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Esami finali lampo, commissari sommersi di tesi. Un docente relatore 51 volte in 3 giorni
In alcuni atenei alla triennale l'elaborato finale non si discute più. Ma qualcuno protesta


Università, cerimonie addio
e la laurea arriva in un minuto


Anche alla specialistica il tempo per i candidati varia: decidono le facoltà
di ANDREA BETTINI


ROMA - Ognuno fa un po' come vuole, su questo non c'è discussione. Nel variegato mondo dell'autonomia universitaria ogni ateneo può legittimamente stabilire in proprio come far laureare i suoi studenti e così le soluzioni proposte in giro per l'Italia, in particolare per le triennali, sono completamente diverse tra loro. In alcuni casi, però, a lamentarsi di queste scelte sono i laureandi, che a volte hanno a disposizione pochissimo tempo per discutere la tesi, sempre che la discussione sia ancora prevista dall'ordinamento didattico.

Laureati senza discutere. In alcune università i corsi triennali si concludono senza la tradizionale discussione pubblica di fronte ad una commissione di docenti. Succede ad esempio alla Bocconi e, sempre a Milano, alla Bicocca, dove gli studenti consegnano un elaborato che poi viene valutato in separata sede dai professori. Alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Cagliari, invece, non è nemmeno obbligatorio fare la tesi: si può decidere se scriverla e discuterla oppure se sostituirla con degli esami aggiuntivi.

È probabilmente un sogno per molti universitari terrorizzati dall'idea di sostenere la classica prova finale, ma può essere anche una bella delusione per i familiari. A Pavia, dove la facoltà di Economia ha preso la stessa decisione dei due atenei milanesi, la protesta di una mamma è finita sul giornale. "Ore 15: venticinque laureandi (accompagnati da genitori, parenti e amici felici e orgogliosi dell'obbiettivo raggiunto dai propri ragazzi); ore 15.30 tutto finito!", ha scritto la signora alla Provincia Pavese. "I laureandi sono stati 'schierati' come in caserma, proclamati dottori in economia senza avere avuto il piacere di esporre e discutere la loro tesi; genitori, parenti e amici trattati come 'inutili e povere comparse' (io non sono nemmeno riuscita a vedere mio figlio e sentire la sua votazione perché purtroppo non sono brava a spingere le persone per ottenere un posto in prima fila); relatori che hanno incaricato i propri assistenti per questa 'noiosa incombenza di 30 minuti'". "Le lauree triennali da noi si svolgono così dal 2001 ed è tutto scritto nella Guida dello studente", replica il preside di Economia Carluccio Bianchi. "Capisco che la madre non fosse informata, ma il figlio... Nell'80% dei casi l'elaborato finale è una relazione sullo stage svolto in azienda dallo studente, negli altri è una breve ricerca di 20-30 cartelle che sostituisce lo stage: non è una vera tesi e per questo non viene discussa".


Relatori da record. Anche negli atenei dove alla fine del percorso triennale è prevista la discussione, spesso il tempo a disposizione dello studente è davvero minimo. In genere al candidato è dedicato un quarto d'ora, ma in molti casi questi deve riassumere il suo lavoro in sette o persino in cinque minuti, ai quali si può poi sommare un'altra manciata di minuti per rispondere ad eventuali domande.

