ha distrutto l'anima; me ne vado e avendo lasciato (ogni) gioia di vita desidero morire, amiche. Infatti il mio sposo, in cui per me era tutto, lo so bene, è risultato il peggiore degli uomini. Fra tutti quanti sono animati e hanno un'intelligenza noi donne siamo la specie più sventurata; (le quali) per prima cosa dobbiamo comprare un marito a caro prezzo e prenderci un padrone del (nostro) corpo; questo male è ancora più grande dell'(altro) male. E in questo c'è un rischio grandissimo: prendere (un marito) cattivo o uno buono. Infatti non ci sono separazioni onorevoli per (noi) donne, né è possibile ripudiare lo sposo. Giunta tra costumi e leggi nuove la donna deve essere un'indovina (per sapere), non sapendolo da casa, con quale compagno dovrà trattare al meglio.
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