capitolino
capitolino - Sapiens - 348 Punti
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ciao ragazzi pioke' nn ho trovato qst versioni kiedo a voi di darmi una mano le versioni sono reperibili su libro URBIS ET ORIBIS e sono:

Un vecchio di mente acuta (eutropio)
Cimbri e teutoni sterminati da mario (velleio patercolo)
Un capitano e la sua bambina (eutropio)


Vittorie di gneo pompeo (eutropio)
Camillo,secondo fondatore di roma (cicerone)
Guerrafra mario e silla(eutropio)


AIUTATEMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII grazie

by Capitolino
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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capitolino scrivi le prime e ultime parole delle vers;)!
pukketta
pukketta - Mito - 72506 Punti
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...scrivi i testi!
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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pukketta : ...scrivi i testi!

:yes Se scrivi i testi troviamo la vers;)!
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Sì infatti...altrimenti è un suicidio trovarle così...:lol
capitolino
capitolino - Sapiens - 348 Punti
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ok adesso provvedero'
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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OK;)!
capitolino
capitolino - Sapiens - 348 Punti
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cimbri e teutoni....lisdem annis,quibus(inizio)---(fine)centum milia hominum
un vecchio di mente acuta....quattuor robusots filios----animo numquam erit
un grande capitano... ego exempla ominum nota----est putare eos non esse


camillo,secondo fondatore.... Post viginti deinde annos----quasi et ipse patriae conditor
Vittorie di gneo pompeo..... existimo in summo imperatore-----media aestate confecit
guerra fra mario e silla.....Dum Sulla in Achaia-----ut secundus a sulla haberetur
paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74901 Punti
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Vedi 1 pò, l'inizio coincide, ma la fine no. spero che almeno il testo sia quello tuo. E' tutto ciò che sono riuscito a trovare...

Camillo secondo fondatore:

Post viginti deinde annos Veientani rebellaverunt. Dictator contra ipsos missus est Furius Camillus, qui primum eos vicit acie, mox etiam civitatem diu obsidens cepit, antiquissimam Italiaeque ditissimam. Post eam cepit et Faliscos, non minus nobilem civitatem. Sed commota est ei invidia, quasi praedam male divisisset, damnatusque ob eam causam et expulsus civitate. Statim Galli Senones ad urbem venerunt et victos Romanos undecimo miliario a Roma apud flumen Alliam secuti etiam urbem occupaverunt. Neque defendi quicquam nisi Capitolium potuit; quod cum diu obsedissent et iam Romani fame laborarent, accepto auro ne Capitolium obsiderent, recesserunt. Sed a Camillo, qui in vicina civitate exulabat, Gallis superventum est gravissimeque victi sunt. Postea tamen etiam secutus eos Camillus ita cecidit, ut et aurum, quod his datum fuerat, et omnia, quae ceperant, militaria signa revocaret.

Poi dopo vent'anni gli abitanti di Veio si ribellarono. Proprio contro loro fu mandato in carica di dittatore Furio Camillo, che in un primo momento li sconfisse nel campo di battaglia, ben presto prese anche la città, la più antica e la più ricca d'Italia con un lungo assedio. Dopo di essa conquistò anche i Falisci, popolazione non meno nobile, ma contro di lui fu destato odio come se avesse diviso male il bottino e per quella ragione fu condannato ed espulso dalla città. Improvvisamente vennero i Galli Senoni a Roma e, inseguiti i Romani vinti a undici miglia da Roma presso Alia, occuparono anche la città. E non si potè difendere alcuna parte della città se non il Campidoglio e, avendo a lungo assediatolo, essendo i Romani travagliati dalla fame, ricevuto l'oro perché non assediassero il Campidoglio, se ne andarono. Ma Camillo ,che viveva in esilio nella città vicina, piombò sui Galli ed essi furono gravemente sconfitti. E poi tuttavia Camillo, dopo averli anche inseguiti, li massacrò così da fare restituire sia l'oro che era stato dato due volte sia tutte le insegne militari che avevano conquistato
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Quattuor robustos filios, quinque filias, tantam domum, tantas clientelas Appius regebat et caecus et senex, intentum enim animum tamquam arcum habebat nec languescens succumbebat senectuti; tenebat non modo auctoritatem, sed etiam imperium in suos: metuebant servi, verebantur liberi, carum omnes habebant; vigebat in illa domo mos patrius et disciplina. Ita enim senectus honesta est, si se ipsa defendit, si ius suum retinet, si nemini emancipata est, si usque ad ultimum spiritum dominatur in suos. Ut enim adulescentem in quo est senile aliquid, sic senem in quo est aliquid adulescentis probo; quod qui sequitur, corpore senex esse poterit, animo numquam erit.

