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  • URGENTE! Per favore, chiarimento su Scuola Ionica

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Freiheit16
Freiheit16 - Erectus - 82 Punti
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Per i primi filosofi (presocratici, quindi Talete, Anassimandro e Anassimene, della scuola ionica), vi
era un principio (archè), origine di tutto. Lo consideravano anche come 1 elemento (quindi 1 unità semplice, non divisibile). Veniva considerato da Aristotele come 1 principio materiale, però
per i 3 filosofi era principio in senso globale, se non mi sbaglio...
Questo elemento-principio (per Talete era l'acqua; per Anassimandro l'apeiron; per Anassimene era l'aria) era inteso come "potenza" e "unità di fondo del cosmo", quindi inteso anche
come essenza, realtà ultima della physis.

Però il principio (archè) dovrebbe essere nascosto, occulto, quindi invisibile.
-Ma allora per i 3 filosofi, l'elemento, l'unità essenziale (quindi la potenza, l'unità originaria di tutto) era contenuta all'interno dell'acqua (per Talete), dell'apeiron (per Anassimandro) e dell'aria (Anassimene) ?
Per esempio, per Talete, non riesco a capire se lui concepiva l'acqua come potenza, elemento, realtà ultima di tutto, oppure se pensava che l'acqua contenesse, nel suo significato ultimo, la potenza.
(cioè che l'aspetto ultimo, la potenza originaria di tutto risiede nell'acqua)...

È l'acqua o risiede nell'acqua? Perché se intendeva l'acqua, come poteva essere il principio costitutivo NASCOSTO, INVISIBILE di ciò che si vede? L'acqua, infatti, è visibile...

Grazie per aiutarmi a capire
kiki!95
kiki!95 - Genius - 2465 Punti
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Allora, ti spiego in modo che tu possa capire, anche perché questi primi filosofi sono i più facili che incontrerai:

Quindi: Il pensiero che avevano i primi filosofi si incentra più che altro sul problema della realtà primaria. Gli ionici si convincono esista una realtà unica ed eterna, di cui ciò che esiste è una manifestazione passeggera. Cercano di dargli un nome e lo fanno con archè (=principio), ma lo intendono sia come materia da cui tutte le cose derivano, sia come forza che le anima, sia come legge che spiega la loro nascita e morte. Da questo si generano: l'ilozoismo (la materia animata); il panteismo (la forza divina); il monismo (la legge unica). Tutto questo genera le molteplici realtà del mondo e ne spiega il divenire.

La dottrina fondamentale di Talete diceva che l'archè sia l'acqua. Prendeva ciò, forse, dal vedere che ogni cosa si nutre dell'umido, persino il caldo si genere e vive lì; quindi ciò da cui tutto si genera è il principio di tutto = archè.

Anassimandro fu il primo a chiamare la sostanza primordiale con il nome di archè. Egli, invece, riconobbe l'archè nell'ápeiron, inteso anche come infinito o caos. L'ápeiron abbraccia e governa ogni cosa; è immortale e indistruttibile, quindi divino.

Anassimene, come Talete, riconobbe l'archè in una materia determinata, cioè l'aria. A tale materia attribuì i caratteri del principio di Anassimandro: infinità e movimento incessante. Inoltre, nell'aria, ci vide anche la forza che anima il mondo. («Come l'aria nostra, che è aria, ci sostiene, così il soffio e l'aria circondano il mondo intero.»)


Spero di esserti stata d'aiuto! :)
Freiheit16
Freiheit16 - Erectus - 82 Punti
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Grazie mille! Potresti aiutarmi ancora a capire meglio e a chiarirmi questi piccoli dubbi?

1) Quindi ad esempio per Talete, l'essenza dell'acqua è l'archè? Cioè, l'acqua,nel suo significato ultimo,è l'archè?

2)I 3 filosofi ionici pensavano che il principio di tutte le cose dovesse essere di tipo materiale, perché il principio (archè) nascosto, secondo loro risiedeva nella materia...giusto?


3) Tutti e 3 i filosofi consideravano i loro principi "immanenti" (dentro l'universo) e quindi non trascendenti? Anche l'apeiron era considerato immanente? E pensavano che era l'archè il "creatore", l'origine del mondo, e quindi non Dio?

4) Tutti e 3 i filosofi affermavano che, se si considerava la natura, la realtà dal punto di vista dell'archè era 1 tutto ordinato, come 1 organismo, 1 tutt'uno; e che se si considerava la realtà come costituita da cose molteplici e differenti era sola apparenza? Anche Eraclito la pensava così?

5) Per "realtà prima" si intende "principio, l'origine di tutto", e per "realtà ultima" si intende l'essenza?
kiki!95
kiki!95 - Genius - 2465 Punti
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1) ti ho risposto sul fatto dell'umido per Talete.

2) Se noti, Anassimandro riconobbe l'archè nell'ápeiron.

3)A quel tempo, loro non sapevo fin dove arrivasse il mondo. Da loro, pian piano, si scoprono tutte le cose che sappiamo ora. Non credo si possa parlare ancora di trascendenza, anche perché, come vedrai in seguito, lo stesso Aristotele era convinto che il mondo non andasse oltre le stelle fisse. Loro vedevano questo archè come qualcosa di divino, era quello il loro Dio, il loro essere, capisci?

4)Beh, Eraclito, come penso tu sappia, era il filosofo del divenire, cioè il non essere; poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione. Il divenire deve però essere adeguato ad una legge (= il Lógos o fuoco) universale e razionale e avvenire secondo un ordine naturale, ovviamente.

5)guarda, non saprei. Sui filosofi ionici non è che si sappia chissà quanto.
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