merendina
merendina - Sapiens Sapiens - 1490 Punti
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potete aiutarmi a tradurre la versione di greco intitolata:la morte di cicerone
è di plutarco
sbardy
sbardy - Admin - 22784 Punti
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http://www.skuola.net/page.php?al=sommersi-salvati
Akagi
Akagi - Erectus - 110 Punti
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cosa c'entra? O_O
Pillaus
Pillaus - Genius - 7338 Punti
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così è un po' vago... cmq ti posto tutto il brano delle vite parallele in cui si parla della morte di cicerone

XLVII 1 Mentre i tre prendevano accordi, Cicerone si trovava in compagnia del fratello nei suoi possedimenti di Tuscolo. Appena seppero dell'ondata di proscrizioni, decisero di trasferirsi ad Astura, dove Cicerone aveva un suo podere sul mare: di là avrebbero navigato in Macedonia per raggiungere Bruto. Da qualche tempo, infatti, correva voce che la posizione di questo fosse divenuta autorevole. 2 Si fecero trasportare su lettighe, in preda alla disperazione più cupa: ogni tanto, fermandosi lungo la strada, avvicinavano le portantine e si consolavano a vicenda. 3 Il più depresso era Quinto, perché non faceva che pensare alle mille difficoltà che avrebbero incontrato: ripeteva che da casa sua non aveva portato nulla e anche Cicerone aveva scarse provviste per il viaggio. Sarebbe stato meglio, quindi, che Cicerone continuasse a fuggire, mentre lui sarebbe corso a casa a prendere il necessario per entrambi. 4 Così fu deciso: e i due, tra abbracci e lacrime, si separarono. Qualche giorno dopo, venduto dai suoi servi agli uomini sulle sue tracce, Quinto fu ucciso con il figlio. Cicerone, nel frattempo, giunse ad Astura dove, trovata un'imbarcazione, prese sùbito il largo e, approfittando di un vento favorevole, navigò lungo la costa fino al Circeo. 5 I piloti volevano ripartire immediatamente; ma l'oratore, un po' per paura del mare, un po' perché non aveva ancora perso del tutto la fiducia in Cesare, preferì sbarcare e percorrere a piedi un centinaio di stadi in direzione di Roma. 6 Ma ancora lo assalirono dubbi, perplessità e alla fine cambiò idea: scese di nuovo verso il mare, ad Astura. Là trascorse la notte, assillato da incubi e orribili pensieri: arrivò persino a immaginare di introdursi di nascosto in casa di Cesare e di togliersi la vita presso il focolare, in modo da eccitargli contro le furie vendicatrici. 7 Ma il timore di incorrere nella tortura, in caso avesse fallito, lo fece desistere da questo proposito. Alla fine, dopo aver fatto e disfatto con la mente un gran numero di progetti, uno più confuso dell'altro, ordinò ai suoi servi di condurlo per mare a Gaeta: là, infatti, possedeva un podere, ameno rifugio alla calura estiva, quando con piacevolissima brezza soffiavano i venti etesi. 8 In quella località vi era anche un tempietto, alto sul mare, consacrato ad Apollo. Dal promontorio uno stormo di corvi gracchianti si alzò in volo per dirigersi all'imbarcazione di Cicerone, che procedeva verso terra a forza di remi. Gli uccelli si posarono su entrambi i lati dell'antenna e in parte si misero a rumoreggiare, in parte spezzarono i capi delle corde. A tutti il presagio sembrò rivelarsi funesto. 9 Cicerone, comunque, sbarcò e, recatosi nella sua villa, si coricò per riposare. Ma i corvi si appollaiarono qua e là sulla finestra in gran numero, con grande frastuono; uno di essi, poi, volò giù sul letto, afferrò col becco la veste con cui Cicerone si era coperto il volto, e a poco a poco la sfilò via. 10 I servi, assistendo a uno spettacolo del genere, si rimproverarono di restare impotenti a guardare l'assassinio del loro padrone, senza difenderlo, mentre persino una bestiola cercava di soccorrerlo, prendendosi cura di lui, vittima di una sorte avversa: per questo, un po' con le preghiere, un po' con la forza, lo sollevarono di peso e lo trasportarono in lettiga fino al mare.



XLVIII 1 Nel frattempo, sopraggiunsero i sicari: Erennio, un centurione, e Popillio, tribuno militare che, a suo tempo, Cicerone aveva difeso dall'accusa di parricidio. Con loro, un gruppetto di soldati. 2 Trovando le porte serrate, le abbatterono a spallate, ma dentro Cicerone non c'era e i servi di casa ripetevano di non sapere dove fosse finito. Si racconta, però, che un giovinetto, a cui Cicerone aveva fatto da maestro negli studi letterari e scientifici, che formano l'uomo di condizione libera, liberto del fratello Quinto, di nome Filologo, rivelò al tribuno che l'oratore era diretto in lettiga verso il mare attraverso un percorso ombreggiato, segnato da alberi. 3 Il tribuno, allora, presi con sé pochi uomini, fece di corsa il giro della casa, dirigendosi verso l'uscita; Erennio, invece, si lanciò in gran fretta lungo i viali. Cicerone se ne accorse e ordinò ai suoi servi di depositare la portantina a terra. 4 Con un gesto che era solito fare, appoggiò il mento sulla mano sinistra e fissò lo sguardo in quello dei suoi assassini. I capelli erano sporchi e e arruffati, il volto segnato dalle preoccupazioni di quei giorni: quasi tutti i presenti preferirono coprirsi gli occhi, quando Erennio lo colpì a morte. 5 Fu ucciso mentre protendeva il collo dalla lettiga. Aveva sessantaquattro anni. 6 Per ordine di Antonio gli vennero tagliate la testa e anche le mani, perché con quelle aveva scritto le Filippiche. Era questo il titolo scelto da Cicerone per le sue invettive contro Antonio e ancora oggi l'opera si chiama così.
merendina
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grazie
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