Appio, sia cieco sia vecchio, dirigeva quattro figli vigorosi, cinque figlie, una casa tanto grande, una clientela così numerosa, aveva infatti un animo teso tanto quanto un arco e non si rassegnava alla vecchiaia arrendendosi; nei confronti dei suoi parenti non conservava soltanto l'autorità ma anche il comando; i servi ne avevano paura, i figli lo rispettavano, tutti lo avevano caro; in quella casa vigeva la tradizione dei padri e la disciplina. In tal modo la vecchiaia è rispettata se difende se stessa, se mantiene la propria autorità, se non è subordinata a nessuno, se comanda i suoi sino all'ultimo respiro. Come infatti approvo un giovane nel quale vi è qualcosa di senile, così approvo un vecchio in cui c'è qualche cosa di giovanile; che segue questa indicazione potrà essere vecchio nel corpo, (ma) non lo sarà mai nello spirito.
Atque ego exempla ominum nota proferam. L. Paulus consul iterum, cum ei bellum ut cum rege Perse gereret obtigisset, ut ea ipsa die domum ad vesperum rediit, filiolam suam Tertiam, quae tum erat admodum parva, osculans animadvertit tristiculam. "Quid est," inquit, "mea Tertia? quid tristis es?" "Mi pater," inquit, "Persa periit." Tum ille artius puellam complexus: 'Accipio," inquit, "mea filia, omen. Erat autem mortuus catellus eo nomine, 104 L. Flaccum, flaminem Martialem, ego audivi, cum diceret Caeciliam Metelli, cum vellet sororis suae filiam in matrimonium conlocare, exisse in quoddam sacellum ominis capiendi causa, quod fieri more veterum solebat. Cum virgo staret et Caecilia in sella sederet, neque diu ulla vox exstitisset, puellam defatigatam petisse a matertera, ut sibi concederet paulisper ut in eius sella requiesceret; illam autem dixisse: "Vero, mea puella, tibi concedo meas sedes." Quod omen res consecuta est; ipsa enim brevi mortua est, virgo autem nupsit, cui Caecilia nupta fuerat. Haec posse contemni vel etiam rideri praeclare intellego, sed id ipsum est deos non putare, quae ab iis significantur contemnere.

Ed io ti rammenterò ben noti esempi di òmina. Lucio Paolo, console per la seconda volta, essendogli toccato l'incarico di condurre la guerra contro il re Perse, quando in quello stesso giorno, sull'imbrunire, ritornò a casa, nel dare un bacio alla sua bambina Terzia, ancora molto piccola a quel tempo, si accorse che era un po' triste. "Che è successo, Terzia?" le chiese; "perché sei triste?." E lei: "Babbo," disse, "è morto Persa." Egli allora, abbracciandola forte, disse: "Accetto il presagio, figlia mia." Era morto un cagnolino che si chiamava così.
104 Ho udito raccontare io stesso da Lucio Flacco, flàmine marziale, che Cecilia, moglie di Metello, volendo far sposare la figlia di sua sorella, si recò in un tempietto per ricevere un presagio, secondo l'uso degli antichi. La nipote stava in piedi, Cecilia era seduta; per molto tempo non si sentì nessuna voce; allora la ragazza, stanca, chiese alla zia che le permettesse di riposarsi un poco sulla sua sedia. E Cecilia: "Certo, bambina mia, ti lascio il mio posto." E il detto si avverò: Cecilia morì poco dopo, e la ragazza sposò colui che era stato il marito di Cecilia. Lo capisco fin troppo bene: queste cose si possono disprezzare o si può anche riderne; ma disprezzare i segni inviati dagli dèi e negare la loro esistenza, è tutt'uno.

Le altre le posto più tardi...
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Vittorie di gneo pompeo

Questa versione sicuramente è riadattata dal testo originale e accorciata. In questo link, a partire dal paragrafo 28 fino al 35, trovi latino intero: da quei paragrafi potresti trovare delle frasi presenti nella tua versione!

http://www.splash.it/latino/?path=/cicerone/orationes/de_imperio_cn_pompei_-_pro_lege_manilia
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