robystylosa
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sn disperata!mi aiutate ocn la versione CAdmo fonda Tebe di Apollodoro !perfavore sn disperatiissimissimissimissima grazie perfavore....
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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robystylosa
robystylosa - Habilis - 160 Punti
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in greco è!allora kadmos uoios agenoros.............kai ten boun atena tuei!perfavore...
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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è greco...mi dispiace ma nn trovo nnt.
robystylosa
robystylosa - Habilis - 160 Punti
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uffiiiiiiiii cm faccIo?vabbè grazie lo stesso,,,,,
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Tutto comincia con le nozze di Cadmo (il fondatore e primo re di Tebe) e Armonia, i quali generano cinque figli, fra cui Polidoro e Agave. Polidoro sposa Nitteide e dalla loro unione nasce Labdaco (lo zoppo), che è il padre di Laio e il nonno di Edipo. Agave invece prende Echione per marito e genera Penteo di cui Meneceo, cioè il padre di Giocasta e Creonte, è nipote. Dopo la morte di Penteo, ucciso e fatto a pezzi proprio dalla madre Agave, il contrastatissimo trono di Tebe passa per un breve periodo a Polidoro e da questi a Labdaco. Quando Labdaco muore il titolo dovrebbe passare a Laio, ma poiché questo ha solamente un anno e non può difendere il suo diritto legittimo, viene mandato in esilio per diciotto lunghi anni. Si rifugia a Corinto, dove regna Pelope, e là si innamora di uno dei suoi figli, Crisippo, il quale si uccide per la vergogna. È questo il motivo per cui Pelope lancia la sua terribile maledizione sulla stirpe di Laio. Pelope, che era figlio di Tantalo, aveva avuto a sua volta una brutta disavventura proprio col padre che lo aveva fatto in pezzi per darlo in cibo agli déi. Proprio per questo non futile motivo Tantalo era stato punito con il famoso supplizio che porta il suo nome. Pelope, in seguito, era stato generosamente ricomposto e riportato in vita dagli déi; chirurghi davvero eccezionali se si pensa che in seguito, oltre allo sfortunato Crisippo, ebbe vari figli infelici, fra cui Atreo e Tieste. Atreo pensò bene di proseguire nella tradizione familiare e prolungò la catena di violenza e cannibalismo offrendo per vendetta a Tieste (il quale, per non essere da meno, aveva intanto commesso adulterio con sua moglie sottraendogli con l’inganno il trono) i suoi figli in pasto. Tieste non gradì lo scherzo e a sua volta lanciò una maledizione sugli Atridi. Questa interminabile catena si placa soltanto con il matricidio di Clitennestra per mano di Oreste, nipote di Atreo. Oreste vendicava così l’omicidio del padre, Agamennone, compiuto da Egisto, che, tanto per cambiare, era stato a sua volta generato da un rapporto incestuoso fra Tieste e una figlia. Lo stesso Agamennone, del resto, aveva consentito al sacrificio della figlia Ifigenia per ottenere in cambio dagli déi il vento propizio a salpare per Troia.



Mentre ella se ne sta con alcune amiche sulla spiaggia di Sidone, viene accerchiata da una mandria di tori. Uno è candido e per nulla minaccioso. Europa gli sale in groppa. Ma a questo punto Zeus-toro prende senz'indugio la via del mare e scompare tra le onde. Da questo fatto inizia il peregrinare di Cadmo: il padre Agenore, infatti, ingiunge a lui e ai suoi fratelli di ritrovare la loro sorella Europa e di non tornare senza di lei. Nel frattempo Zeus - che non è ancora "Signore" tra gli dei - cade vittima del mostro Tifeo il quale, approfittando del fatto che Zeus aveva deposto le sue folgori per dedicarsi al corteggiamento di una fanciulla, gliele ruba sottraendogli pure i suoi nervi ed ora lo tiene prigioniero nella sua grotta. Cadmo, spinto dalla sua ansia di ricerca ,si trova a passare proprio davanti alla grotta in cui Zeus giace semicosciente. Raccoglie immediatamente la sfida che Tifeo gli lancia e, grazie all'astuzia e al potere incantatore del suo zufolo, riesce a liberare il dio che, in cambio, gli promette in moglie una bellissima fanciulla frutto della congiunzione tra nientemenoche Ares, dio della guerra, e Afrodite, dea dell'amore. Dunque egli sarebbe stato "compagno diletto" di Armonia e salvatore dell'armonia del cosmo.
