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  • ricerca degli hittiti o babilonesi o persiani...uno dei tre!!!!!

oO_Matthew_Oo
oO_Matthew_Oo - Sapiens Sapiens - 840 Punti
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aiutatemi su una rierca
fredex
fredex - Erectus - 140 Punti
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?non capisco cosa vuoi sapere...
oO_Matthew_Oo
oO_Matthew_Oo - Sapiens Sapiens - 840 Punti
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fredex: ?non capisco cosa vuoi sapere...
tutto sui persiani, ittiti e babilonesi...anche un sito...però per favore fai presto
grazie
Aleksej
Aleksej - Mito - 20002 Punti
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http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Ittiti/Ittiti-indice.html
http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Persiani/Persiani-indice.html
http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Babilonesi/Babilonesi-indice.html
oO_Matthew_Oo
oO_Matthew_Oo - Sapiens Sapiens - 840 Punti
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Aleksej
Aleksej - Mito - 20002 Punti
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prego.....alla prossima
lilla69
lilla69 - Sapiens Sapiens - 1470 Punti
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I Persiani sono i membri di un gruppo etnico che vive principalmente in Iran, Afghanistan, Tagikistan, e Uzbekistan. In Asia Centrale vengono chiamati Tagiki.

La zona d'origine dei Persiani era il Golfo Persico nord-orientale.

I Persiani divennero i dominatori di un grande impero, conquistato sotto Ciro il Grande, della dinastia Achemenide, nel VI secolo a.C.. Nel corso dei secoli la Persia venne governata da diverse dinastie; alcune di queste di etnia persiana (Sasanidi, Buwayhidi, Samanidi, e altri), mentre altre no (Seleucidi, Turchi Seljuk, Mongoli, Safavidi, e altri).

L'impero persiano fu esteso da Cambise II fino all'Egitto settentrionale. In seguito Dario il Grande inglobò ancora l'intero Egitto, la parte settentrionale della Grecia, raggiungendo il Caucaso e a est fino all'Indo.

La civiltà persiana abbracciava tre religioni principali: Zoroastrismo, Mitraismo, e Manicheismo. Tutte queste riflettono l'estremo dualismo della cultura persiana.


Secondo il CIA World Factbook 2004, il 51% dell'attuale popolazione iraniana è di etnia persiana. Altre stime portano la cifra fino al 70%. Diversi altri gruppi etnici sono rappresentati in Iran, tra cui il gruppo ariano non-persiano dei Gilaki (che vivono nella provincia iraniana di Gilan); gli Azeri e i Turkmeni di discendenza turca, alcuni arabi e altre minoranze. Si veda demografia dell'Iran per ulteriori dettagli.
m4k0
m4k0 - Sapiens - 760 Punti
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Introduzione


Ittiti Antica popolazione dell’Asia Minore stanziata nell’altopiano centrale dell’odierna Anatolia e in alcune zone della Siria settentrionale. Di origine sconosciuta, gli ittiti parlavano una lingua indoeuropea che imposero, insieme con la loro cultura, alle popolazioni locali della regione che essi invasero intorno al 1900 a.C. (successivamente denominata Hatti). Si stabilirono dapprima a Nesa (Turchia), conquistando poco dopo il 1800 a.C. la città di Hattusa, presso l’attuale Boğazköy.
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L’Antico Impero


Nel XVII secolo a.C., durante il regno del re Labarna (1680-1650 ca.) fu fondato l’Antico Impero, con capitale Hattusa. Labarna conquistò quasi tutta l’Anatolia centrale, estendendo i propri domini fino al Mediterraneo, e i suoi successori si spinsero fino alla Siria settentrionale; Murshili I (1620-1590 ca.) conquistò Aleppo e saccheggiò Babilonia intorno al 1595. Alla sua uccisione seguì un periodo di lotte interne e di instabilità politica, a cui il re Telipinu (1525-1500 ca.) pose termine emanando una legge di successione ereditaria al trono.
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Il Nuovo Impero


Intorno al 1450 a.C. fu fondato il Nuovo Impero. Durante un periodo caratterizzato da invasioni straniere, il trono fu usurpato dal principe Shuppiluliuma che, liberato il paese e sconfitto il principale nemico – il regno di Mitanni nella Mesopotamia settentrionale – condusse l’esercito in Siria, dove portò a termine con facilità una serie di conquiste grazie anche all’indebolimento del potere egiziano durante il regno del faraone Akhenaton (o Amenofi IV). La potenza dell’impero ittita rivaleggiava ormai con l’Egitto, il regno di Babilonia e l’Assiria. Alla morte di Shuppiluliuma, la coesione dell’impero venne mantenuta attraverso continue guerre: nel XV e XIV secolo a.C. esso si estendeva fino al mar Egeo, comprendendo Armenia, Mesopotamia superiore e Siria, fino all’odierno Libano.

Nella seconda metà del XIV secolo a.C. gli ittiti combatterono più volte contro l’Egitto per il controllo della Siria; dopo la battaglia di Qadesh, combattuta tra il re ittita Muwatalli e Ramesse II, sebbene gli egiziani rivendicassero la vittoria, la Siria continuò a restare sotto il dominio ittita. Qualche anno dopo, il re Khattushili III concluse la pace con Ramesse II, dandogli la figlia in matrimonio. Le relazioni fra i due popoli si mantennero amichevoli fino al 1200 ca. a.C., quando l’impero ittita fu travolto dalle invasioni dei cosiddetti “popoli del mare”.
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Le città-stato


Il crollo dell’impero fu seguito da una serie di confusi conflitti che ebbero termine con l’emergere, nell’Anatolia sudorientale e nella Siria settentrionale, di alcune città-stato, tra le quali la più famosa fu Karkemish. La popolazione, chiamata siro-ittita, era composta da ittiti e dagli abitanti indigeni delle due regioni; a corte si utilizzava la lingua luvia, scritta in geroglifici. Mentre alcune città-stato furono conquistate nel X secolo a.C. dagli aramei, le altre divennero province dell’impero assiro sotto Sargon II (intorno al 715 a.C.). Anche dopo aver conquistato l’intera Siria, gli assiri continuarono a chiamare la regione Hatti.




