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  • Versione "Un grande generale" PLEASE PER DOMANI

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Marcomix
Marcomix - Erectus - 50 Punti
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Ciao ragazzi è la prima volta che posto qua.. speriamo che riuscirete a darmi una mano... Io purtroppo ho solo un titolo di una versione e non so ne l'autore e nessuna parola per trovarla.. So solo che si intitola Un Grande Generale.. Se riuscite a trovarmi almeno l'autore mi fareste un grande favore... poi certo.. se avete anche la traduzione :lol è il massimo! Ciao ciao e grazie ancora!! :hi
marco s
marco s - Genius - 39930 Punti
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latino o greco?
Marcomix
Marcomix - Erectus - 50 Punti
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latino
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Potrebbe essere questo testo, preso da:
Cicerone, Orationes, De Imperio Cn Pompei Pro Lege Manilia, 28-29-30-31

Pompeo, un grande generale

Ego enim sic existimo, in summo imperatore quattuor has res inesse oportere, scientiam rei militaris, virtutem, auctoritatem, felicitatem. Quis igitur hoc homine scientior umquam aut fuit aut esse debuit? qui e ludo atque e pueritiae disciplinis bello maximo atque acerrimis hostibus ad patris exercitum atque in militiae disciplinam profectus est; qui extrema pueritia miles in exercitu fuit simmi imperatoris, ineunte adulescentia maximi ipse exercitus imperator; qui saepius cum hoste conflixit quam quisquam cum inimice concertavit, plura bello gessit quam ceteri legerunt, plures provincias confecit quam alii concupiverunt; cuius adulescentia ad scientiam rei militaris non alienis praeceptis sed suis imperiis, non offensionibus belli sed victoriis, non stipendiis sed triumphis est erudita. Quod denique genus esse belli potest, in quo illum non exercuerit fortuna rei publicae? Civile, Africanum, Transalpinum, Hispaniense [mixtum ex civitatibus atque ex bellicosissimis nationibus], servile, navale bellum, varia et diversa genera et bellorum et hostium, non solum gesta ab hoc uno, sed etiam confecta, nullam rem esse declarant in usu positam militari, quae huius viri scientiam fugere possit.
Iam vero virtuti Cn. Pompei quae potest oratio par inveniri? Quid est quod quisquam aut illo dignum aut vobis novum aut cuiquam inauditum possit adferre? Neque enim illae sunt solae virtutes imperatoriae, quae volgo existimantur, -- labor in negotiis, fortitudo in periculis, industria in agendo, celeritas in conficiendo, consilium in providiendo: quae tanta sunt in hoc uno, quanta in omnibus reliquis imperatoribus, quos aut vidimus aut audivimus, non fuerunt.
Testis est Italia, quam ille ipse victor L. Sulla huius virtute et subsidio confessus est liberata. Testis est Sicilia, quam multis undique cinctam periculis non terrore belli, sed consili celeritate explicavit. Testis est Africa, quae, magnis oppressa hostium copiis, eorum ipsorum sanguine redundavit. Testis est Gallia, per quam legionibus nostris iter in Hispaniam Gallorum internecione patefactum est. Testis est Hispania, quae saepissime plurimos hostis ab hoc superatos prostratosque conspexit. Testis est iterum et saepius Italia, quae cum servili bello taetro periculosoque premeretur, ab hoc auxilium absente expetivit: quod bellum exspectatione eius attentuatum atque imminutum est, adventu sublatum ac sepultum.
Testes nunc vero iam omnes orae atque omnes exterae gentes ac nationes, denique maria omnia cum universa, tum in singulis oris omnes sinus at portus. Quis enim toto mari locus per hos annos aut tam firmum habuit praesidium ut tutus esset, aut tam fuit abditus ut lateret? Quis navigavit qui non se aut mortis aut servitutis periculo committeret, cum aut hieme aut referto praedonum mari navigaret? Hoc tantum belum, tam turpe, tam vetus, tam late divisum atque dispersum, quis umquam arbitraretur aut ab omnibus vimperatoribus uno anno aut omnibus annis ab uno imperatore confici posse?

