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Si surriscalda il clima dell'Università La Sapienza di Roma in attesa dell'arrivo di Papa Benedetto XVI, invitato giovedì 17 gennaio prossimo per l'inaugurazione del nuovo anno accademico.
Leggi il resto della news.
http://www.unimagazine.it/index.php/nazionale/prima_pagina/attualita/4950_sapienza_fronti_contrapposti_su_papa_ratzinger
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possono parlare tutti: omicidi, terroristi, corrotti, corruttori, ma il Papa no..mi pare ci sia un pò di razzismo...
tuttochimica-votailprof
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riporto una parte della lettera scritta dai docenti:

«Magnifico Rettore - si legge nella lettera -, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato». «Non abbiamo voluto le firme dei colleghi che hanno incarichi direttivi, ma le adesioni sono arrivate numerose e superano di dieci volte il numero dei firmatari»,
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Tra i firmatari della lettera inviata al rettore della Sapienza compaiono i fisici Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, Luciano Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli.
beltipo-votailprof
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guardate che il discorso è totalmente diverso, era una lezione storica sulle idee di galileo, e venivano citati i diversi autori, dagli anarchici ai marxisisti.

Leggete e fatevi una VOSTRA IDEA:

Papa Ratzinger blog: <strong>IL TESTO AUTENTICO DEL DISCORSO DEL CARDINALE RATZINGER SU GALILEO GALILEI (Parma, 15 marzo 1990)</strong>

PS Sapevate che Giovanni Paolo II ha ammesso l'errore su Galileo dietro ISTRUTTORIA dell'allora Card. Ratzinger? Bisogna informarsi, prima di parlare...
tuttochimica-votailprof
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io personalmente ho riportato solo parole, non ho espresso alcun giudizio. Evidentemente i docenti di Roma sono mal informati....!?!?

mi stranizza cmq il fatto che il Vaticano non ha corretto i docenti dicendo che il discorso fatto dall'allora cardinale era diverso, e che il cardinale anzi difendeva l'opera di Galilei... ha semplicemente tenuto a precisare che la lettera scritta dai prof è un atto scorretto
battagliero-votailprof
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Per quanto riguarda il link, anche quella è una fonte di parte ed anche quello è solo uno stralcio, sembra un mero elenco di citazioni che non lascia intendere in maniera chiara la posizione assunta. In ogni caso la situazione è stata indubbiamente gestita in modo non ottimale da chi si è fatto inizialmente portatore della protesta, ed è stato poi sopraffatto da posizioni più radicali ( ed ingenue, avendo a quel punto il Papa avuto buon gioco nel tirarsi indietro e recitare la parte dell' offeso). Ciò che riesce difficile è sentir parlare di libertà e pluralismo dal principale Tg italiano, nel momento stesso in cui dà vita ad un flusso torrenziale di dichiarazioni a senso unico e senza uno straccio di contraddittorio. E poi, la questione è nata da un invito rivolto da un' università (istituzione statale laica) alla massima autorità religiosa. Mettendola su un piano di reciprocità, quali spazi la Chiesa ha mai concesso ad esponenti delle istituzioni laiche ( di esponenti del mondo scientifico non parliamone nemmeno) nel corso di un proprio evento, di importanza anche inferiore a quella della inaugurazione di un anno accademico?
beltipo-votailprof
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a me sembra diversa la cosa: mi sembra che il Papa non debba parlare per principio. Parlano tutti alla Sapienza, terroristi ed omicidi, e il Papa no?

A me pare oscurantismo anche questo: tu non parli a prescindere.
battagliero-votailprof
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Difatti l' errore è stato proprio nello spingersi a chiedere che non parlasse, bisognava invece coinvolgerlo in un dibattito inter pares (non il solito sermone) al quale far intervenire anche i docenti firmatari del documento, allora sarebbe stata un' occasione di confronto costruttivo, così invece si è finito con l' assumere un atteggiamento paradossalmente "clericale"...
tuttochimica-votailprof
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anche io sono dello stesso parere: un dibattito fra il Papa e i docenti, in modo tale da esporre chiaramente le proprie idee, in modo "scientifico" oserei dire...
così non ne ha trovato giovamento nessuno
shawna-votailprof
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ecco cosa ne penso, le parole non sono le mie , ma rispecchiano il mio pensiero


