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L'altro anno, con i prezzi delle materie prime schizzati verso l'altro qualche giornalista sparasentenze un po ignorante si è lanciato in affermazioni assurde:
E' colpa della trasformazione dei terreni in coltivazioni adatte ai biocarburanti, e la gente muore di fame.

Di fatto, al contrario, i prezzi delle materie prime sono schizzati verso l'altro quando a fronte di un miliardo di occidentali mangiarisorse e 4 miliardi di "poveri", un intero miliardo ha deciso di utilizzare i mezzi occidentali e di competere anche in produzione e consumo.
Insomma da qualche anno i cinesi consumano, e mangiano, di più. Adesso che questa crescita subisce una fisiologica e temporanea crisi i prezzi sono, almeno temporaneamente, tornati a scendere. Senza che però sia diminuita la produzione di biocarburanti, ne che mi risulti il prezzo del pane (quello del grano invece si è dimezzato).

Approposito della colza poi....
In Sicilia molti sono i terreni adibiti alla coltivazione di grano. E la prassi nostrana è quella di alternare un anno di coltivazione ad un anno di riposo del terreno. Produrre colza su questi stessi terreni permetterebbe in teoria una migliore conduzione del fondo agricolo, riducendo i tempi "morti" del terreno, migliorando la resa del grano e dunque senza compromettere la qualità del terreno nel tempo, anzi.
phersu-votailprof
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"FrancescoAEGEE;185957":
L'altro anno, con i prezzi delle materie prime schizzati verso l'altro qualche giornalista sparasentenze un po ignorante si è lanciato in affermazioni assurde:
E' colpa della trasformazione dei terreni in coltivazioni adatte ai biocarburanti, e la gente muore di fame.

Di fatto, al contrario, i prezzi delle materie prime sono schizzati verso l'altro quando a fronte di un miliardo di occidentali mangiarisorse e 4 miliardi di "poveri", un intero miliardo ha deciso di utilizzare i mezzi occidentali e di competere anche in produzione e consumo.
Insomma da qualche anno i cinesi consumano, e mangiano, di più. Adesso che questa crescita subisce una fisiologica e temporanea crisi i prezzi sono, almeno temporaneamente, tornati a scendere. Senza che però sia diminuita la produzione di biocarburanti, ne che mi risulti il prezzo del pane (quello del grano invece si è dimezzato).

Approposito della colza poi....
In Sicilia molti sono i terreni adibiti alla coltivazione di grano. E la prassi nostrana è quella di alternare un anno di coltivazione ad un anno di riposo del terreno. Produrre colza su questi stessi terreni permetterebbe in teoria una migliore conduzione del fondo agricolo, riducendo i tempi "morti" del terreno, migliorando la resa del grano e dunque senza compromettere la qualità del terreno nel tempo, anzi.
Altra bella dimostrazione di pressapochismo-ignoranza, forse dovresti leggere un po' di più, anche sulla produzione di biocarburanti. :)
phersu-votailprof
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Con un utente, si suppone UNIVERSITARIO, che se ne esce con "APPROPOSITO" non solo non ci prendo il caffè, ma non gli rivolgo nemmeno la parola!! :mad:
shawna-votailprof
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buahahahahaahha vedi francè che rischi si corrono a mettere gli apostrofi dove nn c vogliono???:D
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De Mauro - approposito
qualora ce ne fosse stato bisogno...
phersu-votailprof
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"shawna;186057":
De Mauro - approposito qualora ce ne fosse stato bisogno...
Carissima, col tuo italiano fatto di sigle, hai poco da cercare. Comunque, "approposito" non è voce accettata dalla lingua italiana, non quella che scrivi tu, ma quella SERIA!! :sisi:
shawna-votailprof
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ah ok, se lo dc tu che nn è accettata io m piego a cotanta intelligenza:D
francescoaegee-votailprof
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"phersu;186031":
Altra bella dimostrazione di pressapochismo-ignoranza, forse dovresti leggere un po' di più, anche sulla produzione di biocarburanti. :)
Quale fase della produzione di biocarburanti mi sfugge?
La coltivazione? Uso coltivare grano in terreni in cui prima di me i miei antenati coltivarono anche colza.
La trasformazione dalla colza all'olio? Non ho mai sentito dire che per trasformare un vegetale in olio si usi/consumi/sprechi acqua. Anche se certo ci sono i consumi indiretti. Probabilmente, anzi sicuramente, il contadino che coltiva colza beve (consumando acqua), rilascia i suoi escrementi talvolta in civilissimi bagni, tirando lo sciacquone, etc etc etc.
La trasformazione da olio a biocarburante? Di fatto un qualunque motore diesel che si rispetti berrebbe olio di colza pronto per essere utilizzato nella friggitrice (con qualche problema per il fegato, perchè dal punto di vista dell'alimentazione è tra le cose peggiori che si possano usare, niente a che vedere con l'olio extra vergine di oliva, neanche minimamente paragonabile!!!) senza problema alcuno. A scanso di equivoci non è possibile utilizzare colza nelle moderne auto per due motivi:
1) è illegale (ed è questo lo scandalo vero), la produzione di biocarburanti aveva un tetto fissato per legge fino ad un paio di anni fa e non credo sia stato fatto altro che innalzare un minimo questo limite, e chi usava l'olio grezzo era passibile di multa poichè aveva comprato un "carburante" senza pagarvi la relativa accise che lo renderebbe fuori mercato.
2) i moderni diesel, diversi dagli antecedenti, sono stati ultraspecializzati per utilizzare i carburanti attualmente in commercio, così ci sono spesso alcune parti, piuttosto minori ma pur sempre necessarie, incompatibili con l'olio grezzo (di solito sono le gomme in cui il carburante è tenuto a passare.
Un altro problema, risolvibile chimicamente senza l'uso di acqua, è che con i motori JTD e TDI gli iniettori sono così piccoli da non tollerare le impurità che invece sono accettabili in campo alimentare (perchè non sono tossiche sono solo parti più addensate/solide).
Ma visto che con poche centinaia di euro e molta pazienza è possibile costruire un filtro utilizzabile finanche per la trasformazione degli olii già utilizzati al Mc Donald, neanche questo può essere un problema definitivo.
Immagino dunque che anche in campo industriale, nella trasformazione degli olii in biocarburanti, l'acqua consumata sia quella degli operai che tirano lo sciacquone durante le loro pause.