Io ritengo, infatti, che in un grandissimo generale debbano sussistere le seguenti quattro qualità: conoscenza dell'arte bellica, valore, prestigio, fortuna. Chi dunque più di Pompeo possedette o avrebbe potuto possedere la conoscenza dell'arte militare? Egli che dalla scuola e dagli studi della fanciullezza passò nell'esercito del padre, sotto la disciplina militare, in una guerra durissima e contro nemici ferocissimi; egli che alla fine della fanciullezza militò nell'armata di un grandissimo generale, ed all'inizio dell'adolescenza guidò di persona un'imponente armata; che combatté più battaglie con i nemici di quanti conflitti privati abbia avuto ogni altro uomo, che combatté guerre più di quante gli altri ne abbiano lette, che creò più province di quante gli altri ne abbiano desiderate, che passò la giovinezza ad istruirsi nell'arte militare non per mezzo degli insegnamenti altrui, ma in virtù del comando da lui stesso esercitato, non per mezzo delle sconfitte ma delle vittorie, non per mezzo del servizio militare ma dei trionfi. Quale tipo di conflitto armato, infine, esiste in cui non lo abbiano messo alla prova i casi dello Stato? La guerra civile, d'Africa, Transalpina, di Spagna [in cui i cittadini erano confusi con popoli assai bellicosi], servile, navale, i più diversi tipi di nemici e di guerre, non solamente iniziate ma anche condotte a termine da lui solo, attestano che non esiste problema militare che sfugga alla conoscenza di questo uomo.
Ed inoltre quale discorso potrebbe esser adeguato al valore di Gneo Pompeo? Che cosa si potrebbe dire che sia degno di lui o nuovo per voi o ignoto a qualunque altra persona? Esistono altre virtù, per un generale, oltre a quelle che tutti riconoscono: l'applicazione negli affari, la saldezza nei pericoli, la laboriosità nelle imprese, la rapidità nelle azioni, la saggezza nelle decisioni; in lui solo esse si trovano in numero tale, quale mai ebbero gli altri generali che abbiamo conosciuto o di cui abbiamo sentito parlare.
Lo dimostra l'Italia, che lo stesso Lucio Sulla, vincitore, riconobbe come liberata per mezzo del valore e dell'aiuto di Pompeo; lo dimostra la Sicilia che, circondata da ogni parte dai pericoli, fu liberata non con il terrore della guerra, ma con la prontezza delle sue decisioni; lo dimostra l'Africa che, oppressa da ingenti schiere nemiche, fu inondata dal loro stesso sangue; lo dimostra la Gallia, attraverso la quale i nostri si aprirono la via verso la Spagna, compiendo un massacro di Galli; lo dimostra la Spagna, che vide assai di frequente numerosissimi nemici da lui sconfitti ed annientati; lo dimostra più e più volte l'Italia, che, oppressa dalla orribile e pericolosa guerra servile, richiese 1'aiuto di Pompeo, allora assente; questa guerra andò spegnendosi e perdendo vigore alla sola attesa di Pompeo, e fu definitivamente soffocata al suo arrivo.
Lo dimostrano ormai tutte le regioni e le terre ed i popoli e le nazioni, tutti i mari infine, sia nel loro insieme così come in ciascuno di essi tutte le insenature ed i porti. Ed infatti, quale luogo nell'intero mare ebbe, durante questi anni, una difesa tanto salda da poter essere sicuro, o fu tanto nascosto da poter sfuggire ai pericoli? Quale navigante non era esposto alla morte o al rischio della schiavitù, dovendo navigare d'inverno o in un mare brulicante di pirati? Questa guerra così dura, così vergognosa, così antica, così estesa e diffusa in tanti luoghi, chi avrebbe mai creduto possibile che fosse condotta a termine da tutti i nostri generali in un solo anno o da un unico generale in tutta la sua vita?

Guarda tu quel che ti può servire ;)!
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