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Per tutta la durata del governo non ha fatto altro che sparare a zero sulla giustizia e su Mastella, ora si è messo a fare il giudice del destino di mediaset e rai... Ma non era (anzi è) ministro delle infrastrutture??? devo dire che Veltroni ha fatto proprio un bell'acquisto....:sisi::sisi::sisi:
clash77-votailprof
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"Pippo liberal-democratico;137477":
Per tutta la durata del governo non ha fatto altro che sparare a zero sulla giustizia e su Mastella, ora si è messo a fare il giudice del destino di mediaset e rai... Ma non era (anzi è) ministro delle infrastrutture??? devo dire che Veltroni ha fatto proprio un bell'acquisto....:sisi::sisi::sisi:

Facciamogliele sparare,almeno qualcuno che parla ancora in Italia del Monopolio Rai-Mediaset è rimasto...poi ci lamentiamo della scarsa qualità della Tv Italiana si abbia il coraggio di inseguire i modelli europei,non dice mica cose sbagliate...niente pubblicità in rai c'è il canone,rete4 sul satellite (lo chiede la corte di giustizia europea non il soviet supremo)ma il problema si risolverà col Dvb-t tocca pazientare:D un paio di anni a Silvio
francescoaegee-votailprof
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A volte mi chiedo se la gente nei forum scriva tanto per parlare.....
Di Pietro ha fondato un partito che vuole espressamente difendere la cultura della legalità.
Da questa ipotesi abbastanza chiara e conosciuta da tutti, nascono tutte le NORMALISSIME conseguenze.
Una conseguenza è che quando Di Pietro è stato accusato di aver commesso dei reati, si è liberamente dimesso senza bisogno che ci fossero scioperi di piazza o richieste da chissà chi. PS alla fine ha dimostrato di essere innocente e i suoi accusatori sono stati condannati per calunnia.
Un'altra conseguenza piuttosto ovvia è che malgrado le idee di Di Pietro siano più facilmente identificabili con il centrodestra che con l'estrema sinistra, sia stata data priorità all'onestà almeno di facciata che era superiore nel centro sinistra.
E ancora INEVITABILE che quando la coalizione che aveva fatto campagna elettorale accusando l'avversario politico di non essere moralmente impeccabile, Di Pietro abbia ricordato quanto era stato detto in campagna elettorale da PD et similia. Lo scandalo nel caso Mastella è stato solo quello di Prodi, di aver lasciato che fosse Mastella a far cadere il governo, e non lui ad allontanarlo in nome di quella moralità, a questo punto solamente presunta, del centrosx.
Risultato? Oggi Mastella non lo vogliono più a sx, ma non lo vuole neanche Casini, e a quanto pare finanche l'uomo che non ha mai negato di essere disposto a scendere a compromessi, il sig. berlusca, se l'è tenuto lontanto appena ha intuito avrebbe perso più voti di quanti ne avrebbe guadagnati.
Di Pietro è stato solo il primo a dirlo apertis verbis, perchè non segue ipocrite ideologie e convenienze di gruppo, e perchè non è dedito, come altri, ad accettare il compromesso o a reputare che compiere reati sia assolutamente NORMALE. (ma ormai st'idea è passata anche nella testa della maggioranza degli italiani e non sono certo io a poterla sradicare).
E poi... Ministro delle Infrastrutture che fa da giudice del destino di Rai e Mediaset?
Ma stiamo scherzando vero?
Se il signor Peppino non se ne è accorto il governo è caduto.
Così il Ministro delle Infrastrutture può fare solo il minimo indispensabile fino a che non verrà sostituito.
