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  • rivoluzione industrale urgente??!!!

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matty96_juve
matty96_juve - Genius - 2619 Punti
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allora mi servirebbe un appunto o meglio uno schema sulla rivoluzione industriale:
-sulle nuove invenzioni
- le tappe fondamentali
-la durata
-...
grazie mille a tutti
-MiLeY- 4e
-MiLeY- 4e - Genius - 20157 Punti
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Ti serve la prima o la seconda??
Diogens
Diogens - Genius - 66517 Punti
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1 rivoluzione industriale:
LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Aspetti economici e sociali
La 1° Rivoluzione Industriale iniziò in Inghilterra intorno alla metà del XVIII sec. e si diffuse, nel secolo seguente, in altri Paesi Europei e negli Stati Uniti d'America.
Venne chiamata "rivoluzione" in quanto determinò un radicale cambiamento nei modi e nelle condizioni di produzione dei beni manifatturieri e in tutti i settori della vita economica e sociale.
Fu grazie all'introduzione di innovazioni tecnologiche che si sviluppò un nuovo sistema di produzione.
Nella primitiva industrializzazione (XVI - XVII sec.), le attività manifatturiere erano sparse nelle campagne, nelle quali veniva sfruttata l'energia delle acque correnti per azionare i macchinari.
Inoltre, a causa di questa dislocazione, il prodotto veniva preparato dalle donne nelle fattorie e ritirato da "proto-industriali" che si spostavano da una fattoria all'altra sia per ritirare il prodotto finito sia per distribuire la materia prima.
Il nuovo sistema industriale, invece, prevedeva l'impiego di operai che lavoravano all'interno delle fabbriche e la sostituzione delle fonti di energia tradizionale (animali, vento e acqua) con fonti combustibili (carbone) che permisero l'introduzione delle macchine a vapore.
Inoltre le macchine a vapore vennero applicate ai telai delle industrie tessili ed ai mantici delle fonderie sostituendo parte del lavoro umano e permettendo la realizzazione di prodotti a basso costo (economie di scala).
Dapprima i settori interessati dalla rivoluzione tecnologica furono quello tessile e siderurgico, ma ben presto le nuove tecniche interessarono tutti gli altri settori produttivi.
Nell'ambito del settore tessile l'applicazione delle macchine a vapore, assicurò produzioni continue di filati e tessuti e promosse il settore chimico per la produzione di sbiancanti e coloranti.
Abraham Darby 1°, nel 1709 nella valle del Severis, operò la prima fusione del ferro con il carbon coke in sostituzione del tradizionale carbone di legna, mentre suo nipote A. Darby 3°, nel 1779, costruì il primo ponte interamente in ferro, considerato in quel tempo un prodigio di ingegneria e ritenuto oggi uno dei monumenti più significativi della Rivoluzione Industriale.
ASPETTI SOCIALI
La 1° Rivoluzione Industriale ebbe notevoli ripercussioni sociali in quanto accompagnò tutta una serie di profonde trasformazioni nell'economia e nella vita sociale.
L'aumento demografico creò la nascita della città industriale, che si popolò di artigiani e contadini che abbandonarono le campagne per lavorare nelle fabbriche dando origine al fenomeno dell'inurbamento. Si costruirono alle periferie delle grandi città abitazioni fatiscenti e insane, prive di servizi igienici. Il lavoro subì una radicale trasformazione: nelle fabbriche all'operaio non era richiesta una particolare capacità come invece era richiesta all'artigiano; inoltre la lavorazione a catena costringeva il lavoratore ad atti ripetitivi e stressanti per 12 - 14 ore giornaliere, in capannoni umidi per il vapore acqueo accumulato e scarsamente arieggiati.
La società si divise nettamente in 2 ceti:
- Capitalisti (alto-borghesi ricchi, proprietari delle fabbriche)
- Proletari (ricchi di prole, con bassi salari e privi di tutela nel rapporto di lavoro)
Si diffuse così il Lavoro infantile specialmente nelle fabbriche dove i piccoli per la loro minuta costituzione potevano infilarsi in spazi angusti (es: pulizia di cunicoli, pulizia di parti interne di macchinari oppure per tenere in funzione i telai anche quando la lavoratrice adulta si assentava per il pranzo, perché era meno dispendioso per il padrone pagare un bambino che spegnere e riaccendere la macchina)


2 rivoluzione industriale:
La seconda rivoluzione industriale incominciò a manifestarsi, nei Paesi più avanzati, intorno al 1900 e si verificò con una maggiore simultaneità a differenza della precedente rivoluzione, in cui vi erano stati forti sfasamenti temporali fra la Gran Bretagna e gli altri Stati: alcuni Paesi ritardarono tanto il processo di industrializzazione da saltare del tutto la prima rivoluzione e cominciare direttamente dalla seconda, come nel caso dei Paesi Bassi, nei primi anni del Novecento. La caratteristica principale di questa seconda fase fu la sostituzione del carbone, come fonte energetica, con l'elettricità e il petrolio. Verso la fine del XIX secolo furono inventati la centrale elettrica e il motore elettrico. Queste due importantissime innovazioni permisero sia lo sviluppo di molti settori industriali sia di modificare i criteri con cui venivano localizzate le industrie. L'energia elettrica non è facile da immagazzinare, ma può essere trasportata a grande distanza. In tal modo divenne possibile localizzare fabbriche non più vicino alle miniere di carbone, come avveniva con la prima rivoluzione industriale, ma ovunque lo si desiderasse. L'industrializzazione si avviò quindi a diventare un fenomeno assai più diffuso.


