shawna-votailprof
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dal sito d Di Pietro.


"La revisione della legge 194 sull’aborto e' uno dei principali dibattiti politici di inizio 2008. Per me la donna non dovrebbe ricorrere all’aborto, ma non pretendo che le mie scelte prevalgano sulle decisioni di altre persone."(:quoto:)
"Ritengo che la legge 194, pur con le sue imperfezioni come succede del resto per tutte le leggi, non debba essere modificata, non ne vedo i presupposti. La legge 194 ha funzionato, su questo non credo che ci siano dubbi, e ha tutelato la libertà di migliaia di donne di essere padrone della loro vita. Il dibattito attuale ha due aspetti che mi disturbano come cittadino e come politico. Il primo è che una discussione sui diritti civili sia influenzata, e forse indirizzata, dalla religione. Il secondo è che con tutti i problemi irrisolti che ha il Paese, e ce sono migliaia, si dibatta (e si perda tempo prezioso) su una legge che funziona, approvata dagli italiani attraverso un referendum. L’immagine che la classe politica, ancora una volta, trasmette è di vivere in un mondo a parte, isolata, lontana dagli italiani e dalle loro aspettative."



cosa ne pensate? sn d'accordo con Di Pietro nell'affermare che ancora una volta i politici , TUTTI i politici tengano a dire la loro su una questione che in questo momento nel paese nn è d primaria importanza, TUTTI dicono la loro, ma in nessun tg invece ho sentito affermazioni d un solo politico sul caso campania.
tuttavia nn m trovo d'accordo sul primo aspetto che tanto irrita il ministro, in quanto la modifica alla legge 194 viene proposta su basi scientfiche, o al messimo provocatorie, e nn certo religiose.


a me fanno paura i bigotti , ma ancor d più i bigotti al contrario.
beltipo-votailprof
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Personalmente ritengo che una donna DEBBA ASSOLUTAMENTE avere il diritto di scegliere e quindi di abortire, ovviamente entro limiti e regole ben precise.