Mentre, come ogni politico in Italia, almeno per i prossimi due mesi il suo lavoro principale è fare campagna elettorale. Nessuno si scandalizzi, fa parte dei tempi e dei compiti della politica.
Fare campagna elettorale vuol dire fare proposte agli elettori e non al parlamento. Nessuna decisione dunque, se non quella degli elettori che potranno premiare o penalizzare le sparate del sig. Di Pietro. Le sue proposte.
Così una proposta sarebbe quella di evitare il duopolio dell'informazione televisiva garantendo al contrario la libera concorrenza tra più operatori. E' una proposta, più o meno condivisibile, ma che è nella piena leggettimità di un politico che sia candidato alle elezioni nazionali.
Ma c'è un fatto, che Di Pietro ha fatto notare più volte, ma politici e giornali seguitano a fare orecchie da mercante.
Questo fatto è che diversi anni fa si procedette a regolare assegnazione delle licenze televisive in Italia.
Secondo tale bando Italia1 e Canale5 hanno vinto il diritto a trasmettere. Rete4 invece no, è stata battuta da Europa7.
La corte europea ha già multato l'Italia perchè dopo anni non ha ancora fatto diventare effettivo il risultato del bando. E questo è evidente perchè quando giro i canali col telecomando c'è ancora Rete4 a trasmettere e non europa7 che mantiene solo ripetitori a livello locale.
Dunque il giudice, che non ha nulla a che fare con Di Pietro, ha già deciso che la Rai abbia 3 reti e Mediaset solo 2. Il proprietario di Europa7 aspetta giustizia, ma agli italiani non sembra fregargliene molto... e tutti giù ad attaccare Di Pietro perchè chiede sia applicata la legge italiana ed europea, e perchè fa una proposta che è assolutamente leggittima all'interno del ruolo che ricopre. Coerente tralaltro con la situazione nel resto d'europa visto che da nessuna parte si assiste al 3-3-1 tutto italiano.
shawna-votailprof
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quello che a me sconcerta è :
come mai veltroni leader del pd ha ripetuto tante ma tante d quelle volte che il programma del pd sarà unico e accettato da tutti , e aveva premesso che x candidarsi con il pd bisognerà prima stilare il programma, approvarlo e invece, l'idv ha già un suo programma basato su 11 punti d cui fa parte anche questa proposta che ben nn si sposa con il decreto gentiloni che invece "dovrebbe" essere la linea guida del pd?
come mai veltroni continua a dire che anche di pietro accetterà il rpogramma e nessun ministro scenderà in piazza a dir no al proprio governo , quando questa cosa nn la vedo molto da di pietro?
come mai veltroni continua a corteggiare i radicali e i radicali a farsi corteggiare da veltroni quando alcuni punti del programma dell'idv saranno penso e credo nn condivisi dai radicali?
non doveva essere un unico partito unito da un unico programma condiviso da tutti??
come mai alla fine prima si stanno facendo le alleanze e poi si penserà al programma?
nn viene meno così la premessa "innovativa" fatta dallo sperato futuro governo veltroni?
e ancora , come può di pietro , dopo averci tanto parlato dell'etica politica accettare tutto ciò? qualcosa che nasce già da una menzogna?? forse che l'etica in politica nn possa esistere?
francescoaegee-votailprof
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Tempo fa hai scritto che quando in Italia si smetterà di parlare per slogan le cose andranno meglio...
Ma si fa ciò che c'è bisogno di fare.. e se si va avanti per slogan è perchè sulla massa più e meno ignorante, hanno effetto.

