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HDMI - Sapiens Sapiens - 1434 Punti
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mi potreste spiegare platone e l'arte, la politica ed etica negli ultimi dialoghi, e perchè platone voleva uno stato diverso da quello diciamo esistente?
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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PLATONE
Negli ultimi dialoghi socratici la figura di Socrate è messa sempre meno in primo piano, delle volte il suo maestro è quasi assenti:

POLITICA

Ti faccio prima una premessa di come vede la politica e lo stato ideale nella Repubblica
la politica in Platone: il progetto è che il re poteva essere solo colui che aveva visto l'idea di Bene poteva reggere lo stato quindi o Re= filosofo o il filosofo = re
Platone nel suo dialogo "La Repubblica" parla del suo modello ideale di stato, lo stato ideale platonico deve essere dominato da colui che ha visto l'idea del bene, da qui la considerazione del filosofo RE, solo colui che ha contemplato il Bene può reggere lo Stato perché sa cosa è Bene e sa applicarlo nel suo Regno.
All'interno dello stato ideale, pianificato da Platone nella sua Repubblica, la giustizia deriva dalla divisione del lavoro sociale (lo stato è armonia delle tre classi fondamentali [i filosofi,i guardiani e i commercianti)e di ognuna delle tre virtù che caratterizza ciascuna classe sapienza,coraggio e temperanza).
La grande novità introdotta dal modello di Stato Platonico è quella dell'abolizione dell'appartenenza alle classi sociali per nascita: se nasci da un re diventerai Re, per Platone non è così, non è il con testo in cui nasci a determinare la classe di appartenenza, ma bensì l'anima con cui si nasce: sappiamo che per Platone, prima di incarnarsi nel corpo, l'anima risiede nel mondo ideale (iperuranio) e lì contempla tutte le idee che son disposte in maniera piramidale e predominate dall'ultima idea che domina tutte le altre, bene/bello, e che è appannaggio solo di pochi (i filosofi). Coloro che in anima (vedi mito della biga alata) hanno contemplato le idee più "basse" hanno un anima di bronzo (commercianti, artigiani), coloro che hanno visto idee più alte ma non ancora quella di bene hanno un anima di argento (guerrieri) e solo i pochi che hanno visto l'idea di bene, i filosofi, hanno un'anima d'oro (filosofi) e saranno quella che noi chiameremo "la classe dirigente". Per capire di che anima una persona dispone, Platone, propone ai bambini un educazione comune allontanandoli dalle loro famiglie, ne deriverà che un figlio di artigiano se dispone di un anima d'oro potrà diventare Re e viceversa.
Inoltre, Platone, analizza anche le virtù appartenenti a ciascuna classe:
1- Re = sapienza
2- Guardiani = coraggio
3- Per tutte e 3 le clasi = temperanza
Lo stato deve quindi essere retto dal Sapiente, il filosofo, l'unico in grado di "contemplare la verità" e provvedere al bene comune. Il filosofo è consapevole della debolezza umana e per questo indice anche delle leggi (dialogo "Le Leggi", la legge nn serve tuttavia a punire, ma piuttosto ad educare, a regolare la vita dei cittadini. La punizione legale deve correggere l'errore e non punire! Si evince da questo che Platone voleva uno stato che educasse alle virtù e che portasse i singoli al Bene e alla felicità in senso Socratico
Platone opera così anche una critica ai modelli costituzionali esistenti (timocrazia,democrazia,oligarchia e tirannide), perché li vede come delle generazioni di uno Stato:- la monarchia devia in tirannide
- l'aristocrazia all'oligarchia
- la politia devia in democrazia
Queste tesi riprese anche da Aristotele!

Visione della politica negli ultimi dialoghi
Il Platone delle "Leggi" è più conservatore di quello della Repubblica, nel secondo sembra si parli si un "socialismo amministrato", mentre nel primo di un sistema più "liberista", in cui vengono messi in risalto la maggiore sfiducia nei confronti dei politici, che non vogliono fare l bene della cittadinanza, il potere che sempre di più si basa sui compromessi e la strumentalizzazione delle religioni. Inoltre Platone sostituisce l'idealismo al pessimismo e alla rassegnazione = or ail filosofo re può rimanere al potere, ma nn modificare lo stato.

ETICA:


Visione etica dei primi dialoghi
Si basa sulla dottrina delle idee, sono l'essenza delle cose, la COSA IN SE, le cose del mondo ne sono una copia imperfetta. Tutte le idee sono disposte in maniera piramidale al ci vertice c'è l'idea suprema che tutto domina e tutto fa esser: IL BENE. l'anima dell'uomo vede queste idee, e a seconda di quello che si è visto in anima si diventa all'atto dell'incarnazione (secondo il mito della biga alata). Solo colui che ha visto l'idea suprema,Bene, puo reggere lo stato e solo lui è un filosofo.

Etica negli ultimi dialoghi

Negli ultimi dialoghi, Platone parla soprattutto di idee matematiche

ARTE:
Platone nella "Repubblica" attacca l'arte sul piano morale: rappresenta gli dei in modo meschino, inoltre essa per Platone stimola sentimenti negativi, se qualcosa era cattivo sul piano morale anche se bella per Platone andava censurata. Inoltre l'arte secondo la divisione di essere / non essere rappresentava il falso e per questo andava censurata.
Ma anche da un punto di vista metafisico l'arte era punita perchè era copia della copia (l'oggetto che io vedo è copia imperfetta dell'idea) le opere d'arte sono perciò imitazioni di imitazioni e se gia gli oggetti sensibili sono inferiori alle idee l'arte lo sarà maggiormente e costituiscono un maggiore ostacolo all'uomo per avvicinarsi alle idee.
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