I nuovi settori chiave

La seconda rivoluzione industriale fu caratterizzata da tutta una nuova serie di settori chiave. Il settore elettromeccanico forniva centrali e motori elettrici, ma anche telefoni, radio e frigoriferi. I frigoriferi, a loro volta, rivoluzionarono l'industria alimentare e i consumi privati, permettendo il lungo immagazzinamento di derrate come la carne e il loro trasporto a grande distanza. Il settore meccanico del motore a combustione interna, che permise un eccezionale progresso nei trasporti, ebbe un notevole sviluppo, soprattutto dopo l'introduzione della catena di montaggio negli Stati Uniti a opera di Henry Ford nel 1913: nacquero così le "città dell'automobile" come Birmingham e Coventry (Gran Bretagna), Wolfsburg, Stoccarda, Monaco (Germania), Torino (Italia), Detroit (USA). Il settore della metallurgia non ferrosa compì un grande progresso, specie con l'adozione delle leghe leggere per lo più basate sull'alluminio, per il quale si usarono forni elettrici: ciò favorì la tendenza di questo tipo di industrie a localizzarsi in Paesi e regioni con energia elettrica a basso prezzo (Svezia, Stati Uniti, Canada). Enorme importanza acquistò la chimica, sulla base di un rapido progresso scientifico. Grande sviluppo ebbero anche, soprattutto in seguito alla crescente diffusione dei trasporti automobilistici, l'industria petrolchimica, insieme a quella delle materie plastiche e a quella farmaceutica.
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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qui trovi uno schema:
http://209.85.129.132/search?q=cache:L0JX42fqEXMJ:www.cde-pc.it/documenti/inter/testi/rivoluzione%2520industriale.doc+schema+rivoluzione+industriale&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-a
ghega26
ghega26 - Erectus - 110 Punti
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1 rivoluzione industriale:
LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Aspetti economici e sociali
La 1° Rivoluzione Industriale iniziò in Inghilterra intorno alla metà del XVIII sec. e si diffuse, nel secolo seguente, in altri Paesi Europei e negli Stati Uniti d'America.
Venne chiamata "rivoluzione" in quanto determinò un radicale cambiamento nei modi e nelle condizioni di produzione dei beni manifatturieri e in tutti i settori della vita economica e sociale.
Fu grazie all'introduzione di innovazioni tecnologiche che si sviluppò un nuovo sistema di produzione.
Nella primitiva industrializzazione (XVI - XVII sec.), le attività manifatturiere erano sparse nelle campagne, nelle quali veniva sfruttata l'energia delle acque correnti per azionare i macchinari.
Inoltre, a causa di questa dislocazione, il prodotto veniva preparato dalle donne nelle fattorie e ritirato da "proto-industriali" che si spostavano da una fattoria all'altra sia per ritirare il prodotto finito sia per distribuire la materia prima.
Il nuovo sistema industriale, invece, prevedeva l'impiego di operai che lavoravano all'interno delle fabbriche e la sostituzione delle fonti di energia tradizionale (animali, vento e acqua) con fonti combustibili (carbone) che permisero l'introduzione delle macchine a vapore.
Inoltre le macchine a vapore vennero applicate ai telai delle industrie tessili ed ai mantici delle fonderie sostituendo parte del lavoro umano e permettendo la realizzazione di prodotti a basso costo (economie di scala).
Dapprima i settori interessati dalla rivoluzione tecnologica furono quello tessile e siderurgico, ma ben presto le nuove tecniche interessarono tutti gli altri settori produttivi.
Nell'ambito del settore tessile l'applicazione delle macchine a vapore, assicurò produzioni continue di filati e tessuti e promosse il settore chimico per la produzione di sbiancanti e coloranti.
Abraham Darby 1°, nel 1709 nella valle del Severis, operò la prima fusione del ferro con il carbon coke in sostituzione del tradizionale carbone di legna, mentre suo nipote A. Darby 3°, nel 1779, costruì il primo ponte interamente in ferro, considerato in quel tempo un prodigio di ingegneria e ritenuto oggi uno dei monumenti più significativi della Rivoluzione Industriale.
ASPETTI SOCIALI
La 1° Rivoluzione Industriale ebbe notevoli ripercussioni sociali in quanto accompagnò tutta una serie di profonde trasformazioni nell'economia e nella vita sociale.
L'aumento demografico creò la nascita della città industriale, che si popolò di artigiani e contadini che abbandonarono le campagne per lavorare nelle fabbriche dando origine al fenomeno dell'inurbamento. Si costruirono alle periferie delle grandi città abitazioni fatiscenti e insane, prive di servizi igienici. Il lavoro subì una radicale trasformazione: nelle fabbriche all'operaio non era richiesta una particolare capacità come invece era richiesta all'artigiano; inoltre la lavorazione a catena costringeva il lavoratore ad atti ripetitivi e stressanti per 12 - 14 ore giornaliere, in capannoni umidi per il vapore acqueo accumulato e scarsamente arieggiati.
La società si divise nettamente in 2 ceti:
- Capitalisti (alto-borghesi ricchi, proprietari delle fabbriche)
- Proletari (ricchi di prole, con bassi salari e privi di tutela nel rapporto di lavoro)
Si diffuse così il Lavoro infantile specialmente nelle fabbriche dove i piccoli per la loro minuta costituzione potevano infilarsi in spazi angusti (es: pulizia di cunicoli, pulizia di parti interne di macchinari oppure per tenere in funzione i telai anche quando la lavoratrice adulta si assentava per il pranzo, perché era meno dispendioso per il padrone pagare un bambino che spegnere e
riaccendere la macchina)
matty96_juve
matty96_juve - Genius - 2619 Punti
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GRAZIE TANTE PER IL VOSTRO AIUTO
§§squalo96§§
§§squalo96§§ - Genius - 3255 Punti
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la prossima volta dai 1 occhio prima negli appunti
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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prego alla prossima!
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