non doveva essere un unico partito unito da un unico programma condiviso da tutti??
Questo è uno slogan, che è motivato da alcuni cambiamenti, ma ha pur sempre i limiti di uno slogan e dunque non coincide esattamente con la realtà.
come mai alla fine prima si stanno facendo le alleanze e poi si penserà al programma?
Tempo fa, non molto, avevo scritto proprio un post sull'argoomento, che è andato pressocchè deserto.
http://www.unimagazine.it/forums/forum-generico-universita/off-topic/attualita-e-politica/16055-pdl-e-pd-quali-idee-politiche.html

Già allora c'era il sentore di quel che mi si è confermato poi.

All'interno del PD ci sono ancora "quelli della Margherita", che pure dovrebbe essere sepolta da un pezzo.
Convive la Binetti, membro numerario dell'Opus Dei che è il principale esponente del fondamentalismo/tradizionalimo cattolico moderno, con diversi esponenti pro-aborto, pro-dico etc.
Convivono personaggi la cui provenienza è indubbiamente "di sinistra", con altri che sembrano avere in temi economici idee spiccatamente "di destra".
Sembra così che il PD, ma non mi sembra vada diversamente nel PdL, non nasca su un'idea.
Ormai le idee sono diventate ideologie, parola che non piace più, sembra vecchia. Credere ancora in qualcosa è out.
E' in al contrario procedere o attraverso compromessi interni in seno a quelli che decidono di identificarsi con quella che è ormai una sigla vuota, o muoversi attraverso sondaggi a campioni e l'umore popolare, che certo non porta lontano ma permette di acquisire consensi.
Ecco dunque che le principali forze politiche non hanno un benchè minimo di programma chiaro e inequivocabile, le proposte vengono effettuate dai rispettivi premier in base alle richieste popolari. Ecco dunque che i programmi si fanno in televisione, a Porta a Porta, e che si assomigliano terribilmente.
Semplici (per evitare di scontentare politici e elettori del partito), e demagogici.
"shawna;137494":
quello che a me sconcerta è :
come mai veltroni leader del pd ha ripetuto tante ma tante d quelle volte che il programma del pd sarà unico e accettato da tutti , e aveva premesso che x candidarsi con il pd bisognerà prima stilare il programma, approvarlo e invece, l'idv ha già un suo programma basato su 11 punti d cui fa parte anche questa proposta che ben nn si sposa con il decreto gentiloni che invece "dovrebbe" essere la linea guida del pd?
Se all'interno del PD sono confluiti diversi partiti che permangono nascosti all'interno della nuova identità e con un ruolo che è mutevole, il PD e l'IdV restano due partiti diversi.
Al di là degli slogan, l'operazione fatta tanto a sinistra quanto a destra, è stata una semplice riduzione di forze in campo.
Dalle grandi coalizioni con estremi che non si sopportavano vicendevolmente Mastella-Di Pietro. Arcobaleno-Dini. Si è passati ad una semplificazione.
Sono stati allontanati gli arcobaleno con la SCUSA del partito unico, perchè hanno idee già molto diverse dal PD, che è fondamentalmente un partito di centro, con qualche idea di sinistra in temi generali e di destra in temi economici/esteri. Si è allontanato Mastella perchè la sua presenza ormai risultava ingombrante visto l'esempio di moralità che protava con se.
Dini secondo me se ne è andato di sua iniziativa, deluso dal centro sinistra e con la volontà di dire la sua in termini economici, qualunque sia il governo.
E non perchè sia un trasformista, ma perchè la sua carriera politica nasce proprio in un governo tecnico bipartisan. Il suo tentativo dunque è quello di dire la sua in quanto tecnico. Indubbiamente preparato in temi economici e scevro da ideologie di partito.

Si è salvato solo Di Pietro e i Radicali.
I Radicali secondo me servono a tappare le ali alla Binetti. Che fa comodo per non perdere tutto l'elettorato cattolico, ma che è molto scomoda al momento di legiferare.
Di Pietro invece raccoglie quella fetta di elettori delusa dalla politica, e che pure ancora spera andare a votare possa servire a qualcosa.
Ha un bacino di voti che può servire, porta un'immagine che è coerente con quella del PD, e anzi le dà lustro (legalità), e non ha particolari ideologie politiche da far scontrare con qualunque partito. Insomma, con Di Pietro finchè non gli tocchi la giustizia un accordo lo raggiungi sempre. E il PD non ha, al contrario del PdL, particolari "giustizie" da difendere.

come mai veltroni continua a dire che anche di pietro accetterà il rpogramma e nessun ministro scenderà in piazza a dir no al proprio governo , quando questa cosa nn la vedo molto da di pietro?
a) Perchè Veltroni non ha speranza di andare al governo senza l'appoggio di berlusconi. E con l'appoggio di berlusconi può fare anche a meno di di pietro.

nn viene meno così la premessa "innovativa" fatta dallo sperato futuro governo veltroni?
Che tutto cambi perchè nulla cambi.
Il progetto di Veltroni non riguarda queste elezioni, ma è un progetto di più ampio respiro. Conta di avere quei numeri per avere visibilità nei prossimi anni e poter col tempo creare veramente una forza più omogenea (adesso lo è solo sulla carta) e con un più vasto elettorato.
Dunque non è una "premessa innovativa", quella di veltroni, ma una "promessa innovativa". Non si cambia dall'oggi al domani e il PD attuale è il frutto di oltre un decennio di lavoro a riguardo.... e non so se altri 5 anni basteranno per ottenere ciò che ora è solo una speranza.
e ancora , come può di pietro , dopo averci tanto parlato dell'etica politica accettare tutto ciò? qualcosa che nasce già da una menzogna?? forse che l'etica in politica nn possa esistere?
Non ha parlato di etica politica in termini generali. Ma nel senso più specifico di legalità.
Comunque non c'è niente di illecito eticamente nel progetto di veltroni, se non nel fatto che promette oggi una realtà e una coesione che sta ancora cercando di costruire.
Ma un politico che promettesse solo ciò che è già strasicuro di poter offrire in Italia non raccoglierebbe neanche l'1% dei voti.
shawna-votailprof
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e mentre l'ansa riporta:

