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mary2as
mary2as - Erectus - 80 Punti
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Raga ieri mi sono iscritta in questo sito e ho visto ke è un sito abbastanza serio ed è proprio quello che cercavo...mi servirebbe un aiutino in latino spero ke mi darete una mano...ringrazio quella ragazza ke subito mi ha fatto avere quella versione ...GRAZIE MI SEI STATA DI GRANDE AIUTO spero ke me ne sarete ancora...
la mia prof ci ha dato varie versioni per le chiamiamole "vacanze di natale" e non riesco a trovarle su google...se sapete farle vi prego aiutatemi:

Importanza della dote per le spose romane (da Valerio Massimo)
Secundo bello Punico P. Cornelius Scipio cum filiam adultae iam aetatis haberet neque ei, sine se, dos expediri (essere procurata)posset, ex Hispania senatui scripsit petens ut patres successorem mitterent. Tunc senatus, ne res publica bono duce careret, sibi partes patris desumpsit et, costitua dote (fissata la dote), summam eius ex aerario erogavit ac puellam nuptum dedit. Dotis modus quadraginta milia aeris (quarantamila assi) fuit. Sed plerumque patrimonia adeo arta fuerunt ut Tatia, Caesonis filia, maximam dotem ad virum decem milia aeris ( diecimila assi) portaverit; et Megullia, quia cum ingenti dote mariti domum intravit, Dotatae cognomen invenerit.

Le ultime parole di un padre (senza autore)
Pater familias quidam, qui (che)iam moriturus(moritor/eris/mortuus sum/mori)erat, cum nihil aliud haberet quod filiis relinqueret, nisi vineam admodum parvam, liberos arcessivit atque ita dixit: "Ego, filii mei, e vita migraturus sum, mors iam mihi imminet nec multum tardabit. Vos profecto putatis nihil me vobis relicturum esse, quoniam semper modicam vita me egisse neque divitias cumulavisse scitis. Sed nunc inopinatam rem vobis dicam: in vinea mea divitia quaedam sunt et eas reperietis si post mortem meam diligenter quaesiveritis". Finerem facere non potuit (potè): nam mors verba eius intercidit. Tum filii, cum patrem sepelivissent, putantes thesaurum nullum invenerunt: igitur patrem se decepisse putaverunt. Sed vinea diligenter subacta(lavorata)uberrimos fructus autumno dedit. Tum filii intellexerunt patrem significavisse laborem et industriam maximas esse divitias.

Tante richieste di aiuto a Cesare (Cesare)
Helvetii iam per angustias et fines Sequanorum suas copias traduxerant et in Haeduorum fines pervenerant eorumque agros vastabant. Haedui cum se suaque ab iis defendere non possent, legatos ad Caesarem mittunt rogatum auxilium. Eodem tempore Ambarri, necessarii et consanguinei Haeduorum, Caesarem certiorem faciunt sese non facile ab oppidis vim hostium prohibere. Item Allobroges, qui(che) trans Rhodanum vicos possessionesque habebant, fuga se ad Caesarem recipiunt. Tum Caesar iter facere statuit ad flumen Arar.

L'esame di coscienza. (seneca)
Faciebat hoc quidam philosophus: cum ad nocturnam quietem se recepisset, interrogabat animum suum: "Quod hodie vitium tuum sanavisti? Cui peccato obstitisti? Qua in parte animi melior es?" Quid pulchrius est hac consuetudine? Qualis ille somnus et qui post recognitionem sui venit! Quam tranquillus, quam altus atque curis liber! Hoc quoque ego cotidie facio. Cum tenebrae noctis accedunt et uxor conticescit, moris iam meiconscia, totum diem meum inspicio ac facta dictaque mea rependo; nihil mihi ipse abscondo, nihil praetermitto: sic animum ad reddendam rationem (a un rendiconto) voco.

Dall'italiano al latino

La cicala e la formica.

