• Greco
  • per favore mi aiutate con questa traduzione è mooolto impo.. dav

dancer
dancer - Habilis - 172 Punti
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cum post Actiacam victoriam Augustus Romae amplissimum ageret triumphum, inter gratulantes quidam corvum tenens ei occurrit, quem docuerat dicere: "ave, Caesar, victor imperator!" Octavianus cuius intererat animos civium sibi conciliare, admiratus est officiosum volucrem eumque viginti milibus nummorum emit. paulo in via progressus, eodem modo a psittaco salutatus est, quem tantidem emi iussit. tantae liberalitatis exemplum sutorem sollicitavit, qui et ipse corvum eandem salutationem docere coepit. vi prego riuscite a tradurmi la versione che inizia con le frasi che vi ho riportato sopra... il suo titolo è " un corvo spiritoso" da Macrobio,Saturnalia :thx:thx grazieeeeeeeeeeeeeeeee.. vi adoro.. è davvero troppo impo!!1
se_rena
se_rena - Genius - 2188 Punti
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Cum post Actiacam pugnam Augustus Romae amplissimum ageret triumphum, ei occurrit quidam corvum manu tenens, quem docuerat hanc salutationem, adulationis plenam, dicere:- Ave Caesar,victor,imperator-. Octavianus, cuius intererat animos civium sibi conciliare,admiratus est officiosam avem et eam viginti nummorum milibus emi iussit.Cum paulo in via processisset, eodem modo a psittaco,salutatus est,quem tantidem emit.Tantae liberalitatis exemplum sutorem pauperem sollicitavit,qui corvum suum instituere coepit ad eandem salutationem.
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Mentre Ottaviano Augusto, dopo la battaglia di Azio, stava celebrando a Roma un grandioso trionfo, gli si fece incontro un tale , con in mano un corvo, a cui aveva insegnato questo saluto pieno di adulazione: "Ave, imperatore, vittorioso". Ottaviano - a cui interessava conciliarsi le gli animi dei cittadini - fece acquistare il servizievole pennuto ad una somma di 20mila sesterzi.Dopo aver camminato per un poco sulla strada, venne salutato nello stesso modo da un pappagallo che comprò allo stesso prezzo.



Cum post Actiacam pugnam Augustus Romae amplissimum ageret triumphm, ei occurrit quidam corvum manu tenens, quem docuerat hanc salutationem, adulationis plenam, dicere. “Ave Caesar, victor, imperator!” Octavianus, cuius intererat animos civium sibi conciliare, admiratus est officiosam avem et eam viginti nummorum milibus emi iussit. Cum paulo in via processisset, eodem modo a psittaco salutatus est quem tantidem emit. Tantae liberalitatis exemplum sutorem pauperem sollicitavit, qui corvum suum instituere coepit ad eandem salutationem. Sed cum avis non responderet, labore et impendio exhaustus, dominus dicere solebat: “Opera et impensa periit”. Aliquando tamen, cum corvus coepisset dictatam salutationem dicere, Augustum in via exspectavit sutor, plenus bonae spei. Sed, cum audisset corvi verba, imperator, talis slutationis incuriosus, respondit: “Satis talium salutatorum domi habeo”. Tunc corvus, recordatus verborum quibus dominus queri solebat, clara voce addidit: “Opera et impensa periit”. Tantum salis admiratus, Caesar risit emique avem iussit tanti quanti nullam aliam adhuc emerat. Pecunia igitur non sutoris laborum praemium fuit, sed fortuitarum facetiarum, quas dominus imprudens avem suam docuerat.
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Quando augusto aveva portato a termine il più importante trionfo di Roma dopo la battaglia di Azio, si presentò dal lui un tizio che teneva un corvo sulla mano, il quale aveva insegnato a questo a dire il saluto, pieno di adulazione: “Salve Cesare, vincitore, imperatore!”. Ottaviano, che si interessava di riconciliare a sè gli animi dei cittadini, fu meravigliato dal cortese saluto e comandò di comprarlo per 20mila denari. Quando uscì un po’ per la strada, fu salutato nello stesso modo da un pappagallo e lo comprò per la medesima somma. La maniera di tenta liberalità agitò un popolo calzolaio, che cominciò ad addestrare il suo corvo allo stesso saluto. Ma, poichè l’uccello non rispondeva, esausto dal lavoro e dalla spesa, il padrone era solito dire: “L’attività e il sacrificio sono sprecati”. Un giorno tuttavia, mentre il corvo cominciava a dire il dettato saluto, il calzolaio aspettò Augusto per la strad, pieno di buona speranza. Ma, dopo aver sentito le parole del corvo, l’imperatore, indifferente di tale saluto, rispose: “Mi accontento dei saluti come (quelli) di casa”. Allora il corvo, ricordatosi delle parole che soleva dire il padrone, aggiunse con voce chiara: “L’attività e il sacrificio sono sprecati”. Ammirato da tanto spirito, il Cesare rise e ordinò di comprare l’uccello a tanti denari per quanti nessun altro fino a quel momento aveva comprat. Quindi il denaro non fu il premio del lavoro del calzolaio, ma del casuale umorismo che senza pensarci il padrone aveva insegnato al suo uccello.

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dancer
dancer - Habilis - 172 Punti
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grazie mille!!! non sai quanto mi hai aiutato k x dom ho una montagna di roba da stud.. thanks very much!!!!!:bounce:occhidolci
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