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mettici pure unimagazine... ;)
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Manovra, cento milioni agli atenei privati. Scontro nella maggioranza: "Bloccateli"
ROMA - Una vera bufera politica si sta scatenando nella maggioranza dopo la scoperta di un altro "emendamento nascosto" nella Finanziaria appena approdata alla Camera. Questa volta la battaglia si scatena sul mondo universitario. E i fondi di si discute non sonoi pochi: cento milioni destinati alle università private, nascosti in due commi del maxi emendamento - il 603 e 604 - sfuggiti ai più.
La notizia anticipata sulle pagine di "Repubblica" ha scatenato le reazioni di alcuni partiti di governo, che arrivano a chiedere una nuova riunione di maggioranza per sbrogliare il caso.
Particolarmente duro il commento di Oliviero Diliberto: "Il finanziamento di istituti universitari privati con fondi pubblici è del tutto inaccettabile - dice il segretario del Pdci-. Di un simile provvedimento non si è mai discusso e deve essere eliminato al più presto". Rincarano la dose la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama: "E' inaccettabile che le linee politiche della Finanziaria vengano decise da colpi di mano o attraverso vergognosi sotterfugi. E' obbligatoria ed urgente una riunione della maggioranza e del governo" e l'onorevole Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani a Montecitorio: "Non ci sono soldi per la Ricerca e poi si finanzia l'università privata, è un'altro buco nero di questa Finanziaria".
Reazioni che testimoniano la sorpresa di una parte della maggioranza di fronte alla notizia anticipata da Repubblica. I firmatari dei commi che portano cento milioni alle università private sono due noti senatori della Margherita: Luigi Lusi, segretario amministrativo del partito e vicinissimo a Rutelli, e Luigi Bobba noto come esponente della linea "teodem" all'interno del suo partito (che però scarica le responsabilità sul collega di partito: L'ho solo firmato, chi l'ha pensato e poi costruito è stato lui";).
I fondi sono destinati a tutti i collegi universitari che abbiano la finalità di ospitare studenti e che "siano iscritti ai registri delle prefetture", criteri poco selettivi per ricevere complessivamente 32 millioni l'anno nei prossimi tre anni.E' scontato che la maggioranza dei collegi ai quali andranno i fondi sono di natura religiosa.

(La Repubblica.it del 20/12/2006)

altra conferma di quello che già sappiamo: questo non è un buon governo, è solo il meno peggio ...
francescoaegee-votailprof
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"swordfishtrombones":
E' scontato che la maggioranza dei collegi ai quali andranno i fondi sono
C'è un "gruppo" in particolare che per le residenze universitare è famosa in tutto il mondo.

Direi Legge ad personam se questo governo volesse essere semplicemente meno peggio di quello precedente... dovrei ancora capire in base a cosa.

Dai condoni è passato all'indulto.
Dalle leggi ad personam finite su tutti i giornali si è passati a quelle nascoste.

Che volete che vi dica più? Che hanno aumentato le tasse senza star combattendo, nei fatti, l'evasione in alcun modo?

PS il gruppo è potente e se all'appello rispondono senatori di sinistra, non mancheranno neanche quelli di destra, quindi rassegnatevi, quell'articolo non verrà cambiato.
beltipo-votailprof
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Da Aprile OnLine.Info del 24 dicembre 2006:

"Ricerca, universita': per fortuna, io credo nella Befana
Marina Montacutelli*

Letterina di Natale

Ho scoperto che Babbo Natale non esiste: e' terribile, anzi terribilissimo.
E' andata cosi'.