D'inverno una formica viveva mangiando i grani di frumento accumulati, diligentemente e con grande impegno, d'estate. Una cicala invece, non avendo lavorato d'estate, moriva di fame (fame laborare). La cicala allora pregò (rogo) la formica di darle un po di frumento, per poter vivere. Ma la formica le disse: "Che cosa hai fatto durante l'estate, quando io faticavo, raccogliendo grani di frumento?" La cicala rispose: "Vivevo cantando sugli alberi e volando per i campi". La formica, ridendo, le disse: "Se hai cantato d'estate, adesso balla". La favoletta ci insegna a lavorare quando abbiamo tempo, per non trovarci nella povertà e nel bisogno poi.

Alessandro Magno in Scizia.
Chi non conosce le imprese di Alessandro Magno? Ecco cosa gli successe quando giunse in Scizia. Alessandro Magno era appena arrivato nel territorio degli Sciti, quando uno dei loro ambasciatori, pronunciando queste parole gli disse: "Che cosa hai tu contro di noi?Noi non siamo venuti nel tuo paese. Qual'è il tuo paese? Perchè non sei rimasto lì e invece sei venuto in Scizia? Tu sei davvero un ladro, perchè, allungando le tue mani avide sulla nostra terra, la occupi. Se sei un dio offrici qualche beneficio, se sei un uomo, rispetta gli altri uomini".
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Importanza della dote per le spose romane (da Valerio Massimo)

Secundo bello Punico P.Cornelius Scipio cum filiam adultae iam aestatis haberet neque ei,sine se,dos expediri posset, ex Hispania senatui scripsit petens ut patres successorem mitterent. Tunc senatus, ne res publica bono duce careret, sibi partes patris desumpsit et, costituta dote, summam eius ex aerario erogavit ac puellam nuptum dedit. Dotis modus quadraginta milia aeris fuit. Sed plerumque patrimonia adeo arta fuerunt ut Tatia, Caesonis filia, maximam dotem ad virum decem milia aeris portaverit; et Maguillia, quia cum ingenti dote mariti domum intravit, Dotae cognomen invenerit.


Durante la seconda guerra Punica, Publio Cornelio Scipione, poiché reputava la figlia ormai d’età adulta ma la dote non poteva essere preparata a quella, senza di lui, dalla Spagna scrisse al Senato chiedendo che i senatori mandassero un sostituto. Allora, il Senato, affinché lo Stato non fosse privo di un bravo comandante, s’incaricò del compito del padre, e stabilita la dote, prelevò la somma dal suo erario e diede in sposa la ragazza. La misura della dote fu di quarantamila denari. Ma la maggior parte dei beni ereditari fu talmente limitata che Tazia, figlia di Cesone, portò al marito la dote massima di diecimila assi; e Megullia, poiché entrò in casa del marito con un’ingente dote, ottenne il cognome di Dote.

Da qui



Tante richieste di aiuto a Cesare (Cesare)

Ne ho trovate due!!

1) L'ambasceria degli Edui per chiedere l'aiuto di Cesare.
Gli Elvezi avevan già fatto passare le loro truppe attraverso le gole ed i territori dei Sequani ed erano giunti nei territori degli Edui e devastavano i loro campi.Gli Edui non potendo difendere se stessi ed i loro beni, mandano ambasciatori da Cesare per chiedere aiuto:essi in ogni tempo avevano così meritato riguardo al popolo romano che i campi non avrebbero dovuto essere devastati quasi al cospetto del nostro esercito, i loro figli essere condotti in schiavitù, le città espugnate.Nello stesso tempo gli Ambarri, parenti e consanguinei degli Edui, informano Cesare che loro, devastati i campi, non facilmente bloccavano la violenza dei nemici dalla città. Ugualmente gli Allobrogi che avevano villaggi e possedimenti oltre il Rodano, in fuga si rifugiano da Cesare e dichiarano che essi non avevano nulla di rimanente al di fuori del suolo del terreno. Spinto da tali fatti Cesare decise di non dover aspettare, fin che, rovinate tutte le ricchezze degli alleati, gli Elvezi giungessero tra i Santoni

