stranger91
stranger91 - Sapiens Sapiens - 1183 Punti
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salve mi servirebbero alcuni kiarimenti su sant'agostino su alcuni punti del suo pensiero:
1)ragione e illuminazione divina
2)l'immortalita dell'anima e tempo e anima
3)il problema del male
4)cos'è il peccato
5)il peccatooriginale e la Grazia
6)la polemica antipelagiana

grazie ttt in anticipo!!!!
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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1) Per S Agostino fede e ragione hanno un origine divina: "Credo ut intelligam , intelligo ut credam", che significa io credo per capire e capisco per credere. Fede e ragione n si scontrano, ma si intrecciano. Chi ha solo la fede nn puo capire fino in fondo serve la ragione, ragione e fede sono complementari. La sola fede nn basta e la sola ragione di contro non puo spiegare Dio, ma deve essere aiutata dalla Fede. La ragione è come un seme di divinità che ha l'uomo in sé e che si identifica con la Seconda Persona della Trinità.

2) Il Tempo: Agostino si trova a risolvere filosoficamente il problema dell’esistenza del tempo, se Dio ha creato il mondo nel tempo, infatti, dovrebbe esistere un Dio prima la Creazione ed un altro Dio dopo la Creazione, ma questo contraddice l’idea di un Dio Unico, Eterno ed immutevole. Per risolvere questo problema Sant’Agostino farà un’analisi del tempo che non è fisso ed è diviso in tre parti:
1. Passato = ciò che non è più presente nella memoria
2. Presente = ciò che è, ma non è fisso, è un continuo fluire
3. Futuro = ciò che non è ancora, ma è presente come aspettativa
Il tempo è una memoria dell’uomo, un distendersi dell’anima, quindi il tempo oggettivo di per sé non esiste, esiste solo perché esiste l’uomo. Dio perciò non Ha creato il mondo nel tempo, ma con il tempo, il tempo esiste solo per l’anima dell’uomo.
L’anima è il luogo dell’incontro con la verità: "Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas" (De vera religione, XXXIX, 72). Con l'anima l'uomo può conoscere Dio. La verità come il Bene di Platone non è nell'uomo, ma è Dio, solo Lui è la Verità!L'anima però non appartiene al corpo, da vità al corpo, ma non gli appartiene. L'anima ha in sé la conoscenza delle cose intellegibili ed è eterna.

3)Il Male: Agostino si pone il problema dell'esistenza del male per rispondere all’eresia Manicheista, che metteva bene e male sullo stesso piano. Sant’Agostino risolve la questione dicendo che il male di per sé non esiste, poiché altro non è che assenza di bene. Il mondo è fatto dal Bene.
Agostino riconosce tre tipi di male:
1. Male Fisico = si converte in bene, senza di esso l’uomo non potrebbe espiare i propri peccati e non potrebbe guadagnare il paradiso
2. Male Metafisico = è un limite naturale, proprio dell’uomo in quanto uomo e serve per fare una gerarchia naturale tra le creature, quindi in realtà è un bene.
3. Male Morale = è un peccato compiuto dell’uomo, il frutto della libera scelta umana, quindi è anch’esso legato adun Bene più grande che sarebbe la libertà dell’uomo.

4) Peccato: è quando l'uomo va contro contro Dio, ed è un risultato del libero arbitrio: L'uomo può scegliere se peccare o no!

5) L'uomo, al contrario di Dio puo fare il male, perchè creato nel libero arbitrio. Solo con Agostino il peccato originale assume la caratteristica ereditaria legata ad una colpa; solo lui lo interpreta in chiave di ereditarietà il peccato Agostino.
Per A. l'uomo non può salvarsi da solo perché la sua condizione è corrotta proprio a causa del peccato originale, ereditato attraverso la sessualità.
Circa la Grazia Divina per Agostino, Dio aveva creato un'umanità libera di obbedire o disobbedire, tuttavia a causa del peccato gli uomini peccano cmq, ma possono liberarsi dal peccato grazie alla grazia di Dio, concessa da Cristo e resa accessibile attraverso il ministero della Chiesa. Gli eletti di Dio ragigungono la salvezza per merito della grazia divina e nn per meriti propri.

6) "La disputa con i seguaci di Pelagio costituisce una parte importante delle dottrine religiose di Agostino. Pelagio era un monaco inglese, che giunto a Roma nel 400 vi espose numerose teorie teologiche interessanti: sosteneva che l'uomo, a cui non viene automaticamente trasmesso il peccato originale, è libero di scegliere tra il bene e il male. Vivendo rettamente e operando il bene, egli può ottenere la salvezza eterna.
In parte a causa dell'influenza esercitata dagli scritti di Agostino, le tesi di Pelagio vennero dichiarate eretiche, e lo stesso monaco (che era già stato bandito da Roma) fu scomunicato. Secondo Agostino, ogni uomo è macchiato del peccato di Adamo, e non è in grado di raggiungere la salvezza eterna esclusivamente per mezzo dei suoi sforzi e delle sue buone azioni: per salvarsi è necessaria la grazia di Dio. Concetti analoghi erano già stati esposti in precedenza, ma Agostino ampliò queste prime asserzioni, e i suoi scritti consolidarono la posizione della Chiesa su questi punti, che da allora in poi rimasero rigidamente stabiliti.
Agostino sosteneva che Dio sa già chi sarà salvo e chi non lo sarà e che alcuni di noi sono quindi predestinati alla salvezza eterna. Questa interpretazione agostiniana avrebbe condizionato la riflessione di teologi successivi quali san Tommaso d'Aquino e Giovanni Calvino.
Persino più importante della dottrina della predestinazione, fu probabilmente l'atteggiamento di Agostino nei confronti della sessualità. Al momento della sua conversione al cristianesimo, sentì di dover rinunciare al sesso. (Scrisse in un'occasione: «Niente deve essere maggiormente fuggito dei rapporti sessuali»). Di fatto, questa rinuncia si rivelò per lui molto difficile: la sua battaglia personale e le sue opinioni sull'argomento Vengono ampiamente descritte nelle Confessioni. I punti di vista che vi sono espressi hanno esercitato, grazie alla grande reputazione di cui godeva, un'enorme influenza sulla posizione adottata nel Medioevo nei confronti del sesso. I suoi scritti hanno inoltre contribuito a collegare tra loro il concetto di peccato originale e il desiderio sessuale.
Durante la vita di Agostino, l'Impero romano declinò rapidamente. Nel 410 Roma fu saccheggiata dai Visigoti di Alarico. Naturalmente gli abitanti pagani rimasti sostennero che ciò era avvenuto come punizione, perché erano stati abbandonati gli antichi dei in favore del cristianesimo.
Nell'opera più famosa, La città di Dio, sant'Agostino in parte difende il cristianesimo da quest'accusa; ma vi espone anche una vera e propria filosofia della storia, che avrebbe avuto una grande influenza sugli sviluppi in seguito verificatisi in Europa. Secondo il santo, l'Impero romano non aveva dopotutto alcuna importanza, né l'aveva Roma o qualche altra città terrena: essenziale era lo sviluppo della «città celeste», in altre parole, il progresso spirituale dell'umanità" (tratto da qui).
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