• Greco
  • 6 versioni estive..help!!

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..L4Pikkol4Bimb4..
..L4Pikkol4Bimb4.. - Erectus - 50 Punti
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ciao..m sn appena registrata..avrei bisogno d qst versioni che ho tutte per le vacanze..HELP!!vorrei la traduzione in italiano..
FILEMONE E BAUCI
inizia con vivebant olim in Phrygia Philemo et Baucis..e finisce con statimque deus obtemperavit..
CASTORE E POLLUCE COMBATTONO AL LAGO REGILLO
inizia con Latini quoque Tarquinios adserebant e finisce con quasi stipendium commilitonibus diis..
UN INASPETTATO CONOCORSO DI BELLEZZA
inizia con Ad Pelei Thetidisque nuptias ab Iove..e finisce con ..Troianis semper hostiles fuerunt..
CESARE VOLEVA MORIRE?
inizia con..Multis amicis sociisque suspicionem..finisce con ..repentium inopinatumque anteposuerat..
GUSTI RAFFINATI E COSTOSI DI CESARE
inizia con Habitavit primo in Subura in modicis aedibus..finisce con ..semper animosissime comparavisse..
GLI INIZI DELLA GUERRA GALLICA
inizia con..Caesari nuntiatur Helvetiis esse..e finisce con ..quinque legionibus contendit..
Grazie mille..
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Benvenuta! Eccoti le versioni:

Filemone e Bauci

Vivebant olim in Phrygia Philemo et Baucis, pius vir et pia uxor. In parva casa habitabant, tamen fortuna sua contenti erant. Saepe Philemo feminae:<<Oremus et laboremus>>dicebat<<ut deos delectemus!>> Saepe deis immolabant et rursus atque iterum orabant ut mala vitarent . Aliquando duo ignoti viri sub vesperum casae appropinquaverunt et virum feminamque oraverunt ut cena hospitiumque pararentur;nam propinqui vici agricolae eos propulsaverant. Tum Baucis libenter parvam cenam paravit, ut vires reficerentur, et Philemo sellas apportavit. Dum duo convivae cenant, attente eorum sermones vir et femina audiverunt. Mane autem duo viri imperaverunt ut Philemo et Baucis e casa emigrarent ad propinquum tumulum, atque ii statim oboediverunt. Duo convivae, dei Iuppiter et Mercurius, vicum propinquum cunctosque incolas vastaverunt, sed ubi antea viri feminaeque casa parva fuerat, nunc templum fuit. Iuppiter feminae:<<Vos pii et probi estis>> inquit<<orate ergo impetrabitis!>> Cito Philemo exclamavit:<<Mandate nobis templum vestrum!Semper vobis fidi sacerdotes erimus>>, statimque deus obtemperavit.

Un tempo vivevano in Frigia Filemo e Bauci, pio marito e pia moglie.
Abitavano in una piccola casa, tuttavia erano contenti della propria sorte.
Spesso Filemo diceva alla donna:< Preghiamo e lavoriamo così rallegreremo gli dei!>
Spesso immolavano agli dei e pregavano ancora e di nuovo per evitare (affinchè evitassero) i mali. Un giorno due uomini sconosciuti si avvicinarono verso sera alla casa e pregarono l'uomo e la donna affinchè preparassero (loro) un pranzo e un riparo; infatti i contadini del villaggio vicino li avevano scacciati. Allora Bauci preparò volentieri un piccolo (modesto) pranzo, affinchè gli uomini si ristorassero, e Filemo portò le sedie. Mentre i due convitati pranzano, l'uomo e la donna ascoltarono attentamente le le loro preghiere. Di mattina poi i due uomini ordinarono affinchè Filemo e Bauci si trasferissero dalla casa al vicino tumulo, e subito questi obbedirono. I due convitati, gli dei Giove e Mercurio, devastarono il villaggio vicino e tutti gli abitanti, ma dove prima vi era stata la piccola casa dell'uomo e della donna, ora vi fu un tempio. Giove disse alla donna:< Voi siete pii e onesti, dunque pregate e otterrete!>. Subito Filemo esclamò:< Mandateci al vostro tempio! Sempre saremo per voi fedeli sacerdoti>, subito il dio obbedì.