"phersu;186053":
Con un utente, si suppone UNIVERSITARIO, che se ne esce con "APPROPOSITO" non solo non ci prendo il caffè, ma non gli rivolgo nemmeno la parola!! :mad:
Parli con me? In base a che cosa si può suppore io sia "universitario"? Io non l'ho mai asserito. Ne tanto meno, anche se lo fossi, cambierebbe qualcosa nella sostanza di ciò che scrivo. L'importanza della forma è del tutto relativa, sì necessaria ad instaurare una comunicazione, ma non più di questo. Ho conosciuto studenti, Dottori, Ingegneri, Professori di un'ignoranza incontestabile (a mostrare i politici ignoranti ci pensa "le iene";). E non perchè sbagliassero un congiuntivo, una o più forme grammaticali o ortografiche, o perchè utilizzassero la lingua Siciliana o altro idioma non riconosciuto dalla legge. Ma perchè dimostravano di non aver compreso le più banali regole nel loro stesso campo di studi/insegnamenti. E dico le più banali.
Al contrario ho conosciuto casalinghe con conoscenze e profondità di giudizio da far invidia a molti.
Approposito dei miei errori e senza volermene deresponsabilizzare troppo:
a) Sono ignorante in una buona quantità di campi, nei quali se apro bocca di solito è per porre domande.
b) Specie in un post/email su internet, ma non solo, posso commettere degli errori in ognuna delle lingue che utilizzo, ma ho sempre sperato nel perdono di chi mi ascolta, visto che nessuna delle lingue che utilizzo può dirsi essere una lingua sacra, e che raramente i miei errori sono tanto frequenti e gravi da compromettere la comprensibilità delle mie affermazioni (che se sono incomprese lo sono per altri motivi).
c) per gli stessi motivi a e b, non è che necessariamente non abbia notato gli errori altrui,

POST 24911 il vostro compagno... 7 ottobre ore 19:55: gli accenti sono tutti orientati in maniera errata (quasi inevitabile con le tastiere italiane), manca un h nel verbo, FALTA GRAVE! Una n è sostituita da una m. 4 errori in mezzo rigo... un bel ritmo.

Ma solamente non credevo ci fosse alcunchè da far notare visto che non sono un tuo insegnante, non mi hai nominato tale, e mi era ampiamente possibile comprendere il significato delle tue parole senza chiederti alcun chiarimento. Ne hai asserito che il tuo modo di scrivere è corretto.
francescoaegee-votailprof
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Fin quando la possibilità di comunicare non è compromessa non trovo personalmente problemi. E se qualcuno si è trovato a disagio a leggere una frase a lui/lei dedicata in un idioma non conosciuto, così da aver compromesso la comunicazione in cambio di un po di autoreferenzialità... beh toccava a quel qualcuno, eventualmente, far notare il problema.

PS visto il contenuto del messaggio sono stato per la prima volta attento a non commettere errori grammaticali o ortografici. Mi scuso con chiunque mi leggerà, sin d'ora per eventuali refusi in questo post, e per ogni errore potrò commettere nell'avvenire.
PPS sono invece molto attento sempre a non commettere errori di sostanza. E qualora ne avessi commessi in passato, o ne commettessi in futuro li riterrei imperdonabili. Ma proverò comunque a correggerli.

PPS Approposito di "a proposito":
Chi detta legge a riguardo del termine testè applicato è l'accademia della crusca.
Nessun dubbio a riguardo: l'unica versione accettabile e corretta è "a proposito". Sono due termini separati e come tali vanno trattati. Tralaltro già contratti dalla forma "a questo proposito".
Il vocabolario **** non concede alcuno spazio alla forma "approposito" ne diversamente si comporta il De Voto & Oli.
Il De Mauro a casa mia è stato sempre reputato un dizionario di serie b. Sicuramente più avvezzo a fare proprie forme moderne, dei su citati dizionari.
Ricordo che nella grammatica in uso durante i miei anni di frequentazione presso le scuole elementari "a me mi" era riportato come errore gravissimo, trattandosi di due particelle coincidenti nel significato, e la cui ripetizione era da considerarsi errata, propriamente un pleonasmo. Chi ha frequentato nella stessa scuola in anni successivi al mio, riporta invece la forma "a me mi" come tollerata in quanto "rafforzativo".
In questo caso l'accademia della crusca promuove la forma accettandola come corretta, e rigettando la necessità dell'errore ogni qual volta si incontri questa forma.

In particolare dichiara:
Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c'è anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c'è una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.

Da parte mia, come ho già dichiarato, sono poche le forme linguistiche mantenute in italiano nelle quali riesco a riscontrare qualche significato d'altro ordine, e per le quali dunque non posso che nutrire un sacro rispetto, per le restanti invece la mia ignoranza (o l'assenza di tali significati simbolici), lascia sì che la mia attenzione alle forme dipenda strettamente dal contesto in cui mi ritrovo a condividere, pensieri, idee e informazioni.
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