Benedetto XVI e La Sapienza: la posta in gioco

I recenti eventi che hanno suggerito a Benedetto XVI di soprassedere l’invito rivoltogli dal Rettore della Università “La Sapienza” di Roma, prof. Renato Guarini, a visitare giovedì 17 gennaio quell’Ateneo, sono stati ormai oggetto di numerosi commenti, fin dalle prime ore successive alla decisione, diffusa in un comunicato stampa della Santa Sede. Le esigue e poco ragionevoli contestazioni alla visita, tuttavia sufficienti a creare un “caso”, probabilmente senza precedenti, non sono state condivise da ampi strati dell’opinione pubblica, da esponenti della vita universitaria come della vita politica. Attenti analisti hanno messo in luce l’erronea contestualizzazione della citazione di Paul Feyerabend tratta da un discorso di Joseph Ratzinger del 1990, impiegata in modo strumentale e capzioso dai 67 firmatari della lettera di protesta (o da chi ne ha preparato il testo da sottoporre alle loro firme); altri hanno giustamente sottolineato l’intrinseca contraddizione di non voler accogliere un Romano Pontefice in un Ateneo da lui fondato nel 1303, quando il Vescovo di Roma portava il nome di Bonifacio VIII (il discorso vale anche per Bologna, Parigi, Oxford, Perugia, Padova, Salamanca, Lovanio, ecc.); altri, ancora, hanno qualificato la protesta come una reazione ideologica, settaria, provinciale, lamentando l’umiliazione che ne deriva per la vita intellettuale e universitaria italiana; qualcuno, infine, ha fatto riflettere sul semplice dato che gli oltre 100 libri stampati e i quasi 600 titoli di pubblicazioni del prof. Joseph Ratzinger rappresentano un numero probabilmente superiore a quello della somma delle pubblicazioni dei firmatari della lettera inviata al Rettore.

Condividiamo in larga parte le osservazioni qui appena riportate, anche se non facciamo altrettanto per alcuni toni o aggettivi impiegati nel dibattito. Vorremmo qui brevemente riflettere su due cose. La prima riguarda l’immagine di cosa sia una Università. Dispiace che questo ambiente, che rappresenta insieme alla Chiesa cattolica in assoluto la più vecchia Istituzione della società Occidentale, l’unico luogo dove si è chiamati ad esporre le idee e a confrontarsi per la forza che le idee hanno per la ragionevolezza e il rigore con cui esse vengono fondate, debba essere in questa occasione teatro del rifiuto, operato nei confronti di un docente universitario, a parlare di fronte ad altri docenti universitari. Da Fichte a von Humboldt, da Newman a Ortega y Gasset, da Jaspers a Guardini, tutti i grandi pensatori che hanno riflettuto sulla missione dell’Università nella società libera, sono concordi nel ritenerla un luogo super partes, libero da condizionamenti politici, economici e ideologici, dove il sapere può godere del sereno confronto, dove gli errori vengono chiariti ed eventualmente contraddetti mediante il ricorso alle fonti e ai dati, l’uso attento del ragionamento. Nell’Università non ha diritto di cittadinanza la superficialità, il “sentito dire”, la sottoscrizione acritica di una tesi. Non devono entrare i luoghi comuni, le frasi fatte, i cliché, siano essi riferiti a personaggi o a interpretazioni più o meno maggioritarie di eventi storici. Se i luoghi comuni abbondano fuori, nelle Università, al contrario, si produce pensiero: pensiero anche dialettico, critico, ma pensiero. Attaccarsi a frasi fatte e a citazioni virgolettate è un’operazione universalmente riconosciuta ai dottor Azzeccagarbugli, non a chi ricopre una cattedra. Inoltre, nelle Università le firme hanno un valore che in altri luoghi è stato perso, e questo un docente lo sa bene, perché alla sua ci tiene in modo particolare. Ritenere che un docente universitario di fama consolidata non possa parlare in un Ateneo, che dargli la parola sia un “atto contro la scienza”, è una opinione la quale, per essere legittimata, richiederebbe che l’interessato fosse notoriamente conosciuto come un reo di crimini contro l’umanità, un violento o qualcosa del genere, un personaggio di fronte al quale l’espressione di pubblico dissenso risultasse a sua volta dettata dalla logica della ragione, un caso che sarebbe però in palese contrasto con il ruolo di docente universitario, almeno come lo conosciamo fino a questo momento. Nell’evento “Benedetto XVI alla Sapienza” non è in gioco il rapporto fra la Chiesa e la cultura, né il dialogo fra fede e ragione, bensì cosa sia una Università. Nelle contemporanee incertezze attorno alla sua identità, che paiono talvolta far dimenticare che questa Istituzione non la abbiamo inventata ieri ma è vecchia di nove secoli, uno svolgimento diverso dei fatti avrebbe forse contributo a far riscoprire la sua vera missione, oggi più necessaria che mai, in un mondo ove il deficit di pensiero, di libertà ma anche di capacità di fondare le proprie opinioni diviene sempre più tangibile. Non è un caso che Benedetto XVI, nel discorso che aveva preparato per l’occasione, avesse scelto di parlare in modo non circostanziale proprio di questa missione.