Premesso questo, ritengo altrettanto utile che la donna che abbia questa intenzione sia informata sulle alternative quali adozione, supporto pubblico, counseling psicologico ecc ecc...
metoyou-votailprof
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d'accordo con bletipo
kikylex-votailprof
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E' un argomento scottante, quello dell'interruzione volontaria della gravidanza, che può spesso portare a giudizi presuntuosi o critiche ingiuste. Personalmente ritengo sbagliato ricorrere all'aborto. Ma è un mio pensiero, nel senso che IO non lo farei. Ma non mi permetterei di giudicare o di ritenere un'"omicida" chi decide di farlo. So che ogni donna ha le sue ragioni profonde che la possono spingere a farlo o meno: perchè una donna decide di abortire?
Alcune non si sentono pronte ad avere un figlio, perchè troppo giovani, o perchè non economicamente in grado di mantenerlo, o perchè ancora vivono nella mentalità che una donna non sposata che "fa certe cose" sia una poco di buono (quindi per il giudizio della gente)..si può dire.."e no care signore, allora scusatemi, perchè non ci pensavate prima? E' troppo comodo "risolvere" il "problema" così. MA è anche vero che per quanto si possa ragionare in questi termini, la risposta al perchè abortire è un qualcosa che si può trovare solo dentro sè stesse. Sicuramente IO penso che quell'esserino che cresce dentro di noi è più importante di una motivazione economica, socio-culturale, o semplicemente egoistica. Ma è un MIO pensiero, è quello che io non farei (abortire per questi motivi). Ma quando una donna sa che metterà al mondo un figlio malato, di un male brutto, che lo farà soffrire per tutta la vita, facendogli desiderare qualcosa che non potrà mai avere? Allora lì la questione diventa ancora più delicata.
Ho conosciuto una persona, malata di una malattia grave, progressiva e congenita. Un ragazzo come noi, che ha vissuto sulla sedia a rotelle per anni, ma con una cosa che pochi di noi hanno: il sorriso. Il sorriso di chi nella sua "diversità", nella sua malattia, ama la vita. Ma soffre, perchè non può correre, non può giocare a pallone, non può fare quello che per tutti è la normalità. Eppure, sorrideva, scherzava, beveva la birra. Ed era un genio in altre attività, nonostante la sua quasi totale impossibilità di essere autosufficiente. Ma sorrideva. E ora non c'è più, da qualche giorno. Una crisi, e la malattia se l'è portato via. Aveva detto, mi hanno raccontato, di avere paura. Una paura che probabilmente ha sempre avuto, ma che forse non ha mai fatto vedere. Io non ho avuto modo di frequentare questa persona, l'ho solo conosciuta e vista un paio di volte, ma persone a me molto vicine lo hanno assistito fino all'ultimo momento. Racconto questa storia perchè voglio far riflettere su una cosa: questa è una malattia congenita ereditaria. E come questa, ce ne sono altre che si possono scoprire durante la gravidanza. La legge permette di abortire in tali, casi, fino al 5° mese. Questa madre, al tempo, non poteva saperlo prima, perchè l'esame che permette di conoscere eventuali patologie del feto, l'amniocentesi, ancora non c'era. Ma cosa avrebbe deciso, se avesse saputo che suo figlio sarebbe stato malato? Che suo figlio non avrebbe potuto giocare come gli altri, correre, andare in discoteca? Oggi avrebbe potuto saperlo, ci sono donne che oggi possono saperlo. Sono forse giudicabili? Chi siamo noi per dire se una persona deve nascere e vivere, o non nascere e quindi morire? Nessuno. Ma non siamo nessuno nemmeno per decidere cosa è giusto che una madre scelga, perchè comunque dobbiamo capire che è una scelta dolorosa, che avrà delle conseguenze che nessuno può immaginare, se non ha mai provato il dolore di perdere un figlio e che a nessuno auguro, e spero sempre che non capiti mai, un giorno, nemmeno a me.
Perchè quindi andare a intaccare una legge che dà solo la libertà di scegliere? Se è vero, come diceva Kant, che essere liberi significa poter scegliere, allora smettiamola di giudicare e di decidere cosa è meglio per gli altri. Smettiamola di assecondare una Chiesa che vuole imporsi decidendo anche se le persone devono o non devono soffrire. La Chiesa, per ovvi motivi religiosi, dice che anche un bambino malato deve nascere. Ma perchè una madre dovrebbe decidere di mettere al mondo un bambino che sicuramente soffrirà? Queste sono decisioni umane e basta. Non è giusto decidere per gli altri. La scelta di tenere o meno un figlio è personale, va fatta solo in base a ciò che dice il cuore e la testa. Non in base a ciò che stabiliscono gli altri. Credo che la legge 194 ora come ora, sia una delle leggi più democratiche e liberali del nostro tempo, una delle poche che, regolandola, per evitare gli eccessi, lascia la libertà di scegliere.
Anche la cosiddetta pillola del giorno dopo, è ricollegabile a questo discorso. Alcuni la ritengono abortiva, come me. Ma non mi permetto di andare da chi invece la prende per "rimediare" ad un "errore" e criticarlo. Ognuno è libero di scegliere cosa è più giusto, anche in base al proprio pensiero su questioni così personali.
Così come se un medico, come è successo ad Agrigento, si rifiuta praticando l'obiezione di coscienza, non è condannabile. Ci sono altri medici. E dobbiamo rispettare questa libertà.
kikylex-votailprof
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una piccola aggiunta, penso che sia vero che appunto perchè la legge non andrebbe toccata, si dovrebbero occupare di cose più importanti come quello che succede in Campania, piuttosto che di cose che sono già state discusse a suo tempo..
giurista-votailprof
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"kikylex;133027":
E' un argomento scottante, quello dell'interruzione volontaria della gravidanza, che può spesso portare a giudizi presuntuosi o critiche ingiuste. Personalmente ritengo sbagliato ricorrere all'aborto. Ma è un mio pensiero, nel senso che IO non lo farei. Ma non mi permetterei di giudicare o di ritenere un'"omicida" chi decide di farlo. So che ogni donna ha le sue ragioni profonde che la possono spingere a farlo o meno: perchè una donna decide di abortire?
Alcune non si sentono pronte ad avere un figlio, perchè troppo giovani, o perchè non economicamente in grado di mantenerlo, o perchè ancora vivono nella mentalità che una donna non sposata che "fa certe cose" sia una poco di buono (quindi per il giudizio della gente)..si può dire.."e no care signore, allora scusatemi, perchè non ci pensavate prima? E' troppo comodo "risolvere" il "problema" così. MA è anche vero che per quanto si possa ragionare in questi termini, la risposta al perchè abortire è un qualcosa che si può trovare solo dentro sè stesse. Sicuramente IO penso che quell'esserino che cresce dentro di noi è più importante di una motivazione economica, socio-culturale, o semplicemente egoistica. Ma è un MIO pensiero, è quello che io non farei (abortire per questi motivi). Ma quando una donna sa che metterà al mondo un figlio malato, di un male brutto, che lo farà soffrire per tutta la vita, facendogli desiderare qualcosa che non potrà mai avere? Allora lì la questione diventa ancora più delicata.
Ho conosciuto una persona, malata di una malattia grave, progressiva e congenita. Un ragazzo come noi, che ha vissuto sulla sedia a rotelle per anni, ma con una cosa che pochi di noi hanno: il sorriso. Il sorriso di chi nella sua "diversità", nella sua malattia, ama la vita. Ma soffre, perchè non può correre, non può giocare a pallone, non può fare quello che per tutti è la normalità. Eppure, sorrideva, scherzava, beveva la birra. Ed era un genio in altre attività, nonostante la sua quasi totale impossibilità di essere autosufficiente. Ma sorrideva. E ora non c'è più, da qualche giorno. Una crisi, e la malattia se l'è portato via. Aveva detto, mi hanno raccontato, di avere paura. Una paura che probabilmente ha sempre avuto, ma che forse non ha mai fatto vedere. Io non ho avuto modo di frequentare questa persona, l'ho solo conosciuta e vista un paio di volte, ma persone a me molto vicine lo hanno assistito fino all'ultimo momento. Racconto questa storia perchè voglio far riflettere su una cosa: questa è una malattia congenita ereditaria. E come questa, ce ne sono altre che si possono scoprire durante la gravidanza. La legge permette di abortire in tali, casi, fino al 5° mese. Questa madre, al tempo, non poteva saperlo prima, perchè l'esame che permette di conoscere eventuali patologie del feto, l'amniocentesi, ancora non c'era. Ma cosa avrebbe deciso, se avesse saputo che suo figlio sarebbe stato malato? Che suo figlio non avrebbe potuto giocare come gli altri, correre, andare in discoteca? Oggi avrebbe potuto saperlo, ci sono donne che oggi possono saperlo. Sono forse giudicabili? Chi siamo noi per dire se una persona deve nascere e vivere, o non nascere e quindi morire? Nessuno. Ma non siamo nessuno nemmeno per decidere cosa è giusto che una madre scelga, perchè comunque dobbiamo capire che è una scelta dolorosa, che avrà delle conseguenze che nessuno può immaginare, se non ha mai provato il dolore di perdere un figlio e che a nessuno auguro, e spero sempre che non capiti mai, un giorno, nemmeno a me.
Perchè quindi andare a intaccare una legge che dà solo la libertà di scegliere? Se è vero, come diceva Kant, che essere liberi significa poter scegliere, allora smettiamola di giudicare e di decidere cosa è meglio per gli altri. Smettiamola di assecondare una Chiesa che vuole imporsi decidendo anche se le persone devono o non devono soffrire. La Chiesa, per ovvi motivi religiosi, dice che anche un bambino malato deve nascere. Ma perchè una madre dovrebbe decidere di mettere al mondo un bambino che sicuramente soffrirà? Queste sono decisioni umane e basta. Non è giusto decidere per gli altri. La scelta di tenere o meno un figlio è personale, va fatta solo in base a ciò che dice il cuore e la testa. Non in base a ciò che stabiliscono gli altri. Credo che la legge 194 ora come ora, sia una delle leggi più democratiche e liberali del nostro tempo, una delle poche che, regolandola, per evitare gli eccessi, lascia la libertà di scegliere.
Anche la cosiddetta pillola del giorno dopo, è ricollegabile a questo discorso. Alcuni la ritengono abortiva, come me. Ma non mi permetto di andare da chi invece la prende per "rimediare" ad un "errore" e criticarlo. Ognuno è libero di scegliere cosa è più giusto, anche in base al proprio pensiero su questioni così personali.
Così come se un medico, come è successo ad Agrigento, si rifiuta praticando l'obiezione di coscienza, non è condannabile. Ci sono altri medici. E dobbiamo rispettare questa libertà.