2)Gli Elvezi, oltrepassati con le loro truppe gli impervi territori dei Sequani, erano giunti nella regione degli Edui e ne devastavano i campi. Gli Edui, non essendo in grado di difendere se stessi, né i propri beni, inviano a Cesare un'ambasceria per chiedergli aiuto: in ogni circostanza avevano acquisito meriti presso il popolo romano, perciò non avrebbero dovuto vedere, quasi al cospetto del nostro esercito, i loro campi saccheggiati, i loro figli asserviti, le loro città espugnate. Nello stesso tempo gli Ambarri, affini per razza agli Edui, informano Cesare che i loro campi erano stati devastati e che essi difficilmente avrebbero potuto tenere lontane dalle loro città le forze nemiche. Allo stesso modo gli Allobrogi, che al di là del Rodano avevano villaggi e possedimenti, fuggono e si rifugiano da Cesare, dicendogli che nulla rimaneva loro, se non la terra dei campi. Cesare, spinto da tali notizie, decide di non dover aspettare che gli Elvezi giungano nei territori dei Santoni, dopo aver distrutto tutti i beni degli alleati di Roma



L'esame di coscienza. (seneca)

Faciebat hoc quidam philosophus: cum ad nocturnam quietem se recepisset, interrogabat animum suum: "Quod hodie vitium tuum sanavisti? Cui peccato obstitisti? Qua in parte animi melior es?" Quid pulchrius est hac consuetudine? Qualis ille somnus et qui post recognitionem sui venit! Quam tranquillus, quam altus atque curis liber! Hoc quoque ego cotidie facio. Cum tenebrae noctis accedunt et uxor conticescit, moris iam meiconscia, totum diem meum inspicio ac facta dictaque mea rependo; nihil mihi ipse abscondo, nihil praetermitto: sic animum ad reddendam rationem (a un rendiconto) voco.

Un filosofo faceva questo: finito il giorno, essendosi ritirato nella quiete notturna, interrogava il suo animo: "quale vizio tuo hai corretto oggi? a quale peccato ti sei opposto? in quale parte dell'animo tu sei migliore?" che cosa è più bello di questa abitudine? quale sonno è quello che viene dopo l'esame di se stessi! quanto tranquillo, quanto profondo e libero dalle preoccupazioni! anche io ogni giorno lo faccio. Quando vengono le tenebre della notte e la moglie tace, già consapevole del mio carattere, considero tutta la mia giornata e esamino le mie azioni e parole: io non nascondo niente a me, niente ometto; così chiamo l'animo a rendere conto

Da SuperGaara:

Ipplala ho tolto l'ultima versione che hai postato perchè è meglio non prendere niente da quel sito: comunque l'ho tradotta io.

Questa risposta è stata cambiata da SuperGaara (27-12-07 15:28, 8 anni 11 mesi 20 giorni )
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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La prima l'avevo già tradotta quest'estate, ecco:

Importanza della dote per le spose romane (da Valerio Massimo)

Secundo bello Punico P.Cornelius Scipio cum filiam adultae iam aestatis haberet neque ei,sine se,dos expediri posset, ex Hispania senatui scripsit petens ut patres successorem mitterent. Tunc senatus, ne res publica bono duce careret, sibi partes patris desumpsit et, costituta dote, summam eius ex aerario erogavit ac puellam nuptum dedit. Dotis modus quadraginta milia aeris fuit. Sed plerumque patrimonia adeo arta fuerunt ut Tatia, Caesonis filia, maximam dotem ad virum decem milia aeris portaverit; et Maguillia, quia cum ingenti dote mariti domum intravit, Dotae cognomen invenerit.

Durante la seconda guerra Punica, Publio Cornelio Scipione, poiché reputava la figlia ormai d’età adulta ma la dote non poteva essere preparata a quella, senza di lui, dalla Spagna scrisse al Senato chiedendo che i senatori mandassero un sostituto. Allora, il Senato, affinché lo Stato non fosse privo di un bravo comandante, s’incaricò del compito del padre, e stabilita la dote, prelevò la somma dal suo erario e diede in sposa la ragazza. La misura della dote fu di quarantamila denari. Ma la maggior parte dei beni ereditari fu talmente limitata che Tazia, figlia di Cesone, portò al marito la dote massima di diecimila assi; e Megullia, poiché entrò in casa del marito con un’ingente dote, ottenne il cognome di Dote.
Le ultime parole di un padre