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Antiche fonti scritte


Le più importanti fonti antiche per conoscere gli ittiti sono rappresentate da documenti egiziani, soprattutto della XIX dinastia, e da alcuni passi della Bibbia: il più antico, in cui sono chiamati “figli di Heth”, si riferisce forse al periodo dell’impero, mentre in passi successivi compaiono i siro-ittiti.

Nel 1906 gli archivi reali ittiti, portati alla luce durante gli scavi di Boğazköy, misero in dubbio la veridicità di molti scritti egiziani, poiché alcune imprese militari venivano celebrate come vittorie da entrambe le parti. Questo ritrovamento permise di decifrare la lingua ittita e di scoprire aspetti della cultura di quel mondo prima sconosciuti, quali l’organizzazione politica, il sistema legislativo, la religione e la letteratura.

Quasi tutti i testi sono in lingua ittita, mentre per i trattati e la corrispondenza di stato veniva usato l’accadico, la lingua internazionale dell’epoca. Altri testi erano redatti in hurrita, una lingua dell’Anatolia sudorientale e della Mesopotamia settentrionale non appartenente a gruppi linguistici conosciuti. Pur usando la grafia cuneiforme dei babilonesi, gli ittiti si servivano anche dei geroglifici (in quello che pare essere un dialetto luvio). Sebbene i geroglifici fossero usati durante l’impero, quasi tutte le iscrizioni note appartengono al periodo successivo. L’attività letteraria era molto sviluppata, come dimostrano i numerosi documenti storici pervenutici.
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Aspetti politici ed economici
Anteprima della sezione

Il re riuniva nella sua persona le funzioni di sommo sacerdote, di comandante militare e di giudice supremo. Nell’Antico Impero era assistito dal pankus, un consiglio consultivo di nobili (in seguito abolito). L’impero era amministrato da governatori provinciali delegati dal re, mentre i territori vassalli erano retti da regnanti locali sulla base degli accordi stabiliti da trattati.

L’elemento certamente più sorprendente della civiltà ittita è costituito dalla legislazione e dall’amministrazione della giustizia. I codici rivelano una forte influenza babilonese; tuttavia le pene erano molto meno dure e raramente comportavano la morte o le mutilazioni, diffuse invece presso altri popoli del Medio Oriente.

L’economia degli ittiti era basata sull’agricoltura: erano coltivati prevalentemente grano e orzo e venivano allevati bovini e ovini. Ricchi giacimenti di rame, piombo, argento e ferro venivano lavorati con tecniche molto progredite per l’epoca: gli ittiti potrebbero essere stati i primi a lavorare il ferro.
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Religione, arte e architettura


Gli ittiti adoravano numerose divinità locali. Nei documenti di stato ricorre un’invocazione alle “migliaia di dei di Hatti”, il cui culto era diffuso in tutta l’Asia Minore prima (e durante) il periodo ittita. Nel pantheon ittita sono rintracciabili influenze sumere, babilonesi, assire, urrite e luvite.

Il santuario di Yazilikaya, presso Boğazköy, presenta una notevole serie di rilievi intagliati nella roccia, raffiguranti due lunghi cortei di dei e dee che si incontrano; la maggior parte delle divinità non è stata identificata, ma in primo piano vi sono certamente le più importanti: il dio della tempesta, o del tempo, e la dea del sole. Gli scavi hanno inoltre portato alla luce un tempio la cui camera minore pare fosse dedicata al culto di un re defunto.

Anche la mitologia appare il frutto della combinazione di elementi che riflettono la diversità dei culti presente all’interno dell’impero. Particolarmente interessanti sono alcuni poemi epici che contengono miti originariamente hurriti, uniti a motivi babilonesi. Vi si narra delle diverse generazioni di dei che reggevano l’universo e del mostro che si oppose all’ultimo re divino; si tratta di miti simili a quelli presenti nella Teogonia (genealogia degli dei) del poeta greco Esiodo, di cui potrebbero essere stati il modello.

Come possano aver raggiunto la Grecia non è chiaro, ma è possibile che siano stati trasmessi durante il periodo miceneo (1400-1200 a.C.), quando i greci erano in contatto con l’Anatolia occidentale e commerciavano con la Siria. Documenti ittiti riferiscono di rapporti fra i loro re e quelli di Ahhiyawa, identificata da alcuni studiosi con la terra degli achei. Molti elementi culturali ittiti sopravvissero in Anatolia fino all’arrivo dei romani (190 a.C.), come il culto della Grande Madre e del dio della tempesta, chiamato Jupiter Dolichenus in latino.

Nell’arte e nell’architettura gli ittiti subirono l’influenza di quasi tutte le coeve culture del vicino Oriente, soprattutto di Babilonia, riuscendo tuttavia a raggiungere una certa autonomia stilistica. I materiali usati erano generalmente pietra e mattoni, ma sono note anche colonne di legno. Gli imponenti palazzi, i templi e le fortificazioni erano spesso decorati da complessi rilievi figurati, che ne ornavano gli ingressi, le porte e i muri.


per ora gli ittiti
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