Castore e Polluce combattono al lago Regillo

Latini quoque Tarquinios adserebant aemulatione et invidia, ut populus, qui foris imperabat, saltim domi serviret. Igitur omne Latium sub Manilio Tusculano duce quasi in regis ultionem tollit animos. Apud Regilli lacum dimicatur diu Marte vario, donec Postumius dictator in hostes signum iecit-novum et insigne commentum-ut inde peteretur. Cossus equitum magister exuere frenos imperavit-et id novum-quo acrius incurrerent. Spectaculo atrocitatis proelii interfuerunt dei quoque; nam duo in candidis equis iuvenes more siderum praetervolaverunt: Castorem atque Pollucem omnes agnoverunt. Itaque et imperator deos honoravit et victoriae causa templa promisit et reddidit, plane quasi stipendium commilitonibus diis

Anche i Latini sostenevano che i Taquini per emulazione e invidia, come popolo, che comandava dall'esterno, servisse appena in patria. Dunque tutto il Lazio sotto il comandante Manilio Tuscolano sollevò gli animi alla vendetta del re. Presso il lago Regillio si era combattuto a lungo (vedi l'espressione Marte vario), finchè il dittatore Postumio diede il segno contro i nemici - nuovo e insigne (cerca commentum)- al punto che si combattè da ogni parte. Cosso maestro dei cavalieri ordinò di togliere i freni- ciò è nuovo- per incalzare con più agilità.Nello spettacolo dell'atrocità del combattimento intevennero anche gli dei; infatti due giovani in bianchi cavalli sovrolarono tra gli astri : che tutti conoscevano come Castore e Polluce. Così sia l'imperatore tributò onori al dio e promise e diede templi per la vittoria, come ringraziamento ai commilitoni divini.
Un inaspettato concorso di bellezza

Ad Pelei Thetidisque nuptias ab Iove omnes dii convocati sunt praeter Discordiam.At ea postea supervenit et, postquam malum iecerat in medium ab ianua,dixit:"Id attollat,quae pulcherrima est".Venus,Iuno et Minerva tum formam sibi vindicibant et inter eas gravis discordiafuit:tunc Iuppiter misit Mercurium ut eas duceret in Idam montem ad Alexandrum Paridem ut is iudicaret.Omnis dea pretiosum donum Paridi promisit,at Venus in coniugium ei promisit Helenam,formosam filiam Tyndarei,Lacedaemonis regis.Paris igitur Veneris donum anteposuit et Venerem pulcherrimam iudicavit.Itaque Iuno et Minerva Troianis semper hostiles fuerunt

Alle nozze di Peleo e Teti, sono convocati da Giove tutti gli dei tranne Discordia. Ma poi ella giunge e, dopo che aveva gettato dalle porte in mezzo alla stanza una mela, disse: < La prenda, colei che è la più bella>. Venere, Giunone e Minerva rivendicarono per sè la bellezza e tra di loro ci fu una grande discordia: allora Giove inviò Mercurio per condurle sul monte Ida da Alessandro Paride perchè egli le giudicasse. Ciascuna dea promise a Paride un dono prezioso, ma Venere gli promise in sposa Elena, bellissima figlia di Tindaro, re degli Spartani. Dunque Paride preferì il dono di Venere e giudicò Venere la più bella. Pertanto Giunone e Minerva furono sempre ostili ai Troiani
Cesare voleva morire?

Multis amicis sociisque suspicionem Caesar reliquit neque desideravisse se diutus vivere neque curavisse suam valetudinem, ideoque et religionis monita et amicorum nuntios neglexisse; alii eum etiam custodias Hispanorum cum gladiis a se removisse dicunt. Illud plane inter omnes fere constitit, talem ei mortem paene ex sententia obtigisse. Nam et quondam, cum apud Xenophontem legit Cyrum ultima valetudine manda(vi)sse quaedam de funere suo, contempserat tam lentum mortis genus et subitam sibi celeremque potaverat; et pride quam*occideretur, in sermone super cenam apud Marcum Lepidum de commodissimo vitae fine, repentinum inopinatumque anteposuerat.

Cesare lasciò il sospetto a molti amici e alleati che non desiderasse vivere ancora a lungo, che non curasse la sua salute e così che trascurarre i moniti della religione e gli annunci degli amici. Altri anche dicono che quello avesse rimosso le guardie degli Ispanici da lui con le spade. Decise che ciò sarebbe stato tra tutti apertamente, che abbia nascosto a quello tale morte quasi da sentenza. Infatti una volta, quando lesse presso Senofonte che Ciro nell'ultima forza (quasi per morire) aveva dato altre disposizioni riguardo il suo funerale, aveva (contemno) un genere lento di morte e aveva (potaverat) una veloce e celere; e il giorno prima che fosse ucciso, in un suo discorso sulla cena presso Marco Lepido su una migliore fine della vita, aveva anteposto una repentina e (inopinatum).
Gusti raffinati e costosi di Cesare

Habitauit primo in Subura modicis aedibus, post autem pontificatum maximum in Sacra uia domo publica. munditiarum lautitiarumque studiosissimum multi prodiderunt: uillam in Nemorensi a fundamentis incohatam magnoque sumptu absolutam, quia non tota ad animum ei responderat, totam diruisse, quanquam tenuem adhuc et obaeratum; in expeditionibus tessellata et sectilia pauimenta circumtulisse. Britanniam petisse spe margaritarum, quarum amplitudinem conferentem interdum sua manu exegisse pondus; gemmas, toreumata, signa, tabulas operis antiqui semper animosissime comparasse.