TV: D'ALEMA, NESSUN ESPROPRIO A BERLUSCONI


ROMA - "Nel programma del Partito Democratico non si prevede l'esproprio di due reti di Berlusconi". Lo assicura il vice premier Massimo D'Alema a Radio Anchio, sottolineando che si tratta di "una riforma più equilibrata" del sistema televisivo. Riguardo alle prese di posizione di Di Pietro, D'Alema precisa che il leader dell'Idv "ha sottoscritto il programma del Pd". "La logica delle coalizioni rissose è alle nostre spalle" sottolinea D'Alema non prevedendo quindi diversità di posizioni tra gli esponenti politici della maggioranza come è avvenuto nella legislatura appena conclusasi.


di pietro sul suo blog posta un articolo nn "suo" ma d travaglio

Ecco come stanno i fatti:
"Scusate la noia, ma parliamo di tv. Quell'elettrodomestico quadrato in cui l'altra sera il Cainano ha potuto impunemente raccontare di essersi battuto come un leone contro l'uscita di Enzo Biagi dalla Rai, ma non ci fu nulla da fare perché il vecchio Enzo teneva troppo al soldo e scappò con la cassa di una lauta liquida¬zione. Dinanzi a lui, al posto del direttore del Tg1 Johhny Raiotta, c'era una sagoma di cartone, che naturalmente non ha replicato.
L'altroieri Antonio Di Pietro ha detto una cosa ovvia: occorre dare «esecuzione alla sentenza europea su Europa7 e spostare Rete4 sul satellite». Poi ha auspicato la Rai venga ridotta «a una rete senza pubblicità, finanziata dal canone e sottratta all'influenza dei partiti» e ogni concessionario privato non possa avere più di una rete.
Su questo secondo punto, c'è libertà di pensiero: nel Pd, a sinistra e a destra, sopra e sotto. Ma sull'obbligo di eseguire la sentenza della Corte europea c'è poco da discutere: si esegue e basta. Invece Di Pietro è stato subissato di critiche, attacchi, improperi. Che a metterlo a tacere siano i berluscloni, da Cicchitto a Fede, dal Giornale al Foglio, da Facci alla Donna Barbuta, fa parte del gioco: la banda larga difende la cassaforte. Decisamente più stravagante è che lo facciano i vertici del Pd.
Gentiloni: «Il Consiglio di Stato si pronuncerà nei prossimi mesi e alla luce del pronunciamento prenderemo le misure adeguate».
Follini: «La posizione del Pd è contenuta nei due ddl Gentiloni che giacciono in Parlamento».
Veltroni: «Non mi sentirete mai pronunciare una parola di attacco contro Berlusconi. Quella con lui è una polemica gioiosa, ma va bene così: gli italiani sono stanchi degli improperi». Infatti nessuno vuol lanciare improperi. Sarebbe interessante però sapere come intenda muoversi il Pd sulla tv.
Anche perché il responsabile Informazione, Marco Follini, non è l'omonimo di colui che approvò il decreto salva-Rete4 e la legge Gasparri: è sempre lui. Forse dovrebbe uscire dal tunnel della Gasparri. Spiegandogli, con le dovute cautele, che la Corte europea ha raso al suolo il concetto di «regime transitorio» su cui si fondavano la Maccanico, la Gasparri e la Gentiloni.