Anch'io penso che la legge 194 non vada toccata..in quanto come dici lascia la libertà di scelta. Una scelta pur sempre dolorosa che una donna responsabile, credo, compia in casi estremi e della quale serberà un ricordo amaro. E' sempre una vita che si spezza, che muore dentro di lei. Questi uomini politici, clericali etc non capiscono.
shawna-votailprof
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e d abbassare secondo studi scientifici il limiti alle 22 settimane anzichè 24 che ne pensate? e d applicare in toto la legge e quindi d fare più informazione che ne pensate??
swordfishtrombones-votailprof
swordfishtrombones-votailprof - Ominide - 0 Punti
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e che cambia se sono 22 o 24?
meglio se sono 24... la donna ha due settimane in più per regionarci su...
shawna-votailprof
shawna-votailprof - Ominide - 0 Punti
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mm in realtà cambia, almeno nuovi studi dicono che cambia , nn x la madre ma x il nn futuro nascituro
swordfishtrombones-votailprof
swordfishtrombones-votailprof - Ominide - 0 Punti
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e che ne sappiamo che in quelle due settimane la madre non decida di farlo nascere?
shawna-votailprof
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anche questo è vero. ma i limiti x l'interruzione volontaria della gravidanza nn sn stati segnati x dar più o meno tempo alla madre per decidere
swordfishtrombones-votailprof
swordfishtrombones-votailprof - Ominide - 0 Punti
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e nel concreto cosa cambia per il pargolo?
shawna-votailprof
shawna-votailprof - Ominide - 0 Punti
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secondo studi recenti alla 22esima settimana il feto , estratto dal grembo materno, potrebbe sopravvivere con una percentuale del 5%se nn sbaglio, è bassissima, ma è vita.
la legge attuale pone il limite alla 24esima settimana xchè, secondo gli studi condotti prima, era questa soglia oltre la quale c'era questa possibilità d vita.
nn so se sn stata chiara
shawna-votailprof
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dunque, cosa ne pensate?
clash77-votailprof
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"shawna;135169":
dunque, cosa ne pensate?
Sempre contrario all'aborto(pur essendo di sx)se non in casi rari di rischio per la madre,per me si da troppo potere alla madre di spezzare una vita chiamiamolo come vogliamo ma perche ci indignamo tanto per la Comunista Cina che adotta il controllo delle nascite e noi Cattolici e/o non lo adottiamo ugualmente.

Pagine: 123

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