Avevo preparato la letterina e l'avevo data per tempo a un signore coi
baffi che mi sembrava proprio perbene. Sono previdente, io.
Non avevo chiesto tanto: mi avevano spiegato che Babbo Natale, quest'anno,
e' povero; mi avevano anche detto che siamo tanti: che ci sono i tassisti
che menano e pure i notai che se lo annotano. E che ci sono i bisognosi,
col macchinone fuoristrada o il negozio birichino. Insomma, avevo capito:
sono giudiziosa, io.
Anche se mi ricordavo bene che l'altr'anni avevo trovato sotto l'alberello
solo i gusci delle noci, e l'ultimo neanche quelli, avevo chiesto appena
qualche soldino e il cominciare a ridarci un po' di speranza e di dignita'.
Poi, ho aspettato. Cercando di far la brava, e' naturale. Io lo so che
bisogna comportarsi bene e crederci tanto tanto, se vuoi che arrivi
qualcosa. Io lo so che i bambini sono bambini e Babbo Natale e' Babbo
Natale: ciascuno al suo posto, insomma; ciascuno secondo le sue
responsabilita', ciascuno secondo le sue competenze, dicono. Pero' si puo'
anche parlare, ci si puo' anche aiutare. Magari e' utile, disturbare ogni
tanto il manovratore. E gliel'ho detto, al signore coi baffi, che Babbo
Natale ci aveva promesso tanto l'altr'anno. Sono discola, io. E ho memoria,
io.
Poi e' successo che hanno cominciato tutti a litigare: non ho capito bene,
per la verita'. Dev'essere una cosa di grandi. Pero' vedevo il signore coi
baffi agitarsi tanto e non succedeva niente: non lo so se e' perche' non
conta tanto lui o perche' Babbo Natale e' cattivo o ha cambiato idea su
questa storia della ricerca e dell'universita' come futuro del paese. E
allora ho pensato che nella letterina avrei dovuto aggiungere che i soldini
servono per scoprire a quale specie appartengono le renne, oppure cosa
mangiano, oppure come si curano. Magari suggerendogli - come si usa adesso
- che ci guadagna anche lui, che gli puo' tornare utile e non e' solo cosa
che si dice pensando alle favole, Babbo Natale forse si dava una regolata.
Sono tarda, io.
Poi, ho capito pure io: Babbo Natale non esiste. E il signore coi baffi non
lo so se gli perdona tutto perche' ci crede ancora o e' scurnacchiat'
assaje. Il fatto e' che neanche se mi avviluppo il cervello nella resina e
fodero gli occhi in una fiducia davvero smarrita posso tornare a crederci,
a Babbo Natale.
Ma c'e' una cosa piu' grave ancora: non solo non esiste, o forse ha appeso
la slitta al chiodo e mandato le renne a pascolare in ordine sparso: vuol
farci credere che volano pure gli asini. E allora non ci sto. Sono
analitica, io.
Perche' se uso le tabelline, tre piu' due mi viene dubbio risultato; se mi
impegno nel calcolo combinatorio, mi chiedo a che servono i dottori di
ricerca: sono cosi' tanti che ormai li prepara il cepu. Se passo
all'analisi logica, non distinguo bene le universita' principali da quelle
subordinate ma ne sento l'odorino come quando si brucia la torta (e chi
andra' in castigo?); se il dizionario, mi dico che all'autorita' che valuta
e controlla preferirei l'autorevolezza. E quando mi tocca la biologia, vedo
che hanno allevato le larve: quelle degli enti; e non ho ben capito che
esperimento vogliono farci e se per comprovar l'eutanasia oppure il
suicidio. Soprattutto, e questo riguarda l'ora di etica, sento una politica
che delegittima se stessa: e non e' antipolitica il gridarlo; sento aria di
provincialismo, di rese dei conti interne. Di quattro spiccioli, e i
precari stanno tutti li': per programmare bisognerebbe fare un salto nel
futuro e non ratificare le calze coi buchi o sancire i buchi sulle calze.
Vedo mancette private: ma speriamo che Babbo Natale abbia sbagliato camino.
Sono stanca, io. Qui volano i cervelli, e gli asini siamo noi. Vorrei che
fosse Pasqua, ma quella passata: quando le speranze c'erano tutte, ancora.
E' triste, il Natale: l'allegrezza piena, e la fiducia, le ritrovi affogate
quest'anno nella gravezza della disillusione. Non abbiamo piu', proprio
piu', le parole per dirlo; anche, per crederci. Abbiamo solo la forza di
sussurrare, giacche' quella di parlare non ci e' data: non fate niente.
Lasciateci in pace.
Per fortuna, io credo nella Befana. La Befana e' diversa da Babbo Natale:
e' donna, e pure meridionale. La Befana sfida la forza di gravita' e le
calze rotte sa cosa sono. La Befana non si veste coi colori della Coca
Cola: ha personalita' e dignita'; un piano di volo non solo in base agli
ordinativi, ma con obiettivi precisi e priorita'. La Befana un programma ce
l'ha davvero e sa distinguere le ciminiere dai comignoli.
La Befana sa cosa e' proprio indifferibile; si ricorda che sapere sara'
pure patire: ma che questo e' gia' successo, e poi patire e' altro da
patimento; e che gli dei - che vogliono per definizione e non per conteggio
postumo tener saldo il timone del mondo - devono prima o poi abbandonare la
tracotanza, l'autolesionismo e l'autoreferenzialita' se vogliono
'ncamminarsi sulla diritta via. Non e' difficile e non serve neanche il
navigatore satellitare: basta la bussola di Flavio Gioia, o chi per lui., e
qualche idea. Da parte nostra - che dei non siamo, ne' ci sentiamo - non
cerchiamo piu' nemmen le stelle, che pure ci avevano promesso: ci
basterebbe mantener i piedi in terra, e non in un continuo, estenuante,
inutile rullio di una nave che va sempre e non viene mai; ci basterebbe che
si smettesse di indicar la luna, quando non si vuole offrire nemmeno il
dito. La Befana tutto questo, e altro ancora, lo sa.
La Befana esiste, senza dubbio. La Befana esiste, speriamo. Non muriamo i
camini, ancora.
Buon anno, intanto.
*ricercatrice"
swordfishtrombones-votailprof
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Chissà come sarebbe stata contenta la ricercatrice se almeno una parte di quei cento milioni fossero andati a lei, invece che ad una università privata.
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