beh si uniti in un unico programma! ma ni pigghiunu po culu??(citazione)
pippo liberal-democratico-votailprof
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Caro francesco ribadisco quello che ho scritto e aggiungo pure che Di Pietro è un moralista, giustizialista, populista e un presenzialista (visto le ore interminabili passate in tv). Comunque... Di pietro fà una proposta del genere per le tv? bene. Ma intanto però, vorrei sapere cosa ne pensa Veltroni visto che è il suo principale alleato e che sabato ha presentato un programma in cui non mi pare ci fosse traccia di quello che ha detto Di Pietro. E poi quando Di Pietro dice che in parlamento non ci dovrebbero stare i condannati, ma per quale tipo di reati? prendiamo ad esempio visco che è stato condannato per abusivvismo: vuoi metterlo sullo stesso piano di dell'utri? Sottoscrivo quello che dice shawna che, evidentemente, non è una che scrive tanto per parlare...
shawna-votailprof
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leggendo il tuo precedente intervento nn trovo quasi nulla da aggiungere, l'unica differenza nel nostro pensiero è che tu credi che votare di pietro possa essere una buona cosa x per dar man forte all'idea d politica giusta che tutti noi auspichiamo, mentre io rimango sconcertata dalle troppe parole belle che sento e leggo xchè troppo simili tra loro e rimango delusa dalla mia impossibilità d scegliere non il male minore , ma il bene maggiore,in una situazione elettorale come quella che c si presenta.
ricordando il topic http://www.unimagazine.it/forums/forum-generico-universita/off-topic/attualita-e-politica/16055-pdl-e-pd-quali-idee-politiche.html
da te aperto, m chiedo se tu non stia facendo un passo indietro rispetto alle tue idee e se nn stia facendo la stessa cosa di pietro.
concordo pienamente che gli pseudo programmi del pd e del pdl siano oltre modo simili e pur nn condividendone alcuni punti, trovavo il programma dell'idv una giusta alternativa, ma di pietro ai miei occhi altro nn sta facendo che accettare un compromesso , cosa da lui tanto detestata. ed ecco nasce il mio sconcerto
shawna-votailprof
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pippo visco nn si candida e ha mollato il pd:p:D

stessa cosa de mita, per altri motivi xò:
"Nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio". Così l'ex segretario Dc Ciriaco De Mita, prendendo la parola all'inizio della direzione del Pd, ha protesta,secondo quanto riferito, per l'esclusione della sua candidatura. "Non sarò con voi- avrebbe aggiunto De Mita - ma contro di voi"

Successivamente, conversando con i giornalisti, de Mita ha spiegato i motivi della sua decisione. "I criteri di selezione della classe dirigente fanno riferimento all'età e non all'intelligenza; per me sono un insulto per questo lascio il partito". Il regolamento che stabilisce i criteri delle candidature stabilisce infatti che non potranno ripresentarsi davanti agli elettori quanti hanno già svolto tre mandati parlamentari.

"La mia partecipazione alla costruzione del Pd - ha spiegato un De Mita visibilmente irritato - è sempre stata segnata dalla preoccupazione e dal dubbio. Ma qui anziché metter mano a un soggetto democratico si sta edificando qualcosa basato più sul desiderio che non ancorato alla realtà". In particolare De Mita ha criticato l'intenzione di "trasferire il modello americano alla nostra realtà". Ma quello che per De Mita è "un insulto" è appunto il regolamento che "fa riferimento all'età e non all'intelligenza". I cronisti hanno chiesto se egli oltre a lasciare la riunione abbandona anche il partito: "certo" ha replicato senza esitazioni De Mita.

e su questo si potrebbe aprire un nuovo dibattito , xchè almeno io concordo in parte con de mita, nn è mica detto che un volto nuovo e giovane sia migliore d uno vecchio ma con esperienza. e m pare che su questo punto sia d'accordo anche tu francesco o sposi anche tu le teorie demogogiche d grillo che a quanto pare ha influito nn poco la costituente del pd?
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Visco, come dell'utri, lo portavo come esempio, visto che secondo le teorie di di pietro in parlamento non ci dovrebbe stare nessun condannato
francescoaegee-votailprof
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"shawna;137522":
da te aperto, m chiedo se tu non stia facendo un passo indietro rispetto alle tue idee e se nn stia facendo la stessa cosa di pietro.
Il problema, lo ribadisco, è che per fare un passo in avanti dovrei emigrare in un altro stato. E al momento ho diversi legami con questa terra che non ho nessuna intenzione di allentare o scioglierle solo per poter votare un politico più decente.