Il risultato è che in mezza giornata molte commissioni riescono a smaltire anche quindici o più laureandi. Alla facoltà di Scienze sociali dell'Università degli studi "G. D'Annunzio" di Chieti e Pescara, il 13 marzo scorso in mattinata, davanti a una commissione sono state discusse 19 tesi in Sociologia e, nel pomeriggio, una seconda ne ha valutate altre 19. Due performance davvero notevoli, sulle quali si innesta probabilmente un vero e proprio record: tutte queste tesi avevano infatti come relatrice la stessa professoressa, che conteggiando anche le lauree triennali del giorno precedente e le specialistiche di quello successivo ha seguito, per quella sessione, un totale di 51 studenti. "Nell'ultima sessione abbiamo dovuto fronteggiare un'inattesa ondata di 180 laureandi", dice il preside Michele Cascavilla. "Per la triennale comunque si fa un lavoro di 40-50 cartelle: 10-15 minuti sono sufficienti per discuterlo. In ogni caso, è la commissione a decidere il tempo necessario. Per quanto riguarda la distribuzione delle tesi tra i docenti, sono gli studenti a scegliere la materia che più li interessa: se un professore ha abbastanza tempo e pazienza, chi gli può vietare di accettarli?".

La lunga attesa. Alcune università italiane hanno poi messo a punto delle procedure che, come effetto collaterale, spesso diluiscono la gioia per la conclusione degli studi. Non sempre, infatti, la proclamazione è nello stesso giorno della discussione. Così dopo aver affrontato la commissione bisogna aspettare, mentre i parenti, se vogliono assistere ad entrambi questi momenti, devono fare due giri all'università. A Bologna, alla facoltà di Scienze della comunicazione, il 27 marzo scorso si è svolta la cerimonia per proclamare laureati gli studenti della triennale che avevano discusso la tesi nella prima metà del mese. A Padova, alla facoltà di Ingegneria, i laureati tra l'8 gennaio e il 28 aprile di quest'anno dovranno attendere fino alla metà di maggio per far festa.

Specialistiche variabili. Per la laurea specialistica la procedura cambia, ma anche qui sono gli atenei e le singole facoltà a dettare le regole. La discussione è una prassi ed in media il tempo a disposizione del candidato è di circa 20 minuti. Questa durata però varia, talvolta in modo considerevole: ad Economia a Padova, ad esempio, tra il 7 e il 13 marzo ad ogni candidato è stata dedicata mezz'ora; alla facoltà di Psicologia 2 dell'università "La Sapienza" di Roma, invece, i laureandi sono valutati molto più rapidamente. "Di solito i lavori vengono presentati in circa dieci minuti, in qualche caso in un quarto d'ora", dice la professoressa Lucia Mannetti, che il 17 marzo scorso era presidente di una commissione che ha giudicato diciotto candidati a partire dalle 14. "Quella è stata una giornata quasi eccezionale - aggiunge - in genere si esaminano una dozzina di tesi".

La fine della tesi. Mentre i neolaureati festeggiano - e magari regalano una copia rilegata del loro sudato lavoro alla nonna e agli amici più cari -, capita poi che gli atenei trattino gli elaborati in modo discutibile. All'università di Chieti e Pescara, dove secondo alcuni rappresentanti degli studenti "in certe facoltà le discussioni durano 7-8 minuti e a volte anche meno, soprattutto per le triennali", si è verificato un episodio che non è piaciuto agli universitari. "L'anno scorso - racconta Filippo Suessli dell'associazione studentesca 360 Gradi - abbiamo scoperto moltissime tesi di laurea in un archivio sotterraneo nel Polo di Lettere: erano ammassate e gettate a terra in mezzo alla sporcizia. Dopo la pubblicazione di alcune foto sul nostro giornale la situazione si è più o meno risolta e, soprattutto, il locale è stato chiuso a chiave".
(9 aprile 2008)
studingegn-votailprof
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E' veramente triste tutto ciò soprattutto per chi conquista il titolo maturando i concetti, soffrendo per una tanto voluta preparazione e competenza.
Se prima si pensava solamente ad un percorso formativo un pò "snaturato" adesso la tendenza sembra essere quella di voler anche sminuire sia il valore didattico e legale dei nuovi titoli accademici che l'impronta di prestigio che ha avuto, storicamente, nella società .
L'impressione è sempre più quella di una corsa ad ostacoli che si svuota di significato e praticata in atenei "golosi" di matricole in maniera esponenziale!!
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