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salve potreste rispondermi perfavore a queste domande? sono su la magna charta della metafisica occidentale

perchè, Reale attribuisce tanta importyanza a questo brano?
concordi con la sua valutazione? argomenta la risposta
evidenza e commenta il duplice ordine di causalità di cui parla platone

sono importanti vi prego, perfavore francy

Questa risposta è stata cambiata da albert (03-02-09 22:49, 7 anni 10 mesi 7 giorni )
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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«la Magna Charta della metafisica occidentale»,per Reale è un momento chiave della nostra cultura
Si io concordo con lui (qui i dico la mia opinione personale) perchè credo profondamente, come Platone nel Fedone, (96 A-102 A e soprattutto da 99 A in avanti) eche esista al di là del reale una realtà soprasensibile e trascendente, perchè come dice Reale stesso «quelli che si dedicano
rettamente alla filosofia non si occupano che di morire ed essere morti...Ma la morte di cui parla Platone è un'altra cosa: fuggire al male del mondo verso la vera vita.
Pochi lo notano, ma è proprio lui il primo filosofo a sostenere la sacralità della vita e l'impossibilità di toglierla anche a se stessi».

ti incollo anche questo per avere più chiare le cose e per farti un'idea perosnale sull'argomento:
2. La "seconda navigazione" come passaggio cruciale
dal piano fisico della ricerca dei Presocratici
al piano metafisico delle realta' soprasensibili
(estratto da: Giovanni Reale, Per una nuova interpretazione di Platone
Vita e Pensiero, 20.a ed. Milano 1997, pp. 137-58)

Fedone, 96 A-102 A (soprattutto da 99 A in avanti) e' senza dubbio uno dei passi piu' famosi che Platone ci ha lasciato nei suoi scritti. Esso costituisce la prima razionale prospettazione e dimostrazione dell'esistenza di una realta' soprasensibile e trascendente, e puo' essere considerato come la "magna charta" della metafisica occidentale.
Nella sua narrazione Platone mostra, attraverso una esemplificazione concreta, quale sia il tragitto ideale che la mente umana deve compiere quando ricerca la verita', e in questo tragitto egli distingue due fasi essenziali: 1) la fase fisica, percorsa seguendo il metodo dei filosofi naturalisti, e 2) la fase metafisica, seguendo invece un nuovo percorso che egli chiama, emblematicamente, la "seconda navigazione".
La prima fase, ossia la "prima navigazione", si scandisce a sua volta in due momenti: a) quello ispirato alle dottrine dei Fisici in generale, e b) quello ispirato ad Anassagora, il quale rappresenta l'espressione piu' raffinata ed elevata della prospettiva naturalistica.
Con la "seconda navigazione" si apre la seconda fase, scandita anch'essa in due momenti: a) quello della teoria delle Idee, e b) quello che tenta di raggiungere i Principi supremi e ultimativi. Dal percorso della prima fase risulta che ne' gli elementi fisici dei filosofi naturalisti, ne' il Nous (l'Intelligenza) di Anassagora, sono sufficienti per "legare" e per "tenere insieme" le cose: occorre pertanto guadagnare un'altra dimensione che porti alla conoscenza della "vera causa" (to aition toi onti), ossia a cio' cui il Nous si riferisce.
E', questa, la dimensione dell'intelligibile, che si puo' guadagnare soltanto con la "seconda navigazione".

"Seconda navigazione" e' una metafora desunta dal linguaggio marinaresco, e il suo significato piu' ovvio sembra essere quello fornitoci dal neoplatonico Eustazio di Cappadocia (IV sec. d.C.), il quale spiega (In Odyss., p. 1453, 20): "Si chiama seconda navigazione quella che uno intraprende quando, rimasto senza venti, naviga con i remi". E questa spiegazione trova una conferma anche in Cicerone, il quale contrappone al metodo del pandere vela orationis, del "dispiegare le vele del discorso", quello consistente nel procedere dialecticorum remis, con "i remi dei dialettici" (Tusc., IV, 5).
Le vele al vento dei Fisici erano i sensi e le sensazioni, mentre i remi della "seconda navigazione" sono i ragionamenti e i postulati, e appunto su questi si fonda il nuovo metodo.
Le immagini usate da Platone per illustrare questo metodo sono difficilissime, e richiedono molta attenzione per poter essere intese nel loro giusto senso.
(a) Il sole con l'eclisse indica la realta' sensibile, la quale per Platone e' manchevole e inferiore ad altre realta', cui assomiglia, ma in modo difettoso.
(b) Gli occhi vanno intesi come simboli di tutti i sensi.
(c) L'immagine rispecchiata nell'acqua, mediante la quale si coglie il sole eclissato, invece, indica i ragionamenti o postulati, che sono ben piu' sicuri delle sensazioni. Chi vede le cose nei logoi (nei discorsi, nei ragionamenti, nei postulati, appunto) le vede nella loro realta', mentre chi le vede direttamente con i sensi le vede nelle loro immagini, giacche' le cose sensibili sono copie di quelle intelligibili.
(d) L'accecamento dell'anima, provocato dal guardare direttamente con gli occhi il sole eclissato, simboleggia l'effetto decettivo che i sensi producono ai fini della conoscenza, perche' essi non soltanto non chiariscono, ma piuttosto oscurano le cose.
La "seconda navigazione" ha dunque condotto Platone a riconoscere l'esistenza di due piani dell'essere: uno fenomenico e visibile, e l'altro metafenomenico e coglibile solamente con i logoi, e percio' puramente intelligibile.
La platonica "seconda navigazione" costituisce cosi' una conquista che segna la tappa piu' importante nella storia della metafisica. Infatti, tutto il pensiero occidentale sara' condizionato, in modo decisivo, proprio da questa distinzione, sia - ovviamente - nella misura in cui l'accettera', sia anche nella misura in cui non l'accettera': in quest'ultimo caso, infatti, dovra' giustificare polemicamente la non accettazione di tale distinzione, e da questa polemica rimarra' pur sempre dialetticamente condizionato.

Come abbiamo detto gia' sopra, la "seconda navigazione" si realizza in due momenti: nel primo momento si raggiunge il piano delle Idee, mentre nel momento successivo si raggiunge il piano dei Principi, ossia il piano supremo.
In generale, dunque, la prima tappa della "seconda navigazione" consiste nel prendere per base il postulato piu' solido, che consiste nell'ammettere le realta' intelligibili come "vere cause", e, di conseguenza, nel ritenere vere quelle cose che concordano con questo postulato, e non vere quelle che non concordano.
La prima tappa della "seconda navigazione" termina con il positivo accenno all'Uno nella nuova dimensione. Infatti, al fine di giustificare un postulato, si dovra' ricercare un postulato ancora piu' elevato, e si dovra' procedere in questo modo fino a che non si sia ottenuto il postulato adeguato, ossia quel postulato che non ha piu' bisogno di nessun altro postulato.
Ora, la tradizione platonica indiretta ci riferisce che Platone, al di sopra delle Idee, poneva i Principi primi e supremi: l'Uno e la Diade indeterminata. Pertanto, solo i Principi supremi possono costituire cio' che, una volta guadagnato, non richiede si ricerchi nient'altro di piu' elevato.
(tratto da: www.geocities.com)
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