Lavori in corso...:lol

Tante richieste di aiuto a Cesare (Cesare)

Lavori in corso...:lol
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Gaara, Tante richieste di aiuto a Cesare (Cesare) non la fare! L'ho trovata io!
mary2as
mary2as - Erectus - 80 Punti
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raga grazie 1000 mi siete di grandissimo aiuto...vi chiedo un aiuto maggiormente per quelle in italiano nn so da dove iniziare!XD grazie 1000 ancora!
kikka934e
kikka934e - Sapiens - 423 Punti
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raga come si fa a scrivere per avere delle risposte?! su dove devo andare? mi sn appena iscritta e non so come fare! grz mille
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Apri una nuova discussione: http://www.skuola.net/forums.php?m=newtopic&s=4
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Tradotta la seconda versione:

Le ultime parole di un padre

Pater familias quidam, qui (che)iam moriturus(moritor/eris/mortuus sum/mori)erat, cum nihil aliud haberet quod filiis relinqueret, nisi vineam admodum parvam, liberos arcessivit atque ita dixit: "Ego, filii mei, e vita migraturus sum, mors iam mihi imminet nec multum tardabit. Vos profecto putatis nihil me vobis relicturum esse, quoniam semper modicam vita me egisse neque divitias cumulavisse scitis. Sed nunc inopinatam rem vobis dicam: in vinea mea divitia quaedam sunt et eas reperietis si post mortem meam diligenter quaesiveritis". Finerem facere non potuit (potè): nam mors verba eius intercidit. Tum filii, cum patrem sepelivissent, putantes thesaurum nullum invenerunt: igitur patrem se decepisse putaverunt. Sed vinea diligenter subacta(lavorata) uberrimos fructus autumno dedit. Tum filii intellexerunt patrem significavisse laborem et industriam maximas esse divitias.

Una volta un padre di famiglia, che stava ormai per morire, non avendo niente altro da lasciare ai figli se non una vigna molto piccola, chiamò a sé i figli e disse questo: “Figli miei, sto per lasciare questa vita, la morte ormai incombe su di me, e non tarderà molto. Voi pensate che non vi sto per lasciare nulla, dal momento che sapete che io ho sempre vissuto una modica vita e non ho accumulato ricchezze. Ma ora vi dirò una cosa inaspettata: nella mia vigna vi sono delle ricchezza e le troverete se dopo la mia morte le avrete cercate diligentemente. Non poté finire il discorso: infatti la morte lo colse nel mezzo delle sue parole. Così i figli, dopo aver seppellito il padre, non trovarono nessun tesoro che credevano vi fosse: allora pensarono che il padre li avesse ingannati. Ma la vigna, lavorata diligentemente, diede abbondantissimi frutti durante l’inverno. Allora i figli capirono che il padre aveva voluto dire che la fatica e l'operosità erano le ricchezze più grandi.
Le altre le ha già trovate ipplala.

Dall'italiano al latino non so tradurre bene...
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Ma Gaara le avevo già trovate io!! Hai fatto un lavoro inutile! Vabbè, pazienza, bravo ;)


Ah ecco ora leggo, chiedo venia, sorry!!
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Guarda un attimo il tuo messaggio di prima, l'ho modificato: non so se ricordi quello che ci avevano detto tempo fa...

Ok, don't worry ;)
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Ho capito che da quel sito non si può prendere niente, anche se non so per il perchè va bene....
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Perchè sono dei GRANDISSIMI SIMPATICONI e abbiamo stabilito una GRANDISSIMA AMICIZIA con loro...:box

:lol:lol:lol:lol

Il fatto è che si arrabbiano se riportiamo versioni tradotte dalla loro tutor...:con

:lol:lol:lol:lol
Donyted
Donyted - Sapiens - 750 Punti
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ciao raga sn nuova e ho assoluto bisogno di aiuto..dv tradurre 1 versione e nn la riesco a fare..ki mi aiuta???
paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74901 Punti
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Ragazzi aprite nuove discussioni! sennò nn si capisce niente!
kikka934e
kikka934e - Sapiens - 423 Punti
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cm si fa ad aprire nuove discussioni??

Pagine: 12

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