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"Corriere della sera":
In Yemen La testimonianza di Khadija Al Salami
«Io, obbligata al matrimonio volevo togliermi la vita»


Nata in Yemen 42 anni fa, Khadija Al Salami è la responsabile culturale dell' ambasciata yemenita di Parigi e una regista di documentari. L' ultimo, Amina, vincitore dell' Horcynus Festival di Messina ad agosto, è la storia di una bambina yemenita costretta al matrimonio a 11 anni, accusata di aver strangolato il marito a 15 e condannata a morte. Al Salami, che fu forzata a sposarsi alla stessa età e stuprata dal marito, come scrive nella biografia Pleure, ô reine de Saba (Piangi, regina di Saba), è riuscita, a ottobre, a far assolvere la ragazza, oggi 26enne. Sperava di ottenere tanto raccontando la storia di Amina? «Quando lessi di lei per la prima volta sui giornali, mi ricordò la mia esperienza. Sposata a 11 anni, avrei voluto uccidere tutti, non solo mio marito, tutti, anche me stessa. Volevo raccontare la sua versione della storia. È lei la vittima sin dall' inizio ed era stata condannata a morte pur essendo minorenne. Poi ho scoperto che non era lei l' assassina. Il cugino del marito è stato giudicato colpevole e punito con la morte». I matrimoni di minori sono comuni oggi come un tempo in Yemen? «Pensavo che ai miei tempi accadesse di più, che le cose fossero cambiate. Ma negli ultimi mesi mi sono resa conto che ci sono molti casi. Dopo il caso di Nojoud, la bambina che ha chiesto il divorzio in tribunale, altre 3 ragazze hanno raccontato la loro esperienza. Forse è più raro nelle città, ma nelle campagne è una pratica diffusa». E le madri non si oppongono? «Alcune sì, altre sono costrette. Il problema è l' ignoranza e la povertà. Mia madre fu data in sposa a 8 anni. Quando vennero a chiedere la mia mano, non si oppose. "Una donna nasce per essere seppellita o sposata", diceva mia nonna».


BERLINO - Intimorita e diffidente volge lo sguardo verso di lui; imperturbabile è invece l'occhiata dell'uomo verso la fotocamera: la foto 2007 dell'Unicefmostra un fidanzamento in Afghanistan.


Paesi di religione musulmana,induista e diverse regioni dell'Africa praticano il matrimonio di bambine di età compresa tra gli 8 e i 14 anni con uomini adulti.La motivazione di legare giovani donne a vincoli matrimoniali sta nella purezza e nella verginità che possono offrire.Altre vie non sono ammesse sicchè una donna viene sepolta o data in moglie.
L'ONU conta 60.000.000 di casi e si sta impegnando per difendere i diritti di minorenni.Molte di queste si ribellano al sistema pagando con la vita.Il loro sacrificio paga la libertà delle loro figlie.
é lecito essere tolleranti verso le culture altrui:la tradizione identifica un popolo,la gente che vi appartiene.Prima di appartenere ad un gruppo etnico un uomo e una donna appartengono alla categoria superiore dell'umanità!Esistono degli interessi che non possono essere dimenticati e lesi dall'ottusità e dall'ignoranza!
L'attenzione mondiale coopera all'annientamento del fenomeno e all'impiego di mezzi pacifici come l'istruzione:una donna che conosce i propri diritti può difenders!L'Italia ha iniziato a partecipare all'attività internazionale impiegando i mass-media.
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mischina dda carusa va!
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