Dunque, visto che il PD e il PdL sono plausibilmente destinati a fare comunella, visto che anche se non fosse palese un accordo hanno programmi analoghi, non resta che schierarsi con un voto d'opinione verso qual cosa di diverso.
Opzioni:
La Rosa Bianca... stesso marasma di PD e PdL affievolito da un certo sapore DC che non mi piace poi tanto. Men che meno un'ex sindacalista come Pezzotta
Mastella: la vergogna morale del passato governo. Giammai.
Dini: una persona intelligente, penso che gli daranno la possibilità di dire la sua in ogni caso.
Di Pietro: ha bisogno di un maggiore sostegno elettorale per portare avanti le sue idee che...

nn sta facendo che accettare un compromesso , cosa da lui tanto detestata. ed ecco nasce il mio sconcerto
Compromesso politico e compromesso moral-legale, sono due cose diverse.
francescoaegee-votailprof
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"Pippo liberal-democratico;137527":
Visco, come dell'utri, lo portavo come esempio, visto che secondo le teorie di di pietro in parlamento non ci dovrebbe stare nessun condannato

Visco si è dimostrato sempre abbastanza viscido come personaggio.
Ma non è questo ciò che importa.
Bensi quel che torni a confermare.
Ormai in Italia è passata per buona la cultura dell'illegalità. Evadere la legge è un reato. E' Grave, e qualcosa di grave non funziona se sono in molti a farlo.
Ma per i più ormai è NORMALE vivere nell'illegalità.

Moralista è Visco dalla bocca del quale ho sentito tante menate su fatti che dimostra di consocere poco, volendo fare la morale agli altri, e dimostrando poi di non essere un'anima candida. Visto che uno che viene condannato per abusivismo fa un torto grave alla collettività, e a quanti hanno rispettato la legge non costruendo e non speculando, al di fuori dei limiti imposti dalla società cosiddetta civile.
pippo liberal-democratico-votailprof
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A france vedo che non mi stai cagando e questo lo capisco visto che sei convinto che scriva tanto per parlare...Ma leggendo i tuoi messaggi mi sovvengono un sacco di domande per la testa. Per esempio: tu sei veramente convinto che tra Pd e Idv ci sia qualcosa di diverso nei programmi? Ma qual'è il programma di di pietro? il suo è un partito personale che non ha niente a che vedere con i problemi reali del paese. L'idv come il pdci, come i verdi, come l'udeur, come la destra...servono solo a fregare i soldi per il finanziamento pubblico. spesso in politica la morale non ha molto senso, per questo le cose che dice di pietro (che per te sprizza moralità da tutti i pori) sono impraticabili
clash77-votailprof
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"Pippo liberal-democratico;137537":
A france vedo che non mi stai cagando e questo lo capisco visto che sei convinto che scriva tanto per parlare...Ma leggendo i tuoi messaggi mi sovvengono un sacco di domande per la testa. Per esempio: tu sei veramente convinto che tra Pd e Idv ci sia qualcosa di diverso nei programmi? Ma qual'è il programma di di pietro? il suo è un partito personale che non ha niente a che vedere con i problemi reali del paese. L'idv come il pdci, come i verdi, come l'udeur, come la destra...servono solo a fregare i soldi per il finanziamento pubblico. spesso in politica la morale non ha molto senso, per questo le cose che dice di pietro (che per te sprizza moralità da tutti i pori) sono impraticabili

Sei cosciente di ciò che hai scritto o devo dare RAGIONE a Francesco....oppure tu sei Fini che invoca in questo forum il voto Utile(per chi mi domando?)?
Si potrebbe dire la stesso de PD PDL e tutto il resto della baracca...
Dai non scherziamo e teniamo alto il livello della discussione:confused::grazie::clap:
francescoaegee-votailprof
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"Pippo liberal-democratico;137518":
aggiungo pure che Di Pietro è un moralista
Prima di tutto conviene rifarsi ad un buon dizionario. In questo caso adopererò il Devoto - Oli.
Moralista:
Persona che tende a ricondurre i propri giudizi ad una rigorosa e talvolta eccessiva dipendenza da un ordine di principi morali.

populista
Appartenente ad un movimento politico-culturale moderno di tendenza o d'ispirazione popolare.

e un presenzialista (visto le ore interminabili passate in tv)
Nel dizionario non c'è.