Il mito di Cadmo rappresenta una nuova fase della mitologia greca, in quanto segna il passaggio dal culto degli dei al culto degli eroi e, dunque, alla narrazione delle loro gesta.
Cadmo è un uomo dotato di una risorsa particolare che lo eleva ad eroe: quella stessa forza che lo rese "necessario" anche a Zeus, nel momento della sua maggiore inermità. Di lui sappiamo che "non possedeva armi se non invisibili artifici della mente". Ed è proprio l'astuzia, insieme all'arte, a farlo vincere sulla forza bruta del mostro.
Da Apollo ricevette in dono la capacità di trarre dal suo zufolo "la musica giusta", quella che sapeva trasformare il suono in "armonia". Inoltre, nel suo giovanile vagabondare col padre, ha ricevuto da sacerdoti egizi "spremuto nella sua bocca il latte, ineffabile dei libri".
Cadmo quindi, pur essendo un eroe mitologico, ha nel suo destino il superamento del mito grazie al dono di una nuova "parola". Se con Cadmo infatti si chiude un ciclo mitologico in cui l'attenzione era centrata sugli dei, eccessivamente attratti e incuriositi dalle vicende umane, sulle divinità contaminate dalle passioni e dai vizi degli uomini, con Cadmo, ancora, si apre una nuova fase in cui al centro sono gli uomini, visti come eroi in quanto caratterizzati da attitudini divine che li portano ad elevarsi verso l'alto. Con Cadmo dunque "il divino si trasferì nell'umano e l'umano fu elevato fino alla divinità, - scrive Kerenyi - e così sorse il mito dell'eroe". Dalla sua stirpe nascerà Dioniso, l'uomo-dio che porta in sè la contraddizione tipica di questa nuova umanità.
E' sempre il femminile (sia se si tiene conto degli aspetti della sua personalità e sia perché ci sono sempre donne con lui) che accompagna Cadmo fin dall'inizio del suo peregrinare e che lo mette in contatto col divino. Cadmo è uno straniero, uno sradicato e non possiede null'altro se non i doni di cui s'è detto in precedenza. Per questo, quando egli arriva sulla coste di Samotracia alla ricerca adesso della fanciulla promessagli da Zeus, Armonia non ne vuole sapere di quell'uomo "senza fuoco nè luogo"(o come si direbbe oggi, senz'arte nè parte). Armonia però resta molto colpita da quanto le dice l'amica Peisinoe a riguardo di Cadmo e "improvvisamente capì il mito, capì che il mito è il precedente di ogni gesto, la fodera invisibile che lo accompagna". Andando incontro al suo destino, Armonia accoglie la possibilità di vivere il mito. Vince la paura dell'ignoto, supera l'amore grande per la sua terra e parte.
Va con Cadmo alla ricerca della di lui sorella Europa. Ma l'oracolo di Delfi invita Cadmo a desistere dalle ricerche, a fermarsi per fondare una nuova città. E così Cadmo si ferma e fonda Tebe.
Cadmo e Armonia celebrano quindi a Tebe le loro nozze con una grande partecipazione di dei. Tutti scendono dall'Olimpo a rendere omaggio ed è questo il massimo avvicinamento tra dei e uomini, ma anche l'ultima occasione di tanta vicinanza. Le loro nozze sono le prime nella storia e serviranno da esempio per il genere umano a significare ciò che nel nome di lei è racchiuso. Armonia è colei che riunisce, è il simbolo della conciliazione degli opposti. Il carro nuziale infatti era trainato da una coppia di animali straordinari, una lince ed un leone, che non si sopportano facilmente a vicenda.