In principio abitò in una modesta casa della Suburra; dopo il massimo pontificato si trasferì in un palazzo pubblico sulla via Sacra. Molti riferiscono che fosse avido del lusso e della sontuosità. Avrebbe fatto abbattere una villa nel bosco Nemorense, iniziata dalle fondamenta e con grande impiego di soldi, perché non corrispondeva completamente ai suoi desideri, e ciò benché fosse ancora povero e pieno di debiti. Durante le sue spedizioni avrebbe importato pavimenti di marmo fatti a mosaico. Avrebbe aggredito la Britannia con la speranza di trovare le perle e che, per raccogliere le più grosse, più volte, di sua mano, ne avrebbe saggiato il peso. Dicono che facesse collezione continuamente e con grande passione, di pietre preziose, di vasi cesellati, di statue, di quadri di antichi artisti.
Gli inizi della Guerra Gallica

Caesari renuntiatur Helvetiis esse in animo per agrum Sequanorum et Haeduorum iter in Santonum fines facere, qui non longe a Tolosatium finibus absunt, quae civitas est in provincia. Id si fieret, intellegebat magno cum periculo provinciae futurum ut homines bellicosos, populi Romani inimicos, locis patentibus maximeque frumentariis finitimos haberet. Ob eas causas ei munitioni quam fecerat T. Labienum legatum praeficit; ipse in Italiam magnis itineribus contendit duasque ibi legiones conscribit et tres, quae circum Aquileiam hiemabant, ex hibernis educit et, qua proximum iter in ulteriorem Galliam per Alpes erat, cum his quinque legionibus ire contendit.

A Cesare viene riferito il disegno degli Elvezi di attraversare i territori dei Sequani e degli Edui per spingersi nella regione dei Santoni, non lontani dai Tolosati, un popolo stanziato nella nostra provincia. Si rendeva conto che, se ciò fosse accaduto, la presenza di uomini bellicosi e ostili, al confine di quelle zone pianeggianti ed estremamente fertili, avrebbe rappresentato un grave pericolo per la provincia. Di conseguenza, posto il legato T. Labieno a capo delle fortificazioni costruite, si dirige a marce forzate in Italia, dove arruola due legioni e ne mobilita altre tre, che svernavano nei pressi di Aquileia. Con le cinque legioni si dirige nella Gallia transalpina per la via più breve, attraverso le Alpi. Qui i Ceutroni, i Graioceli e i Caturigi, appostatisi sulle alture, tentano di sbarrare la strada al nostro esercito.
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Latini quoque Tarquinios adserebant aemulatione et invidia, ut populus, qui (che) foris imperabat, saltim domi serviret. Igitur omne Latium sub Manilio Tusculano duce quasi in regis ultionem tollit animos.
Apud Regilli lacum dimicatur diu Marte vario, donec Postumius dictator in hostes signum iecit -novum et insigne commentum- ut inde peteretur. COssus equitum magister exuere frenos imperavit (ordinò di togliere) -et id novu- quo (=ut) acrius (con più agilità) incurrerent. Specta**** atrocitatis proelii interfuerunt dei quoque; nam duo (due) in candidis equis iuvenes more siderum praetervolaverunt: Castorem atque Pollucem omnes agnoverunt. Itaque et imperator deo honorativ et victoriae causa templa promisit et reddidit, plane quasi stipendium commilitonibus diis.

Anche i Latini sostenevano che i Taquini per emulazione e invidia, come popolo, che comandava dall'esterno, servisse appena in patria. Dunque tutto il Lazio sotto il comandante Manilio Tuscolano sollevò gli animi alla vendetta del re. Presso il lago Regillio si era combattuto a lungo (vedi l'espressione Marte vario), finchè il dittatore Postumio diede il segno contro i nemici - nuovo e insigne (cerca commentum)- al punto che si combattè da ogni parte. Cosso maestro dei cavalieri ordinò di togliere i freni- ciò è nuovo- per incalzare con più agilità.Nello spettacolo dell'atrocità del combattimento intevennero anche gli dei; infatti due giovani in bianchi cavalli sovrolarono tra gli astri : che tutti conoscevano come Castore e Polluce. Così sia l'imperatore tributò onori al dio e promise e diede templi per la vittoria, come ringraziamento ai commilitoni divini.
Stefano mi hai anticipato...
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Sì...:lol...ho modificato il messaggio e messo anch'io quella traduzione ;)
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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:lol
pukketta
pukketta - Mito - 72506 Punti
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problemi risolti, chiudo!
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