Allora. uno che riconduce il proprio giudizio attenendosi ad un ordine di principi morali....a me sembra gli si stia facendo un complimento. Visto che poi ha chiamato il suo movimento politico Italia dei Valori.
Populista però, è esattamente il contrario. Visto che richiamarsi ad un Ordine e ad un Principio vuol dire richiamarsi a qualcosa di superiore, mentre richiamarsi al popolo, inteso come massa, specie nelle condizioni del mondo moderno, vuol dire evidentemente richiamarsi a qualcosa che sta più in basso.

Ma è divertente far notare la definizione di populista "di tendenza o di ispirazione popolare".
Insomma il PPE leggasi partito POPOLARE europeo vuol dire esattamente questo. Partito nel quale fa parte già l'UDC, Forza Italia (che è evidentemente popolare), e nel quale starebbe per confluire anche AN, che come destra nazionalista nn ci dovrebbe stare... ma evidentemente sta perdendo le sue caratteristiche di destra per diventare popolare.

E la sinistra? La sinistra è popolare per definizione. Visto che comunismo è sinonimo di potere alle masse. E daltronde lo stesso nome: Partito Democratico, non è che un sinonimo dell'altro.
Demos è il popolo, cratos è il potere. Quando si da il potere al popolo non è un perfetto esempio di populismo?
Dunque a rigor di logica i partiti più lontani dal populismo (ma pur sempre necessariamente populisti perchè eletti attraverso elezioni popolari, ov'è la maggioranza, la quantità, a decidere, e non la quantità), sono "La Destra" e l'"Italia dei Valori". Non a caso sono gli unici partiti che non hanno votato favorevolmente l'indulto.

Sul presenzialista, è evidente che TUTTI i politici, fanno il giro delle 7 chiese per acquisire consenso popolare. Dunque essere presenti, specie in un potente mezzo mediatico di massa, fa parte integrante del lavoro politico. Almeno del politico "moderno".


Ma forse...
Forse populista, moralista, e presenzialista, erano tre termini completamente scollegati dal loro significato reale mentre il pippo di turno li pronunciava.
Ed erano più da vedersi in chiave politica moderna. Ove vigendo la più completa ignoranza finanche sul significato delle parole si riesce a mascherare e a confondere la realtà nelle maniere più diverse.
Oggi si da del populista a Di Pietro perchè ha cavalcato l'onda populista di Grillo, dando ragione sul dovere deontologico della politica di estromettere coloro che sono dichiaratamente colpevoli di reati contro la legge.
Ma, al di là del fatto che è evidente tutti i politici moderni, o almeno quelli che rappresentano nel complesso oltre il 95% del parlamento siano perfettamente inquadrabili come populisti, e cavalchino in vario modo le varie ondate di umore che nasce dal basso, è evidente che "moralista" viene affibbiato a chi pretende di insegnare la morale in modo un po bigotto, pretendendo che gli unici a rispettarla siano sempre gli altri, e che populista viene invece affibiato a chi mancando di qualunque senso "pratico" si attacca ad ideologie piuttosto che alle presunte esigenze della collettività.
In tal caso è da porre ben evidenza che si tratta innanzitutto di un uso improprio dei termini.
E poi, repetita iuvant, mentre il moralismo cattolico viene portato avanti da personaggi che tutto vivono fuorchè una morale integra, divorziati, separati, conviventi, etc che seguitano però difendendo una morale che essi stessi non hanno nessuna intenzione di rispettare, l'Italia dei Valori ha ad oggi dimostrato di fare tutto il possibile xchè nel partito seguitino militando solo ed esclusivamente persone di retta morale.
E per quanto riguarda il populismo, in sì incorretto modo inteso, non si può non notare che mentre i populisti andavano all'attacco del ponte e della tav, Di Pietro pretendeva solo che le cose fossero più chiare, si dichiarava non pregiudizialmente contrario a delle opere che potevano essere necessarie, e che, proprio per "senso pratico", la società stretto di messina andava salvata, proprio per non regalare denaro ad un'azienda vincitrice di un appalto solo per potersene vanamente vantare di fronte ad una massa ignorante dei fatti, delle necessità, e dei conti economici.

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