Un secondo elemento di riflessione riguarda l’immagine della scienza e dello scienziato che questa vicenda può aver contribuito a creare nell’opinione pubblica. Il cliché che gli scienziati, per essere buoni scienziati, debbano essere atei è semplicemente una mancanza di rispetto per tutti quei colleghi che atei non sono e che lavorano da buoni scienziati. Il contrasto fra uomini di scienza e uomini di fede è un luogo comune che non possiamo continuare a veicolare in modo così banale e superficiale. L’opinione pubblica ha il diritto di sapere che le cose non stanno così, anche se chi vuole farcelo credere ha la voce più forte e controlla con maggiore potere e disinvoltura il mondo dei media. Ritenere che la Chiesa si sia opposta storicamente al progresso delle scienze è una tesi condivisibile solo da chi non ha mai studiato la storia. Chi scrive ha lavorato per vari anni negli Osservatori Astronomici Italiani, Enti fondati tra Settecento e Ottocento da sacerdoti, religiosi o ecclesiastici: un semplice dato che parla da solo.

Esiste però, infine, un elemento di fondata speranza. Il confronto e lo studio dei rapporti fra pensiero scientifico e cristianesimo, fra scienza, filosofia e teologia, è rientrato nuovamente nelle Università europee e statunitensi ormai da alcuni decenni, con iniziative, pubblicazioni e cattedre che sono sotto gi occhi di tutti. Un incidente accaduto a Roma non interrompe certo questo dialogo, anzi, per alcuni versi, lo rende più interessante.
shawna-votailprof
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boss , xchè nn sposti in off topic??
beltipo-votailprof
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mah, c'è gia il topic sul papa...casomai ora unisco!
folgore693-votailprof
folgore693-votailprof - Ominide - 0 Punti
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E' stata l'ennesima vergogna!un atto di puro stampo comunista generato da da docenti sessantottenni facenti parte dei famosi sessantottisti....scusate il giro di parole ma le cose stanno così.Come dice oracolo è assurdo pensare che in quella università hanno parlato Terroristi..ex brigatisti..ecc...ed è stato contestato l'invito al santo padre.L'altro giorno mi veniva da vomitare nel vedere porta a porta...dove quel povero vecchio EDIT di Pannella diceva VERGOGNA ad un monsignore.Ma stiamo scherzando???Questi 4 professori facinorosi hanno impedito a migliaia di studenti di poter assistere alla visita del papa alla sapienza.Ho letto alcuni articoli di qualche povero mentecatto...su altri siti e soprattutto su quel famoso forum...di "uomini di scienza" che il papa è un discendente della dinastia nazista e che si sta avverando una profezia secondo la quale satana occuperà i livelli alti della chiesa...chiara metafora per dire che il papa è un ministro del diavolo...!cioè vi rendete conto??trattano il capo spirituale di oltre un miliardo di cattolici come se fosse il peggior uomo sulla terra:muro::muro:
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