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  • TERRY SCHIAVO La liberta di morire..o vivere...

beltipo-votailprof
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NEW YORK - I medici hanno staccato il tubo che alimentava artificialmente Terri Schiavo, la donna che da quindici anni è ricoverata in coma vegetativo in un ospedale della Florida. La notizia è stata confermata dalla sorella.
La decisione, giunta al termine di una giornata frenetica, recepisce un ordine della Corte Suprema dello Stato. L’eutanasia, contestata dalla famiglia della donna, è stata richiesta dal marito, Michael Schiavo. Vano il tentativo in extremis del Congresso degli Stati Uniti di bloccare il permesso dell’eutanasia convocando la settimana prossima la donna a testimoniare di fronte alle commissioni Sanità di Camera e Senato. Se non ci saranno colpi di scena Terri potrebbe morire di qui a sette dieci giorni. Ma già in passato il tubo è stato staccato due volte e nello spazio di pochi giorni reinserito.


io sono sempre stato a favore dell'eutanasia, ma cavolo in questa cosa no...morire di fame (perchè questo è) non è un bel modo di morire..proprio no...
mason-votailprof
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Non è neanche un bel modo di vivere però! Anch'io sono a favore dell'eutanasia, ma mi rendo conto di come, questo, sia un tema molto delicato che implica, sicuramente, una constatazione della effettiva volontà del paziente: è possibile questo per Terry Schiavo? Forse no, ed è per questo che credo nella necessità di un intervento legislativo che ponga, almeno in parte, fine a questa lotta tra le due correnti di pensiero che vedono l'eutanasia, l'una come un delitto, l'altra come un diritto. Perchè non mettere la persona, quando è ancora perfettamente in grado di intendere e di volere, nelle condizioni di pronunciarsi a favore o contro l'eutanasia? Perchè non intervenire con un referendum, cosi' come è stato fatto per l'espianto degli organi?
beltipo-votailprof
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Il problema non è l'eutanasia...il problema almeno qui, che ha fatto vacillare le convinzioni di molti è : capisce? soffre? quando staccheremo il tubo, e morirà di fame cosa proverà? è giusto che suo marito per aver sentito il suo parere 20 anni fa una volta mentre guardavano un film, possa decidere che deve morire contro la volontà dei genitori?
metoyou-votailprof
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a parte il problema dell'eutanasia ...sul quale cmq è difficile prendere una decisione ... il solo pensiero che la si faccia morire di fame..e di disidratazione..mi fa venire i brividi..è un'atrocita...anche se si decidesse di farla morire...perchè così???? un'iniezione indolore come quella che viene fatta ai condannati a morte non sarebbe forse un pochino più umano? (rimanendo pur sempre da discutere quanto rimanga di umano nel decretare la morte di una persona in tali casi limite )
battagliero-votailprof
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Mi riallaccio al titolo del Topic "la libertà di morire...o vivere":a mio modo di vedere qui non c'è libertà di morire perché manca la possibilità di una decisione autonoma,ma allo stesso modo non c'è nemmeno libertà di vivere,perché (diciamolo chiaramente) la vita è fatta di sensazioni,di emozioni,quali di questi elementi si possono riscontrare in un soggetto ridotto da 15 anni allo stato vegetativo?(già il termine "vegetale" esprime una forma di vita diversa da quella umana).

Detto questo,in tutta questa vicenda sono rimasto schifato dal vedere:

1) i manifestanti davanti all'ospedale esibire cartelli in cui il volto del marito della donna veniva attorniato da svastiche,come si fa a giudicare (per di più in maniera così superficiale) chi in tutti questi anni ha vissuto un vero e proprio lutto quotidiano?Quanti e quali pensieri in lacerante contrasto tra loro possono passare per la mente di un uomo in 15 anni,sino a spingerlo a chiedere la morte della persona amata?;

2)il Congresso americano (sia democratici che repubblicani) utilizzare il potere legislativo per scavalcare le competenze giudiziarie,operazione pericolosissima per una democrazia moderna,oltre che perpetrata per mera speculazione politica (che è stata avvertita,secondo un sondaggio ABC,dal 73% degli americani)

3)un tg nazionale italiano presentare il giudice come colui che "ordina" di staccare la spina:qui nessuno si è alzato la mattina ed ha deciso di condannare a morte qualcuno,il giudice si è invece limitato ad "accogliere" una richiesta (il che è ben diverso,attenzione al peso delle parole,è proprio con queste tecniche che si manipola l'informazione),facendo ciò che un giudice deve fare:decidere applicando le leggi nell'ambito del quale opera,non le convinzioni politiche,etiche o religiose del momento
beltipo-votailprof
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Nulla toglie che morire contro la volonta dei genitori, di fame e sete è davvero un gran brutto modo di morire...
battagliero-votailprof
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Concordo pienamente con te,ma credo (e spero di non sbagliarmi,ma forse neanche un medico saprebbe dare una risposta certa) che allo stato vegetativo il morire sia "inconscio" quanto il vivere.
Sul contrasto tra genitori e coniuge,anche il nostro ordinamento,a proposito della istanza d'interdizione o di inabilitazione (art. 417 c.c.) elenca come primo dei soggetti il coniuge,cosa che invece avviene per i genitori qualora il soggetto si trovi sotto la potestà degli stessi.Ora,pur non conoscendo le leggi americane,son portato a pensare che anche quell'ordinamento segua un principio analogo,anche per decisioni sicuramente più "gravi" di una interdizione quale la richiesta di interruzione di accanimento terapeutico.
Personalmente di fronte alla delicatezza della questione non mi sento di biasimare nessuno dei soggetti in causa (a parte quelli elencati nel mio precedente intervento)
beltipo-votailprof
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Terry Schiavo è morta.
Il commento migliore è quello del Foglio di oggi :

“Dai tempi del terzo reich nessun disabile innocente era stato messo a morte. Qualcuno si è distratto. Addio Terri Schiavo”
girl11-votailprof
girl11-votailprof - Ominide - 0 Punti
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Anche io sono a favore dell'eutanasia, ma è triste pensare come si possa lascir morire d fame e d sete una persona... una persona che nn è in grado d parlare, e quindi d dire ciò che prova...
maik-votailprof
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Io penso che il marito abbia ottenuto cio' che voleva..i soldi del risarcimento in gestione personale,la possibilita' di rifarsi un'altra famiglia senza le lungaggini di divorzi e robe varie,ed un pensiero in meno,quello di occuparsi di un'inferma.
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