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Questo è un orrore secondo me che si avvicina a quello della strage. C'è una morbosità preoccupante..che schifo.


Tutti in cortile, ressa per una sbirciatina
«Vieni alla casa dell'orrore, troppo bello»


ERBA (Como)—La suora, la coppia con bimbo sul passeggino, l’extracomunitario che a gentile richiesta traduce i bigliettini sul cancello scritti in arabo, un papà che fa contento il figlio issandolo sulle spalle per fargli vedere meglio. I tre ragazzi di Cinisello Balsamo che ci sono arrivati con il navigatore satellitare. I due anziani signori dall’aria austera entrambi vestiti di Loden verde e cappello di feltro che arrivano da Desio, di solito alla domenica vanno a Milano a vedere i Legnanesi, ma questa volta hanno deciso di concedersi uno spettacolo diverso. C’erano tutti e c’era di tutto. Nella corte di via Diaz, davanti alla porta dei carnefici e delle vittime, ieri pomeriggio mancava soltanto un sentimento, uno qualsiasi. Non c’era pietà, non c’era commozione, c’era soltanto la voglia di vedere il luogo della strage senza il filtro dello schermo televisivo e di poterlo raccontare agli amici. Erano in trepida attesa davanti al cancello lasciato sguarnito dai carabinieri. Duecento, forse duecentocinquanta, stipati sul marciapiede battendo i piedi per il freddo. La loro fede è stata ricompensata. La provvidenza si è manifestata sotto forma di un inquilino della corte che usciva in auto. La cellula fotoelettrica ha fatto clic, la cancellata si è aperta, loro sono entrati. Mancano le macchie di sangue, ma il resto c'è tutto, dal passeggino di Youssef, alla porta sbarrata dei coniugi Frigerio, sono ancora appese le luminarie natalizie con cui Raffaella Castagna aveva decorato le finestre interne. La ragazza che un quarto d'ora prima aveva lasciato all'ingresso della corte un bigliettino per «l'angelo Youssef volato in cielo» si accalorava al telefono con le incaute amiche che si stavano dirigendo nel centro di Erba per la consueta «vasca» domenicale: «Sbrigatevi, vi dico che hanno aperto, si vede tutto, è una figata ». Gaetano ed Enrico, i due signori di Desio, si guardavano intorno rapiti: «Siamo fortunati — dicevano —. Non ci speravamo, ma è andata bene». Ma perché siete venuti fin qui? «Per curiosità». Suor Domitilla si appoggiava al tettuccio di un'auto parcheggiata nella corte e faceva da Cicerone agli astanti: «Dunque, quello è il garage di Olindo, quindi la stanza sopra deve essere la cucina di Raffaella. Così si capisce tutto». Non ci si abitua mai. Ogni volta ci si illude e ogni volta va peggio. Non erano i quattro gatti che passavano davanti alla villetta di Novi Ligure, non erano i ragazzini che scattavano foto con il cellulare davanti ai mazzi di fiori allineati sul muro della cascina di Casalbaroncolo per Tommaso Onofri, e neppure la folla in coda alla prima udienza del processo alla mamma di Cogne, dove almeno c'era qualcosa da ascoltare. Questa era una moltitudine eterogenea animata soltanto da una curiosità superficiale, da soddisfare in fretta. Erba, ma poteva essere ovunque.
Tutti in cortile, ressa per una sbirciatina - Corriere della Sera
grazyana-votailprof
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Purtroppo non riesco a stupirmi di questi comportamenti, in fondo anche quando c'è un incidente d'auto si formano file chilometriche per i soliti curiosi che devono osservare tutto dalla postazione migliore.
Ciò che non riesco a tollerare è la morbosità dei mass-media....a quella non mi abituerò mai....
beltipo-votailprof
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che però stavolta devo dire che non hanno fatto scempio come al solito...
battagliero-votailprof
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Sarà che avranno capito di averla combinata grossa stavolta, ricordo benissimo i titoli di giornali e telegiornali (nessuno escluso) all' indomani della strage: tutti addosso allo straniero, senza un briciolo di prove, salvo poi scoprire che si trovava all' estero...
Sui curiosi della domenica, niente di nuovo sotto il sole (purtroppo): sono gli stessi che si assiepano davanti al tribunale del processo di Cogne (tanto per fare un esempio), cresciuti con l' idea che tutto ciò che passa dal piccolo schermo -orripilante o meno non importa- sia comunque "figo", e che i sentimenti -siano essi amicizia, amore, gioia, rabbia, dolore ecc.- siano "veri" solo se esternati nei modi più palesi ed a quanta più gente possibile, quelli dell' "esserci a tutti i costi" per ritagliarsi una propria particina nello spettacolo. Un vero e proprio popolo di "figuranti"
marygrace-votailprof
marygrace-votailprof - Ominide - 0 Punti
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Vi ricordate che anche x il caso di Cogne la gente faceva la fila al tribunale per poter vedere la Franzoni x qualche minuto?
Come Grazyana,ormai non mi stupisco piu`.
Piu` il delitto e` efferato, piu` c'e` curiosita`, voglia di sapere i dettagli piu` macabri. E` una strana e triste tendenza.
Io vorrei dimenticare e lasciare riposare in pace le vittime...
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