Cadmo e Armonia avranno quattro figlie e una di esse, Semele, genererà Dioniso che sarà causa di grandi tragedie in Tebe. Il suo culto infatti non viene universalmente accettato ma solo dalle donne, dal vecchio Cadmo e dal saggio Tiresia come ci racconta Euripide nelle Baccanti. Penteo, che regna su Tebe dopo Cadmo, rifiuta decisamente di piegarsi al culto del nuovo dio e anzi fa di tutto per ostacolarne la diffusione. Penteo è un altro nipote di Cadmo, cugino quindi di Dioniso.
Dioniso è "colui che è come vuole essere"; Penteo "è colui che crede che avere regno al mondo è avere potere". Cadmo e Armonia scelgono Dioniso ed è forse anche per questo che continueranno a peregrinare fino alla fine. La logica e la tendenza dominanti si indirizzano sicuramente su Penteo cioè sul potere e le false sicurezze. Ma Penteo finisce dilaniato dalla madre Agave della quale Dioniso s'è impossessato impedendole così di riconoscere persino il proprio figlio.
Penteo non accoglie mai in sè il femminile - quindi l'inconscio - che è invece ciò che ha avvicinato Cadmo al divino. Egli rimane legato al potere, alla forza e non integra in sè alcun aspetto del femminile. Ciò lo condanna a rimanerne vittima.
La rovina s'è quindi abbattuta su Tebe perché "quando Dioniso è vicino è vicina anche la tragedia". La scena finale ci mostra Cadmo e Armonia che, vecchi, se ne ripartono verso le terre d'Illiria su un carro trainato da giovenche.
Un tempo Cadmo fondò Tebe conquistando un terreno sul quale nessuno prima di lui era nato. Lo dovette fare abbattendo un serpente - simbolo di una forma di conoscenza precedente che era a guardia del territorio, con un enorme masso.
"Era come se egli vivesse al principio del mondo, nella solitudine primordiale. Doveva compiere l'azione tutta da solo".
Il mito narra che Cadmo e Armonia, prima di morire, acquistarono foggia di serpente: "così essi troneggiano tra i morti". Cadmo aveva salvato Zeus, ma questo non l'aveva salvato dalla precarietà. Era partito per cercare sua sorella Europa, aveva conquistato la fanciulla Armonia. Di Europa un viaggiatore gli aveva detto che era diventata sovrana di Creta. Armonia era al suo fianco, vecchio serpente. Si sentiva come quando era sbarcato a Samotracia: uomo senza doni, perché tutto quello che possedeva stava su un carro. Ma il suo dono era impalpabile.
E' la "parola" come prodotto della mente, il "pensiero" dunque, l'eredità che Cadmo lascia ai greci in forma di alfabeto, ciò che consente all'uomo di varcare una soglia che lo libera per sempre dalla presenza invadente degli "dei". Col pensiero l'uomo è restituito alla capacità di incontrarsi con il sacro "nel silenzio della mente".



è qst?
robystylosa
robystylosa - Habilis - 160 Punti
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no comunque grazie mille mi servirà!grazie...
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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se scrivi i riferimenti (capitolo , versi) forse si trova...
robystylosa
robystylosa - Habilis - 160 Punti
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il fatto è che sul mio libro di testo (le ragioni del greco ) porta solo scritto apollodoro....uffi sn disperatissima al maxximo!VI PREGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
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paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74898 Punti
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Ecco quà, te l'ho messa pure nel tuo pm, tu hai il mio stesso libro "le ragioni del greco" quindi dovrebbe essere qsta. E' traduzione letterale, fedele al testo e corretta dalla mia prof, nn poteva andarti meglio ;).

( inizio: Καδμος υιος Αγενορως...), Cadmo figlio di Agenore era il re dei Fenici. Apollo gli ordinò di edificare una città in Beozia. Cadmo camminò dunque attraverso la Focide e là si imbattè in una mucca bianca e secondo l'oracolo la seguì. Edificò dunque, dove la mucca si adagiò, una città di nome Tebe, e dopo volendo fare un sacrificio ad Atena, esortò i compagni a portare l'acqua della fonte. Ma il drago, custode della fonte, scacciò lui e i compagni, allora Cadmo uccise il drago e sacrificò la mucca ad Atena (fine: ...και η βους Αθηνα τυει)

Ok